Avrete aperto questo articolo con una domanda in mente, immagino: cosa c’entra il sesso con la buona narrativa? Perché eros e logos?

Sesso e Narrativa

Questa rubrica è qui proprio per spiegarvelo, senza la pretesa di insegnare a nessuno, come nostro solito, ma cercando di dare quanti più spunti di riflessione possibile.
Ricordate: più espedienti e tecniche conosciamo, meglio potremo costruire le nostre trame e le nostre storie.

Eros e logos si propone di parlare del sesso e della sua trattazione all’interno delle opere di narrativa, siano queste narrativa erotica, di genere o contemporanea.
Oggi partiremo con un’introduzione che spiega non ancora i come, ma i perché, utilizzare erotismo e sessualità più o meno esplicita nella vostra opera.

Sesso e Pudicizia, i limiti del sesso nelle storie

“Potrei descrivere un’ascia che entra in un cranio con gran dovizia di particolari, e nessuno batterebbe ciglio. Ho descritto allo stesso modo, dettagliatamente, un pene che entra in una vagina, e ho ricevuto lettere di lamentele e rogne della gente adirata per questo. Per me è davvero frustrante, è follia. Ad oggi, nella storia del mondo, i peni che entrano nelle vagine hanno dato alla gente un sacco di piacere; le asce che entrano nei crani, non così tanto.”

George R. R. Martin

Con questa citazione del creatore de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, voglio mettere in chiaro il mio pensiero: non ha senso vergognarsi di mettere scene di sesso esplicito, anche radenti la pornografia, per quello che mi interessa, se tanto non vi risparmiate scene di omicidi, combattimenti, sparatorie, incidenti.

Per quanto la pudicizia di alcuni lettori moderni conosca un’ipocrisia senza pari, tale da indignarsi se il sangue che vede viene dall’imene e non da uno squarcio alla gola, le scene di sesso in narrativa sono potenti fulcri di creazione e gestione del conflitto delle trame.

Alzano l’attenzione del pubblico, attirano il suo interesse, lo spingono a leggere con cautela. Questo perché il sesso, che lo facciamo o non lo facciamo, è per tutti noi un momento intimo, vulnerabile, e questa cosa può essere sfruttata.

A cosa può servire il sesso, in narrativa?

Pensateci: minaccereste mai qualcuno con un coltello posandoglielo sulla spalla? Non scegliereste un posto più vulnerabile, come la gola o lo scroto, invece, per far risultare più potente il messaggio?

Tralasciando la metafora da tagliagole di periferia, vorrei esporre un concetto che Lajos Egri, nel suo libro “L’arte del personaggio”, spiega:

Tutti quanti sono insicuri, specialmente sul proprio fisico.

Che ostentino o meno il proprio corpo, secondo Egri alla base del comportamento degli esseri umani c’è un’insicurezza di fondo che ci spinge ad avere paura, a metterci in mostra o a vergognarci. Questa è la forza delle scene di sesso: colpiscono ciascuno di noi nel privato, nel segreto.

Quindi, vediamo a cosa può servire una scena di sesso esplicito in narrativa:

