Salve a tutti Scriptiani e bentornati, oggi parliamo dei Nani nell’opera del Professore. Negli scorsi articoli abbiamo presentato gli Elfi e gli Uomini, in quanto sono i Primogeniti e i Secondogeniti pensati nella mente di Eru.

I Nani, come tutte le altre razze di Tolkien, sono strettamente legate al mondo narrativo a cui appartengono, hanno cambiato e influenzato la storia della Terra di Mezzo in molti modi.

Indice

  • I Nani Fisicamente
  • Le Stirpi
  • Il Ruolo dei Nani

I Nani Fisicamente

Origini

Questo popolo ha una storia un po’ diversa. Infatti non fu Eru a crearlo, bensì Aule. Il Vala, smanioso di insegnare la sua arte e di mettere alla prova la sua abilità, creò di nascosto i Sette Padri dei Nani. Iluvatar a quel punto intervenne parlando al suo Ainu riuscendo a fargli capire che senza la Fiamma Imperitura queste creature sarebbero nate senza volontà propria e senza una coscienza, questo porta Aule a distruggere le sue creazioni con il dolore nel cuore. Fu lo stesso Eru a fermare la mano del Fabbro, infatti il Padre scelse di infondere il libero arbitrio alle creature che poi sarebbero stati i Nani, ma a una condizione: che venissero posti a dormire affinché i legittimi figli di Iluvatar si risvegliassero prima.

Corpo

Aule creò questo popolo a immagine di come ricordava i Figli di Iluvatar, elfi e uomini, ma con lo scopo di renderli grandi lavoratori, molto resistenti e capaci di affrontare le forze del Nemico. In parte molto simili agli uomini, ma con delle differenze sostanziali, i Nani infatti sono più bassi (tra 1.20m e 1.50m) e decisamente più tarchiati, capaci di portare pesi per lunghi tratti senza stancarsi e di una forza non indifferente. Un Nano non potrà mai essere glabro, hanno infatti una chioma piuttosto folta accompagnata sempre da una barba molto lunga, alla quale tengono oltremodo.

Questo popolo è mortale come gli uomini, ma vivono molto più a lungo di loro, superando facilmente i 400 anni. Il Nano che visse più a lungo di tutti fu uno dei sette padri: Durin il Senzamorte. Egli visse per oltre 1000 anni, in cui creò la stirpe dei Lungobarbi, questa è la più famosa e, quella che noi lettori viviamo di più, tra le stirpi naniche. Thorin Scudodiquercia ne è un diretto discendente.

Le Stirpi

Aule creò sette nani, ognuno di essi diede vita a una stirpe. Di questi sette padre conosciamo i nomi solo di tre e in modo un po’ più approfondito solo uno di essi: Durin.
Ecco i tre padri dei nani che conosciamo:

  1. Durin il Senzamorte, il primo dei Sette a risvegliarsi e capostipite dei Lungobarbi. Fu detto il Senzamorte poiché alla sua morte aveva superato abbondantemente i 1000 anni. Fu lui a insediarsi a Khazad-dum, Moria.
  2. Dwalin: capostipite della casata dei Vastifasci, i quali dimoravano sugli Ered Luin dove costruirono la fortezza di Belegost.
  3. Thrár: capostipite della stirpe dei Barbafiamma (così chiamati perle loro barbe rosse), lui e la sua gente costruirono la fortezza di Nogrod sugli Ered Luin.

