Salve Scriptiani. Rieccoci dopo innumerevoli peripezie e ostacoli a parlare di ambientazioni. Oggi nello specifico volevo parlarvi di come sfruttare accenni di processi produttivi e prodotti in sé.

Produzione: che cosa intendiamo?

“Più in partic., l’insieme delle operazioni, semplici o complesse, attraverso le quali si produce un bene trasformando (nella materia, nella forma, nel tempo e nello spazio) altri beni”

Enciclopedia Treccani online

Questa è la definizione che prenderemo in esame per questo articolo. Come potete notare, si parla di quei processi che portano alla creazione di un dato materiale in qualche modo diverso dagli elementi di partenza. Questi processi sono alla base dell’evoluzione umana, non per nulla la Periodizzazione più conosciuta e accettata della storia umana è quella che divide la preistoria in due grandi categorie: Età della Pietra ed Età dei Metalli. Questa differenziazione avviene proprio grazie alla produzione umana, infatti anche le due età hanno delle “sottosezioni” dipendenti dal materiale utilizzato maggiormente.

Tutto questo ci mostra l’importanza che ha per noi esseri umani la produzione, è infatti grazie a essa che “sblocchiamo” il prossimo step, un nuovo prodotto ci permette di interagire in un modo differente con il mondo intorno a noi e con il reperimento di risorse più o meno necessarie.

Non siamo costretti a guardare neanche troppo indietro, basti pensare alla tecnologia dei nostri smartphone. Una tecnologia in continuo mutamento e che ci permette ogni volta uno schema di azioni nuove.

Ecco perché i processi produttivi e i prodotti stessi sono così importanti nella realtà in cui viviamo. Adesso ci focalizzeremo sull’utilizzo degli stessi per le nostre opere di fiction.

Produzione: rendiamola caratterizzante

Questi processi sono molto interessanti sia per lo studio dell’uomo (nel mondo reale) sia per quanto riguarda la caratterizzazione di un’ambientazione, o storia in generale (nella nostra subcreazione). Come di consueto, il tutto è parte dei semplici princìpi che possiamo analizzare insieme.

Per primo dobbiamo capire a cosa è ispirato il nostro mondo, che sia il mondo reale moderno di una serie di film polizieschi, il 1200 di un romanzo storico o il 5000 di una graphic-novel fantascientifica. Una volta chiarificata l’ispirazione, più o meno puntuale, dobbiamo decidere se e come differisce da essa la nostra produzione.

Un esempio lampante è il più classico dei fantasy con questo periodo storico, cosiddetto “medievaleggiante”, in quanto non rispecchia perfettamente il medioevo (vorrei ben vedere, sono dieci secoli di storia!), ma ne prende degli elementi che risvegliano nel lettore una certa sensazione, e li mischia insieme. Così abbiamo sistemi politici che sono nati più tardi, però in un assetto geografico e sociale che invece è proprio di periodi precedenti, così come armamenti che richiamano a certi elementi medievali (il cavaliere in armatura) contestuali a stili di combattimento e battaglia totalmente differenti che richiedono degli equipaggiamenti specifici. Insomma, in questi casi è proprio il modo in cui si utilizza un dato elemento della produzione a caratterizzare l’ambientazione, o meglio, a concorrere nel worldbuilding.

Con il primo passaggio capiamo quale periodo storico ci ispira e a questo punto dobbiamo tornare a un approccio cardine della creazione di ambientazioni: la Ricerca. Ebbene sì, dobbiamo metterci a fare della sana ricerca e capire i materiali e il livello tecnologico del suddetto periodo storico, soffermandoci su 3 tipologie di prodotti:

  1. Armi caratteristiche: l’arte della guerra e il combattimento sono molto importanti per un periodo storico.
  2. Oggetti di uso comune: ciotole e posate, attrezzi da lavoro…
  3. Vestiario: il modo in cui ci si vestiva e si producevano tessuti è molto importante e indicizzante di un popolo.

Chiaramente non dovete diventare degli studiosi che conoscono ogni minimo passaggio della produzione di ogni singolo oggetto del dato periodo storico, ma bisogna che vi facciate un’idea dei maggiori prodotti e, in linea di massima, della loro produzione. È importante perché è grazie a queste conoscenze, anche generali, che potete rendere unica la vostra opera (da questo punto di vista). Tornando all’esempio di prima, ovvero il fantasy classico, possiamo dire che in questo genere abbiamo una grossa componente magica, allora a questo punto ciò che dobbiamo fare è chiederci se e come la magia intervenga nella vita, se essa è molto presente è chiaro che la magia sarà fondamentale anche nella produzione. Allora iniziamo a chiederci come la magia può intervenire nella produzione di una spada, magari la rende indistruttibile e con il potere di dare fendenti che tagliano anche l’acciaio stesso. Insomma, dobbiamo farci domande del tipo: come cambio questa produzione? Oppure: dove non vogliamo cambiarla, come può essermi d’aiuto questa produzione?

Nel caso di una storia ambientata nel mondo reale, una volta trovate le informazioni che ci servono di un determinato prodotto, magari possiamo inserirlo come collante della storia, o come elemento di spicco di una comunità. Dobbiamo cioè prendere alcuni prodotti e legarli a doppio filo al nostro mondo secondario, che sia attraverso l’ambientazione o la storia. Questo significa che i suddetti prodotti, o processi produttivi, devono essere iconici nella nostra ambientazione, il modo in cui gli smartphone vengono utilizzati nella nostra opera, magari il punto di vista che utilizziamo per parlarne, deve rimanere impresso nel lettore.

Chiaramente questo discorso è potenziato con tutte quelle opere “Fantastiche” quindi: fantasy; fantascienza; horror.

 

Con questo concludiamo il discorso, spero di essere riuscito a farvi riflettere su un possibile strumento che potete utilizzare per riuscire a rendere ancor più vostra l’opera alla quale lavorate.

 

Quindi vi saluto, Scriptiani, e Buona Creazione!