Worldbuilding: Cos'è? - Scripta
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Worldbuilding: Cos’è?

8-6MINUTI PER LEGGERE
by Pietro Sgherzi

Sento spesso parlare di trama, personaggi, stile (tutti elementi essenziali), ma sempre meno si presta attenzione a un’altra componente fondamentale, ovvero l’Ambientazione.
Questa spesso viene accantonata o trattata superficialmente (nei casi migliori) e ciò porta a far cadere nei meandri del mediocre e del pessimo decine di lavori con belle trame e personaggi tridimensionali.
Io credo che la scrittura sia il frutto di una perfetta alchimia di parti, trama, personaggi, stile e ambientazione, dove nessuna di esse viene trascurata. Come possiamo pensare che una nostra opera sia completa quando magari i personaggi sono mal caratterizzati e la trama troppo banale è semplice? Allo stesso modo la nostra ambientazione non può essere piatta, insipida o peggio ancora inesistente.

Definizioni
Ma partiamo dall’inizio: Cos’è un’Ambientazione? “Semplicemente” il luogo in cui si svolgono gli eventi, il palcoscenico della nostra storia, il Dove si muovono i personaggi. Ma è anche il Quando con le sue innovazioni e conoscenze. Insomma l’ambientazione altro non è che tutto ciò il quale circonda i nostri personaggi e con cui loro interagiscono.
A questo punto ai più interessati sorgerà un quesito: Come riusciamo a costruire nel modo giusto il nostro “Mondo”? Qui ci viene in aiuto ciò che i nostri amici anglofoni chiamano Worldbuilding. Con questo termine infatti si tende a identificare un insieme di tecniche, consigli e comportamenti utili alla strutturazione della nostra ambientazione, in modo da armonizzare ogni elemento e creare quella coerenza di fondo, quella logica interna così fondamentali in questo campo.
Quando ci avviciniamo alla costruzione della nostra “sub-creazione” (cit.) la primissima cosa da fare è decidere un principio, un’idea, un elemento astratto che permeerà tutto il nostro mondo dal più piccolo dettaglio al più grande. Per esempio, nell’ambientazione fantasy che sto creando questo principio è l’Equilibrio delle parti, quindi non ho previsto nessuna possibile situazione in cui ciò venga a mancare, non ci sono razze che sono superiori sotto ogni aspetto, né creature imbattibili o maghi invincibili, tutto viene controbilanciato da difetti. Ma possiamo creare anche un mondo basato sull’Eccessivo o ancora sul Bizzarro. Questa idea di fondo, sulla quale ci si può sbizzarrire, non deve essere cambiata in corso d’opera, una volta fatta la nostra scelta dobbiamo mantenerla per tutta la creazione.

Una volta individuato questo elemento bisogna iniziare a creare il “Nucleo” dell’ambientazione, per fare ciò dobbiamo scegliere alcuni punti che caratterizzeranno il nostro lavoro, per utilizzare ancora l’esempio di prima, il mio mondo si incentra sui 4 elementi e questo va a influire su quasi ogni i suo aspetto, dalla geografia alla biologia al meteo e così via, certo alle volte è solo un piccolo accenno, ma l’influenza di questo nucleo ci sarà sempre. Anche qui ci si può sbizzarrire, ma una volta scelto bisognerà mantenerlo per tutto il lavoro.
Da questo momento possiamo iniziare il vero e proprio Worldbuilding, quindi creare i dettagli seguendo questi due elementi appena ideati. È a questo punto che si differenzia realmente una creazione in quanto dipende dal genere che vogliamo scrivere, se vuole essere fantasy (come la mia) allora penseremo in un determinato modo, mentre se volesse essere un romanzo giallo allora ci adatteremo a questo genere, dalla grandezza dell’ambientazione in esame, è una città? È uno stato? Un mondo intero? Ogni cosa può andare a influenzare la costruzione.
Tutto questo lavoro si basa in definitiva di due aspetti fondamentali, la Coerenza e la Logica. Nel primo caso parliamo di quella “capacità” degli elementi di essere perfettamente in accordo tra di loro, di non essere cioè contrastanti in modo insensato, questo mantenere il lettore completamente immerso nel nostro mondo e creare quella Sospensione d’Incredulità tanto agognata. Nel secondo caso, la Logica, stiamo parlando del modo pratico per mantenere la coerenza ovvero far sì che il nostro mondo sia perfettamente comprensibile, questo lo capiamo facendoci continue domande alle quali la risposta deve essere decisa e convincente. Vi faccio un esempio:

– La magia può tutto, ma i morti non vengono resuscitati.
– La magia può resuscitare i morti?

