Salve a tutti Sriptiani. Come di consueto rieccoci con un nuovo articolo del venerdì, al contrario però della settimana scorsa dove abbiamo trattato di Tolkien e della sua Genesi (recuperatelo qui), quest’oggi torneremo alle origini con la nostra rubrica sulle ambientazioni. Detto questo però, oggi vorrei portare alla vostra attenzione una diversa questione, molte volte spinosa, un qualcosa che non raramente è il tallone di Achille di svariati autori… parlo ovviamente delle Descrizioni d’Ambientazione.
In questo articolo vi porto la mia opinione sul come agire per avere una descrizione che evochi nel lettore l’immagine che noi abbiamo in testa, o l’emozione che vogliamo trasmettere. Ma iniziamo subito.

 

Cosa è una Descrizione?

“La descrizione (dal latino descriptio[1], in inglese description) è l’atto di rappresentare con parole una determinata realtà[2]. Il concetto di descrizione può essere visto da un punto di vista epistemologico[3], cognitivo[4], scientifico, informatico[5], della filosofia del linguaggio[6], archivistico[7], bibliografico[8], ecc. Lo scopo di un testo “descrittivo” è quello di indicare al lettore o all’ascoltatore le caratteristiche di una certa realtà (persona, cosa, ecc.)…”
(Wikipedia, Descrizione)

 

Questa è la definizione di una descrizione di Wikipedia, in essa troviamo effettivamente ciò che dovremmo, noi come autori, andare a fare con il probabile lettore ovvero “rappresentare con le parole una determinata realtà”. Questo comporta far percepire a chi legge ciò che circonda il nostro protagonista (o altro, ma qui parliamo di ambientazioni), può sembrar banale ma vi assicuro che non lo è, addentrandoci nell’articolo capirete che cosa intendo.

 

Come Riuscire a far Vivere il Mondo?

Ora possiamo entrare nel vivo di questo argomento. Ciò che si nota più spesso al riguardo è una focalizzazione su di un unico senso come se il personaggio coinvolto avesse solo la vista, o al massimo l’udito. Molto difficilmente troviamo casi in cui la descrizione di un luogo coinvolga i restanti sensi, ed inoltre (come se ciò non bastasse) spesso l’autore in questione butta lì in quelle quattro righe tutti i dettagli dell’oggetto della descrizione, rompendo totalmente il flusso narrativo e, soprattutto, spezzando quella sospensione d’incredulità che tanto ricerchiamo, ottenendo inoltre l’effetto opposto:
il lettore non ricorderà quasi nulla.

Allora, vi chiederete, come fare a descrivere quella scena che il personaggio avrà di fronte? Bene in realtà per riuscirci basta cercare di concentrarci sulle reali percezioni che il nostro corpo ha, ovvero cercare di capire come noi stessi nella realtà percepiamo il mondo intorno a noi… Vi faccio un esempio:

State camminando sul marciapiede sotto casa vostra, lo avete percorso milioni di volte, ormai non vi soffermate più ad osservarne i dettagli, diventa lo sfondo della vostra passeggiata. Siete assorti nei vostri pensieri ed osservate le automobili che vi sfrecciano accanto. Di punto in bianco, sentite un forte odore salirvi al naso, come di uova marce. Vi fermate di colpo, cercate di capire da dove viene e seguite con gli occhi quei mattoni rossi e neri che lastricano il marciapiede alla ricerca di una crepa o simile dal quale fuoriesce la perdita. Ma il disegno a scacchiera vi confonde, così alzate gli occhi e vi incamminate verso il vicino palazzone, l’odore si fa così intenso da penetrare in bocca, ne percepite tutto il gusto sulfureo. Vi bloccate all’angolo del colonnato e vi ci appoggiate. Sulla schiena percepite la rugosità irregolare dell’intonaco che sentite sbriciolarvi sui capelli e sul viso.

