Salve Scriptiani, avete visto il nuovo tema del nostro sito? Vi piace? Spero di sì, noi lo amiamo particolarmente!

Chiusa questa piccola parentesi, oggi vi propongo un argomento che mi sta molto a cuore quando si parla di Worldbuilding, sto parlando della Diversificazione all’interno di una stessa ambientazione. Quindi andremo a vedere come creare al meglio delle diversità più o meno evidenti e a cosa serve farlo. Ma iniziamo per gradi e andiamo a capire cosa intendo con questo termine.

Cosa intendiamo?

Con “diversificare” intendo un tipo di azione caratterizzante che aiuta a donare profondità e verosimiglianza al nostro mondo narrativo e questa attività è direttamente proporzionale alla dimensione del suddetto. Questo significa che se la nostra ambientazione fosse un continente con svariati regni ragioneremo per grandi diversificazioni, mentre se parlassimo di una città, il tipo di azione che faremmo sarebbe molto mirata e specifica, perché dobbiamo ricreare quelle differenze tipiche di una città che è una entità piccola e che, “vista al microscopio”, deve risultare particolareggiata, sto pensando magari a quelle città come Siena che hanno un palio basato sui propri rioni, i quali  sono molto legati alle tradizioni interne e alle rivalità storiche. Questo è un esempio di differenziazione. Quindi alla fine con questo termine stiamo indicando un’azione che andrà a essere di estrema utilità alla creazione di un’ambientazione viva e interessante, non uno sfondo piatto alle nostre storie, uno dei modi che preferisco, in realtà, per fare approfondire il mio mondo narrativo.

Come farlo?

Andiamo adesso al vero fulcro di questo articolo, chiarito cosa intendiamo con Diversificazione, vediamo ora come possiamo farlo realmente.

Il focus principale da analizzare è sicuramente la dimensione della nostra ambientazione, come già accennato, questa è un dato fondamentale. Infatti dipenderà da essa il grado di diversificazione che dobbiamo creare o ricreare. Prendiamo in analisi 3 esempi:

  1. Piccolo continente con 3 regni. Andremo qui a scegliere delle diversificazioni per ogni regno. Poi all’interno di ognuno di questi magari creeremo 2/3 differenze a seconda delle zone geografiche e culturali. Tutte saranno “grossolane”, con una leggera gerarchia.
  2. Città Capitale. Qui avremo differenze più specifiche e in numero maggiore. Partendo da una struttura piramidale, avremo un “tema” in cima dal quale andremo a tirar fuori 2 grandi differenze, centro e periferia, e poi creeremo delle diversificazioni sfruttando delle sfumature per rioni.
  3. Abitazione. Quasi fosse l’atomo della nostra ambientazione, è uno scenario “piccolo” al cui interno però possiamo narrare diverse tipologie di storie (gialli, contemporanei, drammatici, ecc…). Ed è qui che il livello di dettaglio delle diversità che andremo a creare dovrà essere molto specifico, fuso sia con la storia che con i nostri personaggi, diversa sarà la stanza da letto padronale da quella del figlio adolescente ribelle, la cucina avrà un’altra differenza ancora, e saranno sempre i dettagli qui a darci manforte per le sfumature di uno stesso tema, le interpretazioni di uno stesso macro argomento.

Avete notato come cambia il lavoro di diversificazione in base a questo parametro “spaziale”. Ora andiamo a vedere come, una volta decisa la dimensione, studiare delle differenziazioni. Uno dei modi che io utilizzo sempre è prendere spunto dalla realtà e analizzare come si creano certe diversità ambientali. Oppure possiamo decidere in funzione di storia e personaggi, chiaramente sfumando il legame. Per fare l’esempio di prima, la cameretta del figlio ribelle sarà disordinata, magari con poster che si sovrappongono, vestiti di un certo tipo (sto esemplificando, usando lo stereotipo del ragazzo ribelle non a caso), e così via. Chiaramente io consiglio un misto delle due possibilità, avendo sempre chiari in mente personaggi e storia, decidere queste sfumature e diversità prendendo spunto da processi della realtà. Per le diversità più grossolane, come nell’esempio del continente con 3 regni, andremo a considerare dei temi che vogliamo siano importanti per ogni “entità statale”, per esempio la produzione, la guerra,  il commercio marittimo. Da questi temi (che devono essere decisamente diversi tra loro) impronteremo le 2/3 diversità interne di ogni regno analizzando il tema e dividendolo in diversi aspetti, per esempio con quello produttivo. Immaginiamo quanto possa essere diversa la cultura di una porzione geografica agricola in confronto con una zona mineraria. I sistemi sono sempre gli stessi, ispirarsi alla realtà senza perdere di vista i personaggi e la storia, se parliamo di un fantasy direi che anche le particolarità che avremo ideato a livello di ambientazione (Draghi? Folletti?) saranno importanti in questa fase, un popolo in costante contatto con diverse razze di draghi animaleschi, non giganteschi, magari ne avrà addomesticato qualcuno.

Insomma avrete capito che il mio consiglio è di ispirarsi alla realtà, sia per i fantasy e simili che per opere il cui mondo narrativo è simil-reale, mantenendo un contatto con la funzionalità all’interno della vostra opera di fiction, in modo da creare verosimiglianza e profondità all’ambientazione.

Bene Scriptiani, siamo arrivati alla fine di questo articolo, spero di essere riuscito a darvi qualche spunto di riflessione su questa tecnica.

Con questo concludo e vi auguro Buona Creazione.