Salve a tutti Scriptiani, eccoci tornati ad approfondire i territori Tolkieniani, eccoci a parlare nuovamente dei Valar.

Oggi parleremo dei più valenti tra le Potenze di Arda ovvero: Orome; Tulkas e la sua sposa Nessa.

Ma iniziamo subito con l’intervento di Vittorio sulle ispirazioni per il primo di questi Valar, il Cacciatore Orome.

 

Orome

Salve a tutti entriamo subito nel merito delle ispirazioni mitologiche che hanno originato Oromë, che sono le più varie e mescolano spesso miti diversi, seppur collegati tra loro; principalmente potremmo vedere in questo Vala uno dei tanti ruoli di Odino, uno dei ruoli che però appartiene a tante figure storiche e mitologiche del Nord Europa: visto il suo ruolo di cacciatore, e vista anche la sua cavalcatura possente, Nahar, il più veloce e forte di tutti i cavalli, lo si potrebbe accostare all’Odino posto a capo della Caccia Selvaggia, il serraglio che annualmente andrebbe in giro per le lande a seminare il terrore e ad ammazzare spiriti maligni.

È ovvio però che le sue capacità di tiro con l’arco non sono di per sé assimilabili a Odino, ma più all’archetipo classico delle divinità della caccia; così come il corno personale di Oromë sembra essere un misto tra il Gjallarhorn di Heimdall, capace di richiamare gli alleati, e la capacità di Pan di emettere un urlo capace di spaventare i nemici, il cosiddetto “timor panico”.

Passo ora la parola a Pietro, torneremo tra poco con Tulkas e la sua consorte Nessa.

 

Bene signori, cosa dire di Orome, innanzi tutto lui fa parte degli Aratar, la stirpe dei più potenti fra gli Ainur. Detto questo partiamo dai nomi del possente Orome per farci un’idea del suo ruolo in questo meccanismo ben oliato, allora il suo nome in Quenya significa all’incirca “Corno Tonante”,  molto simile anche il significato dei suoi nomi in Sindarin “Suonatore di Corno”. Egli viene anche conosciuto come Aldaron e Tauron (Quenya e Sindarin) che stanno a significare “Signore delle Foreste”. Già da questi possiamo iniziare a capire qualcosa di questa figura, ovvero “Suonatore di Corno” sta a indicare il suo oggetto caratteristico ovvero il “Corno Valaroma” il cui suono è così potente da sovrastare qualunque altro corno. Andiamo ora a riflettere su “Signore delle Foreste”, questo appellativo è dovuto al suo amore per le foreste, per l’appunto, e per gli animali che vi vivono, infatti Orome passa molto tempo nelle foreste della Terra di Mezzo a cacciare le creature del malefico Melkor.

Abbiamo detto quasi tutto su questo personaggio, ciò che manca però è fondamentale. Il Vala che stiamo analizzando è Il Cacciatore per eccellenza e come tale è armato, cavalca il cavallo più possente di Arda “Nahar” bianco alla luce del sole e argenteo sotto la luna, sempre seguito dai suoi mastini egli addestra le sue schiere nell’arte venatoria. Il suo allievo più abile fu Celegorn, uno dei figli di Feanor (di cui parleremo in futuro), a cui il Vala donò uno dei suoi mastini migliori, il cane Huan.

L’ultima cosa da sapere su Orome è che fu lui a trovare gli elfi appena risvegliati (dopo Melkor) a “Cuivienen” e sempre lui fece in modo di portarli al sicuro a Valinor.

E con questo possiamo passare alla coppia di Valar di oggi, Tulkas e Nessa. Come sempre passo prima la parola a Vittorio.

 

Tulkas e Nessa

Eccoci nuovamente a parlare di fonti mitologiche. Senza ombra di dubbio, l’ispirazione mitologica alle spalle di Tulkas è Thor. Inutile girarci troppo attorno, questo Vala è palesemente di pura ispirazione norrena, e se pure volessimo in qualche modo trovargli una ispirazione greco-romana, di certo non ci sarebbe alcun dio della guerra pari a Tulkas se non Ercole nella sua versione “deificata”, ma sarebbe comunque una forzatura.

La bontà e la bonarietà di fondo del campione degli dei Tolkieniani, la sua furia temibile contro chi lo fa infuriare, le sue più che straordinarie capacità fisiche che superano in ogni aspetto quelle degli altri Valar, perlomeno quando si parla di combattimento puro e semplice (Tulkas letteralmente trascina un Melkor sconfitto tirandolo per i capelli, situazione che rende meno umiliante la fine che farebbe Satana nel giorno del Giudizio Universale, e fidatevi che la fine del Diavolo è già tremendamente umiliante per come è descritta nell’Apocalisse), pongono Tulkas a braccetto con il buon vecchio Thor, di gran lunga il più forte degli Aesir.