In questo esempio, che ammetto non essere dei migliori, ho messo l’accento su sensi diversi dalla vista, in questo modo il naso sente un forte odore che penetra nella bocca ed è tanto disgustoso da costringere a poggiarsi sulla colonna vecchia il cui intonaco cede alla vostra pressione, e non solo.
Possiamo dire che ci sono delle cose molto importanti da tenere a mente quando vogliamo descrivere qualcosa, andiamo a vedere quali sono:

A) la prima (rappresentata nell’esempio) è che il personaggio possiede molti sensi diversi, cerchiamo di sfruttarli e di non limitarci al solo utilizzo della vista e di poco altro, bensì descrivere a tutto tondo. Ed ecco il profumo che si posa sulla lingua con quel suo dolce e amaro; una scheggia del tavolo ligneo che graffia il pollice; l’odore penetrante della latrina della taverna; ecc…

B) la seconda è che nella realtà noi non percepiamo tutta la scena che ci si para davanti, iniziamo focalizzando l’attenzione su di un unico dettaglio, un particolare colore di capelli, magari un punto di luce in una scena in penombra, oppure una particolare disposizione degli oggetti nella stanza. Solo successivamente e progressivamente cogliamo tutti gli altri. Ed è la stessa cosa che dobbiamo ricreare nell’opera che stiamo andando a scrivere. Inserire un dettaglio per volta spalmandoli nel testo ed inserendoli nelle azioni (show don’t tell ricorda nulla?).

C) ed eccoci alla terza conoscenza, secondo me, indispensabile per una buona descrizione. Noi quando incontriamo qualcuno o ci soffermiamo su una scena, non fissiamo mai tutti i dettagli e non li ricorderemo mai tutti, infatti se pensiamo a persone che conosciamo bene ci renderemo conto di non ricordare tutto di loro, magari per quelli che ci sono al fianco quotidianamente ci andremo vicini, ma per il resto, solitamente, fissiamo nella memoria solo alcuni elementi, che possono essere cicatrici e colori dei capelli, oppure il particolare colore delle foglie di un albero, oppure l’odore che permea una pineta dopo la pioggia unito alla sensazione sotto i piedi del letto di aghi di pino. Ed è esattamente ciò che dobbiamo fare nella nostra opera, non fare descrizioni come fossero liste della spesa di natale, piene di ogni dettaglio e inconsistenze. Bisogna soffermarsi sui dettagli e solo su alcuni di essi. Per scegliere quali, ci colleghiamo con l’ultimo punto.

D) Ed ora vedremo il quarto ed ultimo cardine di queste nozioni. Non dobbiamo mai dimenticare che stiamo producendo una fiction e che quindi, per quanto riguarda le descrizioni, saremo noi a decidere quali saranno i dettagli che il protagonista coglierà in una determinata occasione, quindi veicoleremo anche i dettagli che il lettore coglierà. Per scegliere questi dettagli dobbiamo capire ciò che quella scena deve trasmettere, quale sensazione, quale emozione dovrà provare il lettore. Di questo sono maestri sicuramente il thriller e l’horror che fanno di questa nozione le fondamenta del tutto, cosa è un thriller senza la tensione, oppure un horror senza la paura (o simili, inquietudine, ecc…).

Con questa “lista della spesa” vi ho indicato le 4 fondamenta (almeno dal mio punto di vista) da tenere sempre a mente per riuscire a descrivere come si deve un ambiente e non solo in realtà valgono in generale per tutti i soggetti delle descrizioni.

 

Conclusioni

Per ricapitolare cosa dobbiamo fare nelle descrizioni:
1. Utilizzare più sensi contemporaneamente, quindi non focalizzarci su di un unico senso;
2. Sparpagliare i dettagli attraverso la narrazione e quindi utilizzare la tecnica dello “Show Don’t Tell”;
3. Non inserire tutti i dettagli del soggetto descritto, bensì pochi dettagli ben ponderati;
4. Quei pochi dettagli scelti dovranno essere importanti come veicolo di sensazioni/emozioni che il lettore deve provare.

Ed anche oggi arriviamo alla fine di questo articolo. Spero che possa avervi interessato ed aiutato. Oggi sono riuscito a fare un articolo molto più neutrale su un tema che riguarda tutti i generi, bene arrivederci Scriptiani alla prossima settimana e al prossimo articolo.