a) “No, perché il costo è troppo alto per il mago”. Risposta buona, ma non completamente logica perché il lettore attento potrebbe controbattere “quindi più maghi potrebbero riuscire a resuscitare un morto” questo crea un buco di logica e quindi coerenza.

b) ”No”; il lettore chiede “perché?”; l’autore: “perché non si può, nel mio romanzo non si può”. Risposta inutile, oltre che irrispettosa, soprattutto denotante una mancanza (completa) di logica e di coerenza e porta il lettore a un’unica azione possibile, lanciare il libro del cosiddetto scrittore nel camino acceso.

c) ”No, perché il mio mondo prevede che alla morte si vada nell’aldilà. Ora questo Luogo è energeticamente lontano dal mondo dei vivi e inoltre funziona con altre regole, come quella che lì la magia non esiste/funziona, ciò porta il mago che tentasse, sia a fallire completamente e immediatamente l’incantesimo, sia a prosciugare tutte le sue energie e toccare la morte”. Risposta giusta, questi dettagli rivelano un attento studio dietro che ha portato una logica perfetta. Qui rispecchia una coerenza inoppugnabile


Questo è sicuramente un esempio semplicistico, le cose sono molto più complesse di così, ma ciò è necessario allo scopo di mostrarvi quanto può cambiare in un’opera un errore di logica e/o coerenza. Ma passiamo a come evitare questi errori, la risposta potrebbe spaventare qualcuno, perché l’unica modalità è lo Studio, la Ricerca. Infatti solo studiando varie argomentazioni concrete, riusciamo a portare nella nostra ambientazione il giusto realismo. Un esempio lampante può essere la geografia, basti pensare alla varietà di ambienti della nostra Terra, ognuno con le sue peculiarità, ma tutti in completa armonia. Quando mi troverò a parlare di montagne, aver fatto ricerche sull’orogenesi, sulla fauna e la flora di quel tipo di monte che vado a descrivere, mi salverà da errori di logica che romperebbero la Sospensione d’Incredulità del lettore (e questo va assolutamente evitato).

Vi chiederete se tutto questo sia realmente necessario, soprattutto chi sta scrivendo un romanzo non fantasy e quindi non deve inventare nessun mondo, ma lo è e lo è per tutti i generi e tipologie (lo è anche per chi è interessato a creare un GDR) perché anche se parlaste di Roma, dovreste studiare perfettamente le sue strade, i suoi monumenti, i negozi, ma anche come si vive, quanto è cara, i suoi odori, i suoi scorci, le sue emozioni. Tutto questo crea al lettore quasi la sensazione di essere romano (per chi non lo fosse), invece per residenti li riporterà a casa, cosi che il lettore attento non si perderà nemmeno una sola pagina della nostra opera. Bisogna vederla in questo modo, l’ambientazione è come una scenografia teatrale, se mal costruita salteranno subito all’occhio le macchie sul fondo di scena, il mobilio vecchio e malandato, magari anche un soprammobile inventato dopo il tempo in cui viene ambientata l’opera, la quale per quanto possano gli attori essere bravi e la trama interessante, sarà sempre ambientata in una scenografia di quart’ordine, rovinata e insensata e che rende tutto finto, senza permetterti di godere al massimo della performance del cast. Ecco, una cattiva ambientazione è questo.

Questo piccolo articolo voleva essere più che altro una breve presentazione per rompere un po’ il ghiaccio e farvi conoscere ciò di cui sono appassionato. Vi invito a farmi sapere le vostre opinioni e i vostri trucchetti. Detto ciò, a queste mie rubriche cercherò di dare un senso cronologico e dal prossimo articolo ci sarà una piccola sorpresa per voi (e per me).
Con questo concludo e vi auguro una buona creazione.

  • Ciao, mi sono imbattuto in questo articolo interessante cercando proprio un qualche volume, un manuale, o alla peggio un libretto di istruzioni riguardo il “worldbuilding”. Ne approfitto dunque per chiedere un consiglio, una direzione, o più direttamente qualche titolo che possa fare al caso mio.

    • Pietro

      5 mesi ago

      Ciao Luigi, innanzi tutto grazie di aver commentato e scusa se ci abbiamo messo così tanto a rispondere, ma abbiamo avuto alcune problematiche con il sito. Detto questo, rispondo alla tua domanda. Allora, in italiano c’è poco, uno interessante può essere “Il mondo narrativo” di Pinardi e De Angelis. In lingua inglese invece ci sono moltissimi testi, uno che ti posso consigliare è “Building Immaginary Worlds” di Mark J. P. Wolf.
      Detto questo, fammi sapere cosa ne pensi dei miei prossimi articoli!

      -Pietro

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