Andiamo ora a vedere le sette casate un po’ più nel dettaglio:

  1. Lungobarbi: conosciuti anche come il Popolo di Durin, furono la più importante tra le Casate dei Nani. Li possiamo collocare principalmente sulle Montagne Nebbiose e selle Montagne Grigie, almeno fino alla guerra contro i draghi e alla tragedia di Moria a opera del Flagello di Durin. Da quel momento in poi si spostarono su i Colli Ferrosi ed Erebor.
  2. Vastifasci: la seconda più importante tra le Casate dei Nani, i suoi membri vivevano nell’antica Belegost sugli Ered Luin. Insegnarono loro ai Sindar del Doriath l’arte della forgiatura e Azaghâl, il Re dei Nani che ferì Glaurung durante la Dagor Bragollach, apparteneva a questa casata.
  3. Barbafiamma: dimoravano nella città di Nogrod, sempre negli Ered Luin, durante la Prima Era. erano in ottimi rapporti con i Sindar e con i Noldor. Aiutandoli, grazie alle loro abilità di artigiani della pietra e dell’oreficeria, a edificare le regge di Menegroth e Nargothrond. Furono loro a forgiare la Nauglamír.
  4. Pugniferro: probabilmente i più guerrafondai. Vivono sugli Orocarni nell’estremo est della Terra di Mezzo ed è capitato che combatterono contro i loro stessi fratelli. Nel corso del tempo sono diventati noti per la loro abilità nella guerra e nella forgiatura di armi.
  5. Barbedure: anch’essi originari degli Orocarni, misteriosi, su di loro abbiamo davvero pochi elementi.
  6. Piediroccia: vivono sugli Oromalen assieme ai Nerachiave.
  7. Nerachiave: oltre al fatto che sappiamo che vivono sugli Oromalen, sappiamo solo che furono l’unica stirpe ad allearsi con Sauron nella Seconda Era.

Il Ruolo dei Nani

Questo è un paragrafo a cui tengo molto, perché è di particolare insegnamento, secondo me, per il Worldbuilding di un’opera fantasy.

I nani sono fautori di molte cose nella Terra di Mezzo, vennero su di essa dopo l’arrivo degli elfi e prima degli uomini, e il loro carattere li spinse a intessere rapporti con le altre razze. Rapporti per lo più commerciali, per il resto si rinchiusero nelle loro aule sotterranee per lavorare incessantemente la pietra e i suoi segreti.

Velocemente divennero famosi per le loro abilità artigianali e vennero spesso chiamati per compiere grandi lavori di perizia, finché uno di questi lavori scatenò la faida che dura ancora nel presente narrativo dell’opera: la costruzione della Nauglamir.

Thingol, il re elfico del Doriath, entrò in possesso di uno dei Silmaril e chiese hai nani del Nogrod, della stirpe dei Barbafiamma, di incastonarlo nella Nauglamir, la “Collana dei Nani” forgiata per Finrod Felagund. Quando gli artigiani misero gli occhi sul silmaril e sulla collana, a lavoro compiuto, si opposero a lasciare il gioiello nelle mani di Thingol adducendo una scusa sulla proprietà. Il re elfico, adirato, non esitò a usare parole violente contro i nani e questi, predi dell’ira e del potere del silmaril, lo uccisero.

Per farla breve, questo atto comportò la nascita del proverbiale odio tra Nani ed Elfi. Due razze estremamente longeve, che hanno imparato a odiarsi vicendevolmente. Questo è un caso di ottimo worldbuilding proprio perché ci mostra che dietro una qualunque scelta deve esserci una forte motivazione narrativa. Non come accade nel 90% dei Fantasy classici di oggi, dove si odiano perché si…

Certo che i nani hanno avuto un impatto considerevole in diverse altre zone del mondo, come Erebor o Moria, e anche nelle storie. Gimli ha un ruolo trainante per la vicenda di Khazad-dum, nonché delle Grotte Scintillanti di Rohan. Tutto lo Hobbit si basa sul rapporto con i nani. Insomma una razza deve avere sempre un impatto sul suo mondo, deve esserne collegata a doppio filo.

 

Anche oggi siamo arrivati alla fine di questo articolo. Spero di avervi incuriosito tanto da andare ad approfondire maggiormente queste nozioni attraverso le opere del Professore.

Detto ciò io vi saluto e al prossimo articolo!