Mitologia Greca e Mitologia Norrena, spesso due particolari miti visti in contrasto. C’è che preferisce il mito norreno su quello greco per la profondità dei significati simbolici o dei riti contestualizzati al suo interno, o anche solo per moda vista la recrudescenza di topoi provenienti da questa cultura nei movimenti neopagani; c’è chi invece preferisce il mito greco perché, sostanzialmente, base della cultura occidentale come l’abbiamo intesa per secoli (per quasi quattro millenni in realtà), perché per alcuni (erroneamente) più raffinata e colta di quella norrena.

La verità è che queste due mitologie condividono un enorme ammontare di somiglianze e, tolte le preferenze sulle armi con cui punire, spellare e sbudellare mortali, sono molto più relazionabili di quanto possa sembrare (senza nemmeno considerare i numerosi riferimenti a popolazioni nordiche nel mito greco di Iperborea e alla versione del mito norreno per cui Odino e compagnia sarebbero di origine troiana).

Quindi, in pieno mood “God of War”, videogioco che tanto, forse anche troppo, ha fatto parlare di sé nell’ultima settimana, vediamo un po’ di analizzare i punti salienti della cosmogonia e cosmologia di entrambi i miti, notandone i punti in comune e le differenze, iniziando… dall’inizio, in effetti!

Come è stato creato l’universo in questi due miti? Beh, in entrambi i racconti si pare dal Vuoto.

In Greco viene chiamato Chaos, che nella sua vera accezione etimologica è un termine che, per l’appunto, identifica la non-presenza di qualsiasi cosa nell’universo, il Vuoto per l’appunto; nel mito nordico invece viene chiamato Ginnungagap, una sorta di abisso cosmico presente da prima della creazione.

Da entrambi questi vuoti hanno origine le prime componenti del mondo, per quanto in accezioni differenti: secondo il mito greco, la paternità di Chaos su molti dei primi esseri nati è incerta, non essendo il Chaos un’entità senziente come lo saranno Cielo, Terra, Luce, Tenebra e così via; Nel mito norreno il vuoto genera sostanzialmente due interi mondi, due piani di esistenza agli antipodi.

Dal Ginnungagap si origineranno due mondi distinti, infatti, che poi faranno parte del novero dei Nove Mondi: da una parte abbiamo il freddo Niffleheimr, mondo della nebbia, del freddo e della brina; dall’altra abbiamo Muspellheimr, il regno del fuoco e del calore estremo.

Da Chaos invece non hanno origine mondi, bensì delle entità che rappresentano le forze primordiali del Cosmo; in greco si chiamano Protogenoi, ovvero i “Primi Nati”. Essi sono, secondo Esiodo, Erebo e Nyx, Oscurità e Notte; Gaia, la Terra; Tartaro, in pratica l’Oltretomba (discorso molto lungo fatto in pochissime parole); e secondo questa versione Eros, la Passione e l’Amore. Si, Eros è in altre versioni non un Primo Nato ma figlio di Ares e Afrodite. In altre versioni cambia ancora di paternità. In tutta onestà? Dopo 5 anni a cercare di spiegare inutilmente alla gente che il mito non è proprio una fonte attendibilissima in quanto a costruzione logica e priva di buchi di una trama, sono piuttosto esacerbato quindi sfogatevi pure nei commenti e tacciatemi da ignorante, però prendetevela un po’ anche con Esiodo!

Da questi Primi Nati ne verranno originati altri: Erebo e Nyx genereranno la Luce, ovvero Etere e Emera; e Gaia genererà i suoi compagni principali nonché componenti del mondo come lo conosciamo: Urano, il Cielo, e Ponto, il Mare infinito che circonda la terra. Le rappresentazioni fisiche di questi Primi nati in relazione tra loro vedono Urano come cupola sopra Gaia, la quale è a sua volta circondata da Ponto, il mare, e come cupola inversa, sotto Gaia, c’è l’Oltretomba o, meglio, il mondo sotterraneo, Tartaro. Piani di esistenza diversi, insomma, ma tutti concentrati su un unico mondo.