Odino avrà avuto la sua magia, Tyr la sua arte guerresca, ma Thor era la Forza incarnata, il vero muro di difesa e offesa contro i nemici, e al contempo protettore, guida e “compagnone” dei mortali, l’unico capace di poter sconfiggere a tutti gli effetti il suo avversario predestinato nel Ragnarok (perché sì, Thor formalmente vince il suo scontro prima di morire per i fumi mefitici prodotti dal veleno di Jormungandr), e quindi chiara ispirazione per questo Vala che corre più veloce del cavallo di Orome e che letteralmente prende a pugni il Male Assoluto!

Verrebbe quindi da pensare che sua moglie, Nessa la Danzatrice, sia l’alter ego perfetto della moglie di Thor, ovvero Sif dai capelli d’oro, e in parte potrebbe essere vero. Difatti, di Sif, a parte lo spiacevole incidente che la portò ad avere una chioma di capelli letteralmente fatti d’oro, non sappiamo molto altro, se non che fosse molto bella e avvenente, una brava padrona di casa e un’ottima moglie (anche se Loki avrebbe da ridire sull’ultimo punto…).

Il problema è che se la leggiadria di Nessa potrebbe essere originata anche da Sif, la sua capacità di provocare l’amore in chiunque la guardi e il fatto di essere capace di comunicare con gli animali, oltre che possedere un incredibile bellezza, la avvicina in realtà più a Freyja che a Sif. Certo, in realtà quasi tutte le dee norrene, persino la metà “viva” di Hel, condividono fin troppe caratteristiche con la dea della bellezza e dell’amore, quindi porre un discrimine netto è difficile, ma viste queste caratteristiche sembra più papabile porre Freyja come vera e diretta fonte di ispirazione di Nessa, consorte di Tulkas.

 

Io ringrazio Vittorio per il suo intervento che, come al solito, ci permette di andare oltre l’opera letteraria in sé. Detto ciò andiamo ad analizzare la figura del Valente Tulkas, il suo nome significa “dalla chioma dorata” ed è conosciuto come Astaldo ovvero “il Valoroso”. Egli altri non è che il campione dei Valar, indicativo di questo è il suo arrivo in Ea, infatti fu’ l’ultimo degli Ainur a decidere di scendere e legarsi al mondo e lo fece agli inizi delle rappresaglie di Melkor verso gli altri Valar. Si racconta che al momento del suo arrivo si sentì il suono della sua risata e Melkor ne rimase sgomento, tanto da fuggire per un’era e dar vita cos’ a quella che è conosciuta come la “Primavera di Arda”.

Astaldo è il vala più potente fisicamente, per armi utilizza solo i suoi pugni e non cavalca destriero perché corre più veloce di qualunque creatura cammini su Arda. Tutti questi dettagli ci fanno capire come Tulkas è il vala della lotta, patrono dei valorosi, ma egli è anche l’amico più leale, troppo impetuoso per essere un buon consigliere, ma la cui bontà è indiscussa.

L’evento che lo vide protagonista fu la cattura di Melkor al termine della Seconda Guerra delle Potenze, ove una volta scoperchiate le aule di Utumno (la fortezza del Nemico) combatté contro Melkor e lo sconfisse in modo che quest’ultimo potesse essere legato con la catena di Aule “Angainor”, creata appositamente per contenere il più possente degli Ainur.

Ecco cosa è Tulkas, semplicemente il più Possente.

 

Sua moglie è Nessa, sorella di Orome, ed è conosciuta come la Danzatrice. Questa Valie è la rappresentazione stessa della femminilità genuina e della bellezza, ma anche della spensieratezza. Riesce con i suoi balli ad allietare chiunque la osservi, inoltre è solita danzare sui prati sempre verdi di Valinor e, quando ciò avviene, i daini e i cervi la seguono, formando il suo corteo. Non c’è in realtà molto altro da dire su Nessa, tranne forse che fu tra coloro che proposero che, per proteggere la santità di Valinor, bisognasse occultarlo, allontanandosi così dai Figli di Illuvatar.

 

 

Bene Scriptiani e con questo terminiamo anche questo articolo nella speranza di suscitarvi un po’ di sana curiosità per un’opera eccezionale.

 

Vi saluto e al prossimo articolo.