E dopo diversi tentativi di boicottaggio da parte della classe politica siamo riusciti a tornare operativi…
Va bene sto esagerando, ma tra gli impegni del Cartoomics e malattie varie ed eventuali (oltre alle faccende della vita quotidiana) non ho avuto un solo giorno libero per riprendere le mie rubriche.
Ma bando alle ciance Scriptiani, facciamo un piccolo ripasso e poi entriamo nel vivo dell’articolo.


Riepilogo

Come sapete, questa rubrica nasce dalla volontà di non dimenticarsi delle ambientazioni dei propri scritti, nel primo articolo (QUI) vi ho introdotti al Worldbuilding e alle sue caratteristiche di base: Coerenza; Logica e Studio.
Nel secondo invece (eccolo) abbiamo parlato di Cosmogonia, quindi delle possibili genesi del vostro universo/mondo e diverse tecniche per crearle. Per il terzo articolo (recuperatelo qui) invece vi ho mostrato come le dimensioni di un’ambientazione sono fondamentali per capire qual è il modo più corretto di agire.
Con il quarto articolo (QUI) abbiamo visto l’importanza della geografia e di come questa influenza anche la storia stessa del mondo/ambientazione e di come sia necessario studiarne almeno le basi per non commettere errori imbarazzanti.
Con il quinto articolo (QUI), invece,  ho esposto brevemente il “problema” tempo nelle sue due principali accezioni in questo lavoro:

1) Periodo storico
2) Tempi di percorrenza.

Nel sesto e nell’ottavo, infine, (li trovate in ordine QUI e QUI) abbiamo visto alcune tecniche (quelle che preferisco) per, rispettivamente, dar vita a razze/etnie senzienti e creature fantastiche che non lo sono. Questo è solo un riassunto rapidissimo degli argomenti già trattati, ora invece direi di arrivare al focus odierno di questo articolo: la Città.

Fondamenti

Quando ci approcciamo alla creazione, o ricreazione, di una città dobbiamo tener presente 3 elementi fondamentali a mio avviso:

• Materialità
• Scopo
• Sensazioni

Materialità:
Con questo termine intendo tutto ciò che compete la sfera materiale di una città, come per esempio l’architettura e l’urbanistica.

Scopo:
È il motivo per il quale un agglomerato urbano nasce. Un accampamento militare romano che si trasforma in città sarà diverso da una colonia portuale greca posizionata in uno stretto importante per il commercio, così come una fortezza costruita da zero contro gli assalti dei saraceni dal mare.

Sensazioni:
Sono quelle emozioni che la “città” ti trasmette a prescindere. Roma ti lascia senza fiato per la sua Antica bellezza e ti confonde con il suo caos; Milano ti mette di corsa al lavoro sui tuoi progetti e ti intristisce con il suo grigiore.

Come Procedere

Non esiste una formula infallibile, esistono dei principi che possono essere modulati a seconda della situazione e della persona in particolare.
Per l’inizio io consiglio vivamente di focalizzarsi su di un solo elemento e partire da lì, io per esempio in media mi affido a due focus in particolare: lo Scopo; la Materialità. Infatti solitamente parto concentrandomi sul motivo dietro la fondazione dell’agglomerato urbano, in altri casi mi piace partire dall’aspetto della città stessa tenendo in considerazione la nazione di cui è espressione, Moria la grande città sotterranea dei nani è molto diversa da Edoras di Rohan. Ma ovviamente si può tranquillamente partire da una sensazione principale che vogliamo trasmettere con quella città e il resto verrà da sé, un esempio potrebbe essere Caras Galadhon (capitale di Lothlorien) con la sua tranquilla malinconia, quasi luttuosa come se vivesse proiettata al passato.

Una volta scelto il focus iniziale immagino sempre delle strade diverse, diciamo diversi “what if… “ (e se fosse un ex porto fluviale il cui fiume ha cambiato corso nel tempo, come sarebbe oggi? Questo determinato popolo come costruirebbe una fortezza difensiva dagli invasori barbari? Ecc…), da qui scelgo quella che mi convince di più e inizio a combinare scopo, materialità e sensazioni per costruire (mai termine fu più azzeccato) la Città. Allora, creando la capitale umana del regno dei Signori dei cavalli di ispirazione vichinga (qualcuno ha detto Rohan?), inizierò a studiarmi le architetture lignee e che tipo di urbanistica avevano le “città” di queste popolazioni scandinave e cercherò di mantenerle o se dovessi cambiarle lo farei in modo coerente (ritorna sempre) con gli elementi che ho già inserito riguardanti questo regno, dato che immagino che questa capitale all’inizio era un campo base militare, la vedo con una “urbanistica” piuttosto regolare nel nucleo più antica, che però si aggroviglia con la crescita dovuta alla pace conquistata e agli scambi commerciali con il regno vicino, ma rimanendo fedele a sé stessa con architetture lignee e temi ricorrenti nelle decorazioni (cavalli stilizzati, scudi e lance, spade).
Parlare delle sensazioni rimane un po’ più complesso perché è un concetto astratto, comunque diciamo che, seguendo l’esempio di prima, vogliamo che la capitale dei Signori dei cavalli (cof cof Edoras?) trasmetta semplicità e forza e allora sceglieremo di costruire un “palazzo reale” robusto, riconoscibile, ma senza sfarzo, fronzoli e modesto, le strade della città saranno in terra battuta, le case piccole, mostreremo qualche animale da cortile vicino alla propria abitazione. Insomma saranno i dettagli a trasmettere la semplicità e la forza.

Eccoci qua alla fine anche di questo articolo, come potete notare i principi sono semplici, coadiuvati dalle nostre basi (coerenza, logica e Studio) riusciranno a dar vita a splendide città pulsanti e tridimensionali, nelle quali il lettore potrà passeggiare.
Ora vi saluto e vi auguro buona Creazione.