Salve a tutti Scriptiani, rieccoci a parlare di What if e, nello specifico, di come questo possa essere usato nel migliore dei modi. Nello scorso articolo sul What if Fantastico abbiamo visto di cosa si tratta e come costruirne uno (molto velocemente).

In questo nuovo articolo invece vedremo come utilizzare questo elemento consapevolmente ci aiuti a creare delle storie coerenti e con un buon potenziale.

Perchè è importante il What if

La premessa è che in qualunque storia avremo sempre un What if, sia se lo mettessimo volontariamente che non. La differenza è esserne consapevoli e riuscire a utilizzare questo elemento o non esserlo e farsi guidare dall’istinto, istinto che è facilmente ingannabile e fallace.

Insomma, questo elemento rende le vostre storie particolari, o meglio partecipa alla resa iconica dell’opera. Essendo uno strumento di coerenza della storia, deve rimanere ben saldo nelle nostre menti, a ogni nuova aggiunta dobbiamo chiederci come interagisce con il nostro “E se…”.

Proprio questa interazione rende questa componente narrativa così importante, un buon “E se…” interegisce direttamente o indirettamente su tutto ciò che riguarda la storia. Se parliamo di un opera fantascientifica, con il “E se potessimo viaggiare facilmente nello spazio?” questo cambierebbe radicalmente il Worldbuilding, nonché la storia stessa e i personaggi che la compongono. Per non parlare del cyberpunk “E se avessimo la tecnologia per interagire mentalmente con il cyber spazio?” quindi con una vita molto più virtuale, nuove occupazioni lavorative e una trama che può essere sviluppata in funzione di ciò oppure può esserne estranea, ma questo elemento obbligherebbe ad avere o evitare certe possibilità, nascondersi sarà più difficile, l’hacking sarà una pratica comune e di facile approccio, i videogiochi saranno più interattivi e quindi un personaggio potrebbe aver imparato tutto dalle esperienze virtuali che ha vissuto in prima persona.

Ora vediamo come usare al meglio il What if.

Come usarlo al meglio

Ecco la parte forse più interessante, ma in fondo già trattata in modo collaterale nelle argomentazioni del parragrafo appena passato. Eppure vediamo di scendere più nel dettaglio.

Immaginiamo di voler scrivere una storia Fantascientifica, magari del sottogenere Cyberpunk, così il nostro What if sarà “E se qualcuno avesse creato un virus capace di prendere il controllo di una persona e qualcuno se ne fosse accorto?”. Abbiamo la prima parte che vede questo “virus marionettista” (passatemi l’analogia) e la seconda che dice che solo qualcuno pare essersene accorto.

La prima domanda da porsi, a mio parere, è “come influenza la società?” una risposta potrebbe essere, molti vertici sono stati colpiti dal Marionettista e ora sermpre più potere si sta schierando verso un forzare la cittadinanza tutta alla connessione, in quanto il virus vuole sempre più prede. A questo punto la domanda successiva è “chi si è accorto della sua esistenza?” una possibile risposta sarà che il primo in assoluto è stato un hacker straordinariamente bravo, poi piano piano si è sparsa la voce e i complottisti della realtà virtuale hanno iniziato a spargere la voce, ma questo ha portato la comunità a una sfiducia verso la notizia (immaginate un terrapiattista che annuncia una qualche notizia bomba strana, ecco).

Come vedete da questo semplice What if siamo riusciti a creare un veloce status quo che crea una società definità e un conflitto, e questo con sole due domande.
Il punto sarà cercare di porsi sempre più domande che si inanelleranno tra di loro (Catena di Dettagli?), a seconda che le domande siano principalmente volte alla società/mondo o che siano rivolte di più sui personaggi, il What if sarà più legato al Worldbuilding o alla Trama, ma in entrambi i casi sarà comunque un misto.

 

Con questo chiudo l’articolo e l’argomento e spero che questo dittico sia stato utile.

Vi saluto e, come al solito, vi auguro Buona Creazione!