Salve Scriptiani, nell’ultimo articolo (qui) di questa rubrica abbiamo parlato della creazione di un Regno (o simili), oggi voglio affrontare un argomento a essa affine: l’Economia.

Introduzione

Per fugare ogni dubbio, in questo articolo non si tratterà di complessi grafici sull’andamento del mercato o di non so quale altra diavoleria numerica (non me ne vogliate, ma io sono totalmente negato con questo genere di cose), bensì vedremo come in soldoni l’Economia è una fondamentale componente per una buona ambientazione. In quanto essa influenza ogni aspetto della vita sia del singolo che di una entità statuale e molto spesso questa caratteristica viene messa da parte, ignorata o mal fatta. Ora vado a chiarire meglio questo concetto con un esempio:

“il regno nanico di Knorrtun subisce un attacco dagli umani del vicino Yorfunir diretto alla capitale. Quest’ultimi sapendo che i nani hanno una economia basata specialmente sulla produzione e la vendita di preziosi di vario genere (metalli, gemme…) come prima mossa colpiscono le 3 grandi città di superficie che producono la maggior parte del cibo del regno, dopodiché fanno in modo di chiudere tutti i passaggi e le vie di comunicazione con i paesi che possono rifornire il regno di approvvigionamenti. Cosi il regno dei nani di Knorrtun si trova costretto a fare appello alle proprie scorte d’emergenza che non bastano a sostenere un lungo assedio e la capitale in questo modo viene presa dagli umani nel giro di 2 mesi…”

Battaglia di Azanulbizar, tolkienpedia

 

Da questo banale esempio possiamo notare come le conoscenze degli uomini sull’economia del regno nanico hanno giocato un ruolo decisivo nella vittoria della capitale. Senza queste conoscenze il regno umano non avrebbe agito in modo altrettanto efficiente e avrebbe avuto meno possibilità di vittoria. Per questo motivo  è importante che trattiamo l’economia in modo da farla risultare Coerente (ormai sappiamo che è il nostro mantra) inoltre se pecchiamo nell’utilizzo di questa componente d’ambientazione andremo a creare una scenografia, un mondo piatto che non ha la giusta profondità per dare la corretta verosimiglianza.

Procedimento

Quando inseriamo un regno nella nostra ambientazione dobbiamo domandarci “di cosa vive?”, una volta trovata la risposta a questa domanda dobbiamo usarla per creare un movimento economico credibile. Fare ciò è in realtà molto più semplice di quanto si pensi, infatti come dicevamo nel nostro articolo precedente il regno in questione avrà già prevalenza di una o più risorse nel suo territorio di appartenenza, quindi una volta scelte queste risorse andremo a vedere come e dove le esporterebbe. Fatto ciò bisognerà considerare l’auto-sostentamento, infatti una caratteristica da tenere sempre a mente è che non potrà esistere uno stato che non è in grado di auto-sostenersi o che basi tutto il suo commercio su di un’unica risorsa, in quanto totalmente irreale. Esempio:

“un popolo che nasce su un’isola in un bacino marino, quest’isola è ricca di minerali di ferro, metalli che porteranno il suddetto popolo ad avere un vantaggio militare contro i suoi nemici che utilizzano ancora il bronzo. Ora questa civiltà sviluppa una forte mobilità marittima, mantiene sgombri dalla pirateria tutti i dintorni, rendendo cosi le sue città libere da incursioni quindi avvantaggiate nei commerci, in quanto considerate porti sicuri. Il suo auto-sostentamento proviene da pesca molto sviluppata, da un allevamento di ovini altrettanto sviluppato e da una povera agricoltura. Diventano ricchi mercanti, protagonisti del commercio in quel bacino. All’apice della loro potenza controllano un gran numero di isole e isolette, tutte presenti sulle maggiori rotte commerciali…”

Affresco ad Akrotiri, scavi di Santorini (civiltà minoico-micenea)

Questo non era altro che un brevissimo esempio ispirato alla civiltà minoico-micenea, con delle piccole modifiche. Come avrete notato ci sono tutti gli elementi economici per rendere credibile un’ambientazione del genere senza dover diventare pazzi dietro a complessi schemi o grafici di economia applicata e simili, basta davvero solo un minimo di impegno e coerenza e logica (che non fanno mai male).

 

Bene con questo concludo sperando di aver portato un elemento in più alla buona riuscita della vostra ambientazioni.

E, come sempre, vi auguro una Buona Creazione.