Dopo aver parlato, seppur sommariamente, delle similitudini e delle differenze tra mito Greco e Norreno, è il momento di parlare di un’ultima tematica che vede MOLTISSIME differenze tra i due miti: oggi parliamo dei due Padri dei Cieli dei rispettivi Pantheon, Zeus e Odino.

In realtà, i due dei hanno ben poco in comune, e in realtà Odino è un po’ l’outsider della situazione: in un canone piuttosto diffuso che vede il dio dei cieli, impugnatore del “inserisci nome di arma spara-fulmini random”, essere il signore e padrone del Cosmo, Odino è decisamente uno Skyfather sui generis.

Come tutti saprete, è Thor il dio del Tuono, e Odino ha molte altre caratteristiche ben diverse che tra poco vedremo, ma a ristabilire il canone arrivano le origini antropologiche del dio, che lo vedono come una parte di un dio più grande, magari tripartito. È piuttosto diffusa la teoria per cui Odino, Thor e Tyr ( o delle volte anche altre combinazioni) fossero in realtà tre nomi o tre facce dello stesso dio. Ma noi ci atterremo un attimo al “canone” che tutti conosciamo e mettiamo a paragone i due padri celesti.

Quello greco è signore dei cieli e dell’Ordine cosmico, con un (molto) pesante problema di fedeltà coniugale; Odino è un guerriero assetato di sangue, gloria, conoscenza, amante delle torture e che non si farebbe mai scrupoli a passare sulle altre persone, mortali e non, per raggiungere i suoi obiettivi.

Ok, detta così sembra che sia di parte… ma in sostanza, è così. Odino ha tanti pregi e tante branche divine positive, ma è molto più noto per essere un sacco di cose molto negative, al contrario di Zeus che, dopo essersi mangiato sua zia, si è calmato abbastanza in fretta. Ma andiamo con ordine.

Un punto in comune tra i due è che entrambi portano l’Ordine nel cosmo, con una piccola eccezione: Zeus ha un diritto “regale” dalla nascita, Odino no.

Figlio di Crono e Rea, Zeus è in sostanza uno dei legittimi eredi al trono del cosmo, non fosse per il fatto che quel trono Crono se lo voleva tenere e ingoiava i figli appena nati proprio per non correre il rischio di essere spodestato. Odino invece è il figlio di Bor, nato a sua volta dal misterioso essere generatosi dal ghiaccio di nome Buri (di cui abbiamo già parlato) e di una Gigantessa, Bestla.

Entrambi questi padri dei Cieli combattono contro un essere primordiale, Crono e Ymir; entrambi vincono, aiutati dai fratelli, Ade, Poseidone, Estia, Era e Demetra da una parte, Vili e Vè dall’altra; entrambi fanno a pezzi quegli esseri per poi assurgere al trono di Signore del Cosmo. Ma le similitudini finiscono qui.

Tranne per un certo odio nei confronti di profezie e maledizioni (sarà proprio una profezia di Temi nei confronti di Zeus a portare lo stesso signore dei cieli a ingoiare viva la sua zia/amante), i due hanno ben poco in comune tranne la posizione che ricoprono.

Zeus è il dio dei cieli, signore della Folgore, che è il deterrente nucleare del mito greco; egli è il dio dell’ordine e della giustizia divina, deve preservare l’equilibrio del cosmo e non può intervenire direttamente nelle faccende importanti dei mortali, come dimostra la sua astensione dagli avvenimenti della Guerra di Troia (nonostante i sospetti che sia stato lui l’ideatore di tutto).

Ogni aspetto di Zeus è improntato a far trasparire questo compito, tanto in senso letterale che metaforico: è alto, bello, un guerriero perfetto, onnipotente, praticamente onnisciente (sempre grazie all’essersi mangiato la zietta), circondato da tutte le divinità che rappresentano l’ordine cosmico, come le dee delle Stagioni e le Moire, con un nugolo di figli divini e una moglie fedele, potente e tuttavia “sottomessa”. Si, il matrimonio di Zeus ed Era dovrebbe in teoria essere il matrimonio ideale… ma i greci, per fortuna, non sono stati così ipocriti da non donare un minimo di cervello ad Era e farla diventare solo un fantoccio!

Zeus è il maggiore dei suoi fratelli e il più potente, superando Morte e Mare; è il padre di tutte le altre divinità olimpiche, eccezion fatta per Afrodite, e di per sé non fa molto altro nel mondo dei mortali se non generare il diluvio universale nella sua versione ellenica e… ovviamente accoppiarsi con oltre 50 compagni, tra dei, ninfe e mortali, femmine e maschi senza distinzione.

E fa quasi ridere in effetti pensare che Zeus, per i greci, utilizzasse buona parte dei suoi poteri magici e divini proprio per andare in giro a concupire qualsiasi cosa vagamente gli solleticasse l’appetito!

Facciamo una rapidissima disamina: Oltre al potere di lanciare folgori e controllare il tempo meteorologico, attraverso la Folgore e la sua Egida, scudo divino impenetrabile ottenuto, nel caso di Zeus, con la pelle della capra Amaltea, che altri poteri ha?

Quello di dare ordini agli altri dei, per esempio, come accade quando ordina ad Apollo di non far sorgere il sole per 72 ore filate… in modo che in quella ore lui potesse generare in Alcmena il possente Ercole; Oppure quello di trasformarsi, potere che ci viene mostrato INNUMEREVOLI volte quando il padre dei cieli prende le sembianze animali più disparate (e anche di Pioggia d’Oro, con un sentito ringraziamento dell’industria del porno)… proprio per accoppiarsi con qualcuno!

Zeus può persino partorire dei figli! E questo lo vediamo quando… di nuovo combina dei macelli con le sue compagne e Atena, figlia di Temi, gli erompe dalla testa; e quando, giocato da Era, per sbaglio Zeus ammazza la giovanissima principessa tebana Semele ed è costretto a cucirsi un feto di sei mesi nella coscia per i restanti mesi della gestazione per poi letteralmente partorire dalla gamba Dioniso!

Insomma, se tralasciamo il quasi comico ma tuttavia enorme problema con il sesso e la progenie, Zeus è uno degli Skyfather più innocui che si possa trovare in giