Introduzione

Salve Scriptiani, benvenuti su questa rubrica. Oggi andiamo ad affrontare un tema, secondo me, molto importante per la costruzione della nostra ambientazione. Sto parlando del Veicolare attraverso gli ambienti informazioni e sensazioni.

Quello che voglio dire è che attraverso il “montaggio” attivo cosciente della nostra “Scenografia” possiamo trasmettere al lettore/fruitore una data informazione o sensazione. Ma ora andiamo a vedere nello specifico di cosa sto parlando.

Di cosa parlo

Quello che sto dicendo effettivamente è che il mondo attorno a noi è uno strumento potente e grandioso, il quale permette di mostrare, in modo naturale, cose diverse a nostro lettore. Ed ecco che un ambiente disordinato, con i panni sporchi a terra, ci parla di un personaggio poco pulito, un’informazione questa che potrebbe essere importante ai fini della trama. Maestri di questo scopo sono gli autori di gialli, che attraverso la disposizione degli oggetti in una stanza danno un indizio al lettore per arrivare alla soluzione, in questo modo riescono a far quadrare le supposizioni dell’investigatore di turno e in più danno informazioni al lettore che servivano a quest’ultimo per farsi un’idea, chiaramente senza esagerare.

I nostri ambienti ci permettono anche di creare determinate sensazioni nel fruitore dell’opera. Questo significa che possiamo costruire quella stanza (foresta, macchina, ecc…) in modo da risvegliare nel lettore un “mood”, che lo predisporrà a una scena che sta per accadere (o che vogliamo far credere accadrà). Un esempio scontato è un Horror nel quale entrando nella fogna abbiamo una sensazione di disgusto mista alla paura dovuta al buio e ai rumori strani e ovattati provenienti da “ovunque”.

Andiamo ora a vedere come possiamo ricreare tutto ciò.

Come fare

Arriviamo forse alla parte più interessante, come ottenere questi effetti. Iniziamo con il ricreare sensazioni, il punto dal quale io parto è capire/scegliere con precisione cosa tale luogo deve trasmettere, che sia in generale o per una scena in particolare. Presa questa decisione vado a costruire quel determinato ambiente, o più di uno, utilizzando sia gli “stereotipi” emotivi (buio/paura; luce calda/tranquillità; ecc…), ovvero degli elementi che richiamano una data sensazione, sia componenti originali che andranno a caratterizzare il nostro “Mondo”, cioè fattori particolari di quella data “Creazione”. Da qui andremo a costruire la “Scenografia”, un mattoncino per volta, in modo che rispetti quella sensazione.

Per esempio abbiamo l’esplosione di una bomba in piazza e qui io mi focalizzerei su un elemento cardine, come la statua-fontana che, rimasta totalmente intatta, diventa il fulcro intorno al quale creare il caos, quindi inserisco un’automobile verde scuro sporca di polvere e con una portiera lacerata, a questo aggiungo le urla della gente che fugge disorientata, in mezzo alla nube di polvere che si è alzata, quasi dimentica dei cadaveri a brandelli sul lastricato della piazza.

A questo punto avete la vostra immagine in mente di questa scena, trasmettere completamente la sensazione di panico/caos, chiaramente, starà molto alla descrizione, che deve evitare l’effetto “lista della spesa”, ma questo sarà possibile solo con una “Scenografia” già strutturata.

Per quanto riguarda il trasmettere le informazioni, il procedimento è praticamente lo stesso:

  • Informazione da trasmettere;
  • Uso di “Stereotipi” per collegarmi al lettore immediatamente;
  • Costruzione sistematica attorno all’informazione.

Poi bisogna descrivere con naturalezza le scene, senza cadere in infodump vari ed eventuali. Qui mi ricollegherei con l’articolo del 6/10/18 che parla proprio di come rendere una descrizione ambientale fluida e naturale.

Conclusioni

Con questo concludo qui l’articolo con la speranza di avervi dato uno spunto di riflessione su una mia personale metodologia.

Bene Scriptiani con ciò vi saluto e Buona Creazione.