  • La scena di sesso alza la tensione o risolve un conflitto, magari per suggerirne uno nuovo. Due innamorati stanno litigando furiosamente, il lettore teme si lasceranno. Lui le rimprovera di essere sottomessa, di non dire mai di no, lei gli tira uno schiaffo. La passione infuoca i suoi occhi, lui la prende e la costringe a un bacio violento. Lei fa resistenza, ma poi si lascia vincere. Il conflitto è risolto, ma magari tornerà di nuovo fuori, potenziato, per colpire i personaggi ora che sono nudi.
  • La scena di sesso permette di mostrare comportamenti nascosti del personaggio, ma fondamentali per la trama, senza dover scadere nel raccontato. Quanto è pesante lo stress del lavoro per il vostro personaggio? Se il tema della storia è l’ossessione del lavoro non finito, una scena di sesso che si interrompe per le preoccupazioni del protagonista, che non riesce a concentrarsi e rilassarsi nemmeno lì, trasmetterà il giusto nervosismo al lettore che prova il personaggio, e gli darà anche un motivo, per quanto becero, per tifare per lui. Se riuscirà a finire il lavoro, potrà godersi quella notte di sesso.
  • La scena di sesso in narrativa mostra il vero io dei personaggi. Questa è collegata alla precedente, in quanto, se un problema dei personaggi è così grave da minare il suo vero io, questo influenzerà profondamente il sesso. È il momento in cui cadono le maschere, quindi avete due opzioni: mostrare il vostro protagonista spoglio di tutto quello che usa per mascherarsi nella vita, l’aria da duro, da spaccone, l’ironia pungente da femme fatale, l’allegria bambinesca, e far vedere com’è davvero, oppure mascherarlo, e porre l’accento su quella maschera. C’è un grave problema se una persona è costretta a fingere di essere qualcun altro anche nel momento di maggiore intimità, no? Perché la vostra protagonista sottostà alle richieste del partner anche se non le vanno a genio? Ha paura di perderlo, e quindi pensa che fare la dolce al posto di dimostrarsi decisa e magari scontrosa sia la scelta migliore?
  • La scena di sesso ci fa affezionare ai personaggi, se mostra con tenerezza il loro rapporto di intimità. Pensate a un guerriero da fantasy, a un broker spietato, a un guerrigliero sanguinario del Ruanda. Se questi turpi uomini, avvezzi alle macchinazioni e azioni più spregevoli, tornassero a casa dalla propria donna e la prendessero con forza, violenza o magari addirittura cattiveria, questo ce li confermerebbe come cattivi. Ma se invece il broker, dopo aver compiuto una spregiudicata manovra che ha lasciato all’asciutto i suoi compari, tornasse dalla moglie e la stringesse teneramente a sé, si sdraiasse con lei e facesse l’amore dolcemente, sciogliendosi a poco a poco, non ci mostrerebbe un lato molto umano con il quale empatizzeremmo subito? Stessa cosa dicasi per mostrare l’affiatamento di una coppia di vecchia data. Come il sesso può creare tensioni se i due partner non sono in armonia, una coppia che si conosce e si sa appagare reciprocamente risulterà allo spettatore una coppia più solida, e di conseguenza il suo legame sarà narrativamente importante. Il tutto, senza nemmeno una parola di raccontato.

Qual è il modo più efficace di scrivere una scena di sesso in narrativa?

Ma qual è il modo più efficace di inserire una scena di sesso in narrativa? Francamente, quello non posso dirvelo. È qualcosa che andremo a esplorare assieme in vari aspetti che tuttavia non rappresentano, nella loro totalità, la buona scena di sesso. Dipende da scena a scena, dal pubblico a cui è rivolta, dal contesto, dal tono del libro e da svariati altri fattori.

Quello che posso suggerire, per ora, è un mio ragionamento personale, che è quello che adotto anche nelle scene “normali”: mostrate solo ciò che serve. In un combattimento, non mostriamo ogni dannata mossa del personaggio, ogni movimento del piede, del polso, dello sguardo, ogni passo. Eppure, chiunque tiri di scherma sa che questi dettagli sono, in realtà, fondamentali per un duello di spada. Tuttavia, ci limiteremo a dire un paio di dettagli importanti, e il resto si capirà da sé. Stesso dicasi per le scene di sesso.

Un Paio di Esempi

Dire “lui le sollevò le gambe sul divano e si chinò tra le cosce. Un mugolio di piacere gli raggiunse le orecchie” ci fa capire benissimo cosa accade, senza dover dire “Lui estrasse la lingua e iniziò a strofinarla sulle piccole labbra di lei, risalendo in un’umida scalata verso il clitoride.”

Se invece è importante notare questa cosa, magari per specificare alcuni dettagli di trama o caratterizzazione, ha senso metterla. Se il nostro lui è un ragazzo alla sua prima esperienza omosessuale e ha visto il sesso orale solo nei video di PornHub, e il suo senso di inadeguatezza è al centro della scena, allora avrà senso scrivere:

“Afferrò l’asta già dura con la destra e fece un gran respiro.
Come nel video, si disse, e spalancò la bocca. Il membro di Giacomo affondò nella sua gola, una vertigine gli squassò la trachea, seguita da un conato di vomito. Mario si staccò, boccheggiando. Tossì.
Cazzo!  Come fanno quelli di BangBros a prenderlo tutto in un colpo? Non ce la farò mai.

Quindi, i miei consigli erano questi.

Siamo solo all’inizio, considerate questo articolo un po’ come i preliminari.

Le scene devono avere contesto e forma, come tutte le altre scene. Sarebbe stupido dire che le scene di sesso, oggi, sono considerate dal pubblico alla stregua delle altre, ma ricordate una cosa: un conto è la scena di sesso, un conto è la pornografia.

La frammentazione del corpo che si prova nella visione di un porno è infinitamente moltiplicata nella fruizione della stessa scena su carta. Avete parole, parole che possono aprire mondi e stuzzicare immaginazioni disparatissime. Non sprecatele in descrizioni puntualissime e iperrealistiche. Dopotutto, nelle altre scene non lo fareste, no?