Nel mito norreno le cose, come potete constatare, sono leggermente più sfaccettate! Ben due mondi sono già comparsi nell’universo e presto se ne manifesterà un terzo, il quale nascerà dalle ossa e dalla carne del primo essere vivente mai nato, Ymir.

Ymir è un gigante, il primo della sua specie e padre ancestrale di ogni altro gigante che possiate incontrare nelle vostre scorribande in terra scandinava: immenso, saggio ma enormemente malvagio, Ymir è stato generato dai venti freddi di Niffleheimr combinati coi vapori ardenti di Muspellheimr entrati in contatti nel centro di tutto l’universo, il Ginnungagap stesso. Ymir quindi se ne stava solo soletto in mezzo all’universo, con la pelle fredda come il ghiaccio ma il sangue bollente come lava, succhiando il latte della mucca cosmica Audumla per sostentarsi. Non vi arrovellate troppo nel cercare spiegazioni sull’origine di quella mucca, perché, in soldoni, non ne esistono. Stava lì. Punto.

Per quanto l’Edda ci dica che Ymir non stava in un punto preciso, e quindi sarebbe lecito pensare che galleggiasse nel bel mezzo del nulla, probabilmente stava seduto in una qualche sorta di caverna coperta di ghiaccio e sale; nel suo dolce far niente, Ymir generò dal suo sudore (si, davvero) la stirpe dei giganti; dal suo sudore i primi due uomini (davvero, non sto scherzando); e dai suoi piedi una sorta di mostro con 6 teste.

Nel frattempo, la mucca Audumla, che coi suoi letterali fiumi di latte sfamava Ymir e progenie, leccava le pareti di sale e ghiaccio della caverna liberando il primo essere non originato da Ymir, e  quindi non di stirpe gigante; Buri, il Generante. Questo essere, nomen omen, generò Borr, il Generato (probabilmente da sé e senza l’ausilio di una compagna) che, unendosi con la gigantessa Bestla, generò i primi 3 Aesir: Odino, Vili e Vè.

Questi tre futuri dei (al momento sono poco meno di mezzi-giganti, ma ci torneremo nel prossimo articolo), ebbero abbastanza prodezza e forza da uccidere il crudele Ymir, farlo a pezzi e generare interi mondi oltre ai due preesistenti. Con le ossa, il sangue, il cranio e le cervella di Ymir generarono la terra, i fiumi e i mari, il cielo e le nuvole del mondo dove abitano gli uomini, ovvero Midgard, la nostra Terra. Collateralmente, si genereranno anche tutti gli altri mondo dell’universo Norreno, ovvero Alfheimr, Svartalfheimr, Jotunheimr, Vanaheimr, Asaheimr (meglio conosciuto con il nome della sua capitale, Asgard) e Helheimr (o alternativamente, Nidavellir, ma anche qui ci torneremo nel prossimo articolo).

Il mondo, per entrambi i miti, si è dunque formato dal nulla e dal sacrificio di vere e proprie parti corporee delle prime creature divine ma, come avrete notato, la descrizione è molto sintetica. Questo perché, per meglio spiegare le similitudini e le differenze tra queste due mitologie, è meglio fermarsi qui e rimandare al prossimo articolo un altro topos interessante che entrambi i miti, sotto molteplici aspetti, condividono: la presenza di molteplici razze divine e semidivine e i conflitti tra queste che porteranno alla composizione del cosmo così come si presenta agli occhi mortali.

Quindi per sapere del pene evirato di Urano, della sconfitta di Crono, della guerra tra Vanir e Aesir, di elfli, nani, giganti di fuoco e ghiaccio e l’incoronazione di Zeus e Odino nei rispettivi pantheon, dovrete aspettare la prossima settimana!