Poteri magici e mistici, i fruitori - Scripta
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Poteri magici e mistici, i fruitori

17-13MINUTI PER LEGGERE
by Federico Ricci

Ciò che rende avvincenti molti dei racconti fantastici e fantascientifici è la presenza di personaggi (o entità) dotate di poteri straordinari: capaci, se usati al momento opportuno, di decidere le sorti di un conflitto o addirittura di modificare o alterare le leggi della realtà. Affinché la fruizione dell’opera sia gradevole e coerente, è necessario saper bilanciare la tipologia dei vari poteri, delineandone e distinguendone la natura.

Le varie produzioni letterarie, fumettistiche e cinematografiche non sempre offrono validi esempi, spesso capita di pensare che i poteri del protagonista (o dei nemici) siano statti appresi troppo in fretta, o che siano esagerati o inadeguati, che non ci siano appropriati contrappesi, o che tutto appaia forzato e senza solide basi, oppure ancora, che le definizioni dei poteri di quel contesto non fossero pertinenti con la formazione del protagonista durante lo svolgimento della trama (un esempio sono le “arti mistiche” calate in un contesto magico).

Fatta questa premessa, è opportuno distinguere i poteri in base alla natura dei vari soggetti, vi sono infatti:

  • Creature magiche (i cui poteri sono innati e il cui utilizzo non prevede un addestramento specifico o la pratica di rituali complessi) come fate o folletti.
  • Creature mistiche (emissari del volere divino, solitamente caratterizzate dal controllo delle proprie aure) come angeli o demoni.
  • Creature benedette o maledette (la cui destino è segnato da un particolare evento che ha condizionato l’intera discendenza), come mannari o vampiri.
  • Creature create o evocate mediante rituali magici o mistici, ossia creature non necessariamente legate dal ciclo vitale, spesso provenienti da altri piani dimensionali che prestano la loro forza o le loro abilità per un periodo limitato di tempo, come golem, elementali, spiriti ancestrali e così via.
  • Creature empatiche, dotate per natura di un intelletto sovrumano che consente loro di poter apprendere con maggior rapidità nozioni particolarmente complesse, oppure che hanno sviluppato un’affinità empatica con l’ambiente in cui vivono tale da donar loro abilità uniche, come drow, gnomi, elfi, ninfe, sirene, ecc.

Escludendo creature straordinarie come giganti o semidei, è possibile, per chi non dovesse appartenere alle razze sopracitate, apprendere determinati poteri; ciò comporta un lungo periodo d’addestramento dedicato allo studio e alla pratica sotto la guida di maestri; spesso tale formazione comporta delle rinunce (modi di pensare obsoleti o antitetici con le relative discipline, una costituzione fisica più debole rispetto a chi ha scelto la via bellica, ecc.).

Occorre considerare anche una serie di limitazioni:

  • La recitazione di un incanto, di un’invocazione o di un rituale richiede un determinato periodo di tempo e concentrazione durante il quale il fruitore è vulnerabile.
  • Molto spesso, per poter eseguire determinati rituali, devono essere soddisfatte delle specifiche condizioni come una determinata fase lunare, o un preciso giorno dell’anno (esistono rituali che si possono eseguire solo durante le notti di luna piena e solo in luoghi idonei e adeguatamente preparati, per l’esecuzione possono essere richiesti più fruitori, talvolta servono sacrifici, ecc.)
  • A prescindere dalla tipologia di poteri acquisiti, non è possibile farne un utilizzo indiscriminato e ciò comporta necessariamente a un consumo di energia (o “mana”, inteso come forza sovrannaturale o potere spirituale) che talvolta può portare a conseguenze gravi e irreversibili (danni fisici permanenti, perdita dei poteri, morte, ecc.).
  • Ciascuna dottrina (la gilda, l’accademia magica, l’istituzione religiosa, ecc.) detiene l’esclusiva sui propri poteri e ciò comporta due conseguenze: la prima è che non si possono ottenere i poteri di una determinata corporazione se non si è membri (chi viene espulso perde tutti i poteri); la seconda è che, una volta scelta la propria via, non è possibile praticarne altre (non si può ad esempio essere al contempo fruitori magici e mistici, oppure maghi appartenenti a scuole di magia differenti, o mistici che venerano più divinità e sfruttano a piacere i vari poteri), se un personaggio si rende conto di non aver fatto la scelta giusta, rinuncia ai poteri precedentemente acquisiti e deve rifare il noviziato presso la nuova istituzione.
  • Un fruitore completamente formato (dal novizio fino al massimo grado) si distingue da un individuo comune per la detenzione di un vestiario caratteristico e per particolari oggetti elargiti dall’istituzione che gli ha concesso i poteri. Gli oggetti possono essere: grimori, staffe magiche o bastoni, medaglioni, diademi, tatuaggi, presenza di particolari gemme o, in casi particolari, anche vistose incisioni sul corpo. Per questioni di bilanciamento, un fruitore non dovrebbe saper combattere e la presenza di eventuali armi dev’essere approvata dalla relativa istituzione e non per ferire il prossimo (come i pugnali sacri utilizzati esclusivamente per determinati rituali). La perdita (accidentale o sanzionatoria) degli oggetti o dei tratti distintivi significa la perdita dei poteri.
Cubo di Metatron.

Se vengono rispettate queste regole, è possibile gettare le fondamenta per un’opera credibile che evita incoerenze e inutili forzature. Per rendere il tutto più avvincente e accurato occorre saper distinguere la magia dal misticismo.

La magia (dal greco “mageía”, termine associabile alla scienza) è quella tecnica che permette la manipolazione dell’energia e “si prefigge lo scopo di influenzare gli eventi e di dominare i fenomeni fisici” (Wikipedia) e altri esseri con la volontà. Ogni essere, ogni luogo e ogni oggetto racchiude in sé dell’energia; la magia scaturisce nelle sue logiche da questo assioma: la materia è energia. I fruitori arcani attingono a questa, mediante l’utilizzo di oggetti ritualistici, ingredienti o semplicemente “componenti” che, opportunamente utilizzati, emanano tale energia; saper incanalare i flussi energetici, alterarli e utilizzarli secondo il proprio volere è il fine di ogni praticante magico. La magia si piega unicamente al libero arbitrio del fruitore arcano ed esclude qualsiasi sottomissione al volere divino; chi pratica la magia (a prescindere dal fine) è libero di agire come crede, ma è anche consapevole di violare le leggi naturali e divine.

Chi è mago ha essenzialmente uno scopo: la ricerca della conoscenza e dell’origine di tutto, che sia il caos primordiale, un antico ordine perduto o la verità universale; il mago è innanzitutto uno studioso e la magia è una forma di conoscenza esatta, al pari della scienza. Il praticante di magia è in genere un individuo egocentrico e raramente si cura delle conseguenze (o del prezzo da pagare) dell’uso delle pratiche magiche. Espressione del potere magico è l’energia che sprigiona.

Ciò che permette lo sviluppo dell’incanto è l’energia, immaginabile come una ragnatela dalle maglie fittissime che ricopre tutto il creato. Solo i fruitori possono percepirla e avvertirne gli spostamenti; quando un mago effettua un incantesimo, i fruitori più esperti possono avvertirne il suo muovere più o meno chiaramente a seconda del loro grado d’esperienza e abilità.

La magia, in quanto manipolazione energetica, è caratterizzata da due elementi comuni: la creazione di pozioni (veleni, antidoti, elisir d’amore, sieri della verità, ottenimento temporaneo di abilità come l’invisibilità o l’invulnerabilità, ecc.) e la capacità di creare portali magici temporanei o permanenti, in genere collegati con lo spostamento istantaneo di uno o più individui da un luogo all’altro (teletrasporto). Alcune scuole magiche hanno la capacità di controllare i famigli, ossia creature (in genere piccoli animali) che fungono da servitori e osservatori.
A causa della sua natura prettamente scientifica e anti divina, alla magia è preclusa ogni forma di controllo sulla vita (un mago non potrà mai far risorgere un defunto).

Esistono diverse tipologie di magia:

  • Stregoneria: solitamente ritenuta tra le tipologie magiche più controverse (e spesso ripudiata dalle scuole magiche ufficiali), la stregoneria è un tipo di magia che, contrariamente alle altre, ricorre in maniera minore allo studio e si focalizza sull’approccio istintuale e ritualistico. Lo stregone è lo specialista delle maledizioni e dello scatenare forze caotiche e primordiali; non tutte le streghe/stregoni sono ritenute malvagie, poiché il loro approccio alla magia è ritenuto il più affine alla natura e spesso sfruttano tali conoscenze (come ad esempio le arti divinatorie) per il prossimo.
  • Negromanzia: la magia nera per antonomasia, l’esempio più eclatante del libero arbitrio del fruitore arcano e, nel contempo, dell’incapacità della magia nel cogliere l’essenza dei misteri della vita. La negromanzia è quella pratica che richiama gli spiriti dei defunti e ne manipola i cadaveri. Il negromante è lo specialista delle possessioni e l’evocatore di creature blasfeme; il fine ultimo è il controllo della vita in ogni suo aspetto, dalla resurrezione alla creazione di nuovi esseri asserviti al proprio volere.
  • Alchimia (o magia elementale): con ogni probabilità è la forma di magia più famosa e affermata nella letteratura. L’alchimista è l’archetipo del genio applicato alle varie discipline scientifiche e non (fisica, chimica, astrologia, metallurgia e medicina). Padrone dei simboli, degli elementi naturali ed esperto conoscitore delle pratiche magiche, l’alchimista è noto per i molteplici scopi che la sua scuola magica persegue: dalla ricerca dell’onniscienza, della quintessenza, della pietra filosofale, della panacea, fino alla trasmutazione (emblematica quella del piombo in oro). La figura dell’alchimista è poliedrica ed eclettica, contestualizzabile negli ambiti più disparati.
  • Arti psioniche: l’edotto psionico è quel particolare tipo di fruitore che pone l’intelletto e le infinite capacità della mente come fulcro del sapere magico. Nonostante vi siano razze che posseggano poteri mentali innati, il fruitore psionico è in grado di portare tali abilità all’estremo e di acquisire nuove facoltà. Tra i vari poteri a disposizione si annoverano: la telepatia, la telecinesi, la psicometria, il controllo e la manipolazione mentale, l’ipnosi, la capacità di creare delle barriere e in genere tutto ciò che è relativo alla super intelligenza (capacità di calcolo accelerata, memoria prodigiosa, ecc.). Poiché l’alterazione energetica esterna è minima, l’edotto psionico è il fruitore che meno viola le leggi naturali (sfrutta le cosiddette “energie sottili”), pur disponendo di poteri equivalenti ad altre dottrine magiche.
  • Poteri spaziotemporali e cosmici: i fruitori dello spaziotempo e gli astro-incantatori traggono i loro poteri da fonti energetiche estranee al mondo (i flussi spaziotemporali e l’energia delle stelle), per questo i loro poteri rappresentano un potenziale pericolo per la terra in quanto maggiormente propensi ad alterazioni irreversibili delle leggi naturali.

Il fruitore spaziotemporale può viaggiare nel tempo e alterare la struttura dimensionale (può accelerare o rallentare o far retrocedere lo scorrere del tempo in una determinata area, così come può “tagliare” le dimensioni spaziali per ricongiungerle in un secondo momento), è inoltre maestro delle tecniche di spostamento istantaneo (può creare imponenti varchi dimensionali temporanei o permanenti e teletrasportarsi ovunque desideri portando con sé anche interi eserciti) o generare faglie spaziotemporali.

L’astro-incantatore (o mago di luce), è lo studioso della vastità cosmica e dei corpi celesti; traendo energia dalle stelle, può scagliare meteore o alterare le orbite planetarie. Riesce inoltre a manipolare la luce (i fotoni) e a evocare creature astrali. L’astro-incantatore conosce l’influenza dei vari corpi celesti sul piano fisico (come la luna sulle maree) e astrologico (come le stelle possono influenzare il destino delle persone).

  • Tecnomanzia: si tratta di una delle pratiche magiche più anomale e maggiormente affini al genere fantascientifico (prevalentemente steampunk) rispetto al fantasy classico (sebbene vi siano razze fantasy predisposte alla tecnologia, come gli gnomi); la tecnomanzia è l’energia magica applicata alla tecnologia. Il tecnomante è un inventore eclettico nonché abile meccanico; a differenza degli altri maghi non esegue incantesimi su altri individui o sull’ambiente circostante, ma su determinati oggetti, studiandone le proprietà. Scopo del tecnomante è la ricerca del moto perpetuo e la creazione di macchinari sempre più sofisticati ed energicamente indipendenti.

Il misticismo (dal greco “mystikós”, l’iniziato ai misteri) è la tendenza dell’anima umana all’unione con l’Assoluto, o piuttosto un bisogno di allontanamento dal mondo fisico (il quale solitamente viene chiamato realtà) per raggiungere un più elevato livello di consapevolezza. La ricerca di questa consapevolezza e unione con l’infinito è caratterizzata da un procedimento di progressivo distacco sia dalla conoscenza sensibile sia da quella razionale, fino all’assimilazione dell’io nel tutto; il mistero, dal quale deriva il termine, è ciò che non si palesa razionalmente e rimane nascosto alla comprensione. L’ente sovrannaturale quindi, ascoltata la preghiera, valuterà se rispondere o meno alla supplica; attraverso l’immersione contemplativa, i mistici catalizzano parte dell’infinito potere divino o spirituale e lo utilizzano per adempiere al volere superiore. Un mistico, a differenza del mago, non può utilizzare arbitrariamente i poteri concessi (l’ente superiore può non rispondere alle invocazioni, se non lo ritiene opportuno).

Yggdrasill.

Il misticismo, in quanto pratica rispettosa delle leggi naturali e sovrannaturali, è caratterizzato da due elementi comuni, la capacità di poter intervenire sulla vita e sulla morte dei devoti (un mistico è autorizzato alla resurrezione di uno o più credenti) e innate proprietà taumaturgiche: il fruitore mistico è il guaritore per eccellenza e opera su più piani, dal fisico, al mentale allo spirituale; non esiste ferita, malattia o maledizione che un guaritore non possa curare. I mistici inoltre dispongono di un’affinità empatica con tutte le creature (siano esse piante o animali) care all’ente divino o spirituale che venerano e possono creare e custodire oggetti sacri (amuleti, talismani, sigilli, reliquie, ecc.)

Se il mago è l’archetipo dello scienziato, il mistico è lo è del filosofo. Espressione del potere mistico è l’aura che emana.

Esistono differenti approcci al misticismo:

  • Approccio devozionale-contemplativo: questo tipo d’approccio è il più diffuso e conosciuto (la tradizione fantasy annovera diverse corporazioni mistiche: dai chierici, ai monaci, alle vestali, fino alle sette adoratrici di culti proibiti) trova la sua forza nella contemplazione religiosa e nell’incrollabile fede verso l’ente divino d’appartenenza. Attraverso lo studio dei testi sacri, la pratica costante e la totale immersione contemplativa nell’immensità del divino, il mistico catalizza in sé parte dell’infinito potere e lo sfrutta per i suoi scopi che, devono essere i medesimi alla volontà del divino (nella fattispecie, benedizioni o punizioni). Questo approccio richiede luoghi di culto come monasteri, templi e cattedrali.
  • Approccio devozionale-naturale: la contemplazione della natura, del creato, dei vari fenomeni ricollegabili al divino risiedente in tali opere consente al devoto della natura di poter entrar in comunione con essa, con la divinità ad essa riferita e attingerne le conoscenze e poteri reconditi; il druidismo ne è l’esempio più evidente; maestro delle rune ed esperto conoscitore degli ambienti naturali, della flora e della fauna. La natura è venerata come ente divino e fautrice della vita; il mistico naturale venera e rispetta ogni opera della natura e dei luoghi a essa consacrati e si prodiga per la sua tutela. La tipologia dei poteri concessi si basa sulle forze naturali (piante, animali, ecc.) ed elementali.
  • Approccio devozionale-simbiotico: questo approccio non richiama un contatto diretto col divino, bensì con le sue creature più vicine, nella fattispecie i semidivini draconici e tutte le creature sovrannaturali riconducibili a tale fattispecie. Tra il mistico e la creatura si instaura un duplice legame simbiotico; drago e dragoniere condividono le emozioni, le percezioni e ogni avvenimento che capita a loro attorno.

Il legame instaurato consente l’acquisizione dei poteri da parte del devoto e la creatura può sfruttare le proprie abilità al massimo del suo potenziale. Il mistico venera la creatura sovrannaturale, a sua volta il semidio ne concede i suoi poteri innati, per cui non vi è alcun bisogno di richiamare l’ente divino creatore. Dal momento che i poteri sono di natura semidivina (e la creatura dispone in genere di una forza prodigiosa e altre abilità fisiche innate), i poteri di natura simbiotica non potranno eguagliare in termini d’efficacia e potenza i poteri di natura puramente divina o di un’altra entità sovrannaturale.

  • Approccio laico-esoterico: appartiene a questa categoria la forma di misticismo più antica in assoluto, lo sciamanesimo; prima ancora che il concetto di divinità sorgesse nelle coscienze, esistevano individui in grado di collegare la realtà sensibile e il mondo spirituale. Il sistema laico-esoterico non prevede l’adorazione di esseri divini, bensì entra in comunione con essenze ineffabili e libere da ogni giogo empireo, gli spiriti: definiti come l’energia trascendente dalla quale ogni manifestazione della vita viene formata, sia essa una pianta, un uccello, un albero, un animale, o un individuo. Lo spirito è il flusso principale dell’esistenza. Lo sciamano procede tramite un percorso iniziatico attraverso il quale apprende gradualmente a comunicare e interagire con le suddette entità, divenendo interprete dei sogni, guaritore dell’anima, radioestesista o esorcista. La tipologia dei poteri è variegata come è molteplice la tipologia di spiriti; vi è un’origine naturale (se vengono invocati gli spiriti guida, della natura o elementali), oppure un’origine sovrannaturale (nel caso si intenda riportare in vita un defunto).

L’approccio laico-esoterico non comprende necessariamente uno studio su testi scritti, bensì richiede contemplazione e comunione con l’ambiente circostante al fine di entrare in uno stato di elevazione e assimilazione spirituale che consente l’interazione con gli spiriti. Lo sciamano farà uso di questi poteri per comunicare e adempiere il volere degli spiriti sul piano terreno.

Una volta fatte proprie queste definizioni, è possibile sfruttarle per qualsiasi opera che preveda poteri di natura magica o sovrannaturale, disponendo di una solida base di partenza e spunti per elaborare nuove tipologie d’incanti o invocazioni; occorre tenere conto che, maggiori sono i poteri acquisiti, maggiori saranno i pericoli e le minacce da affrontare e saranno l’abilità, l’astuzia, l’intelligenza e gli sforzi dei protagonisti a determinare la profondità e il grado di coinvolgimento che le loro imprese sapranno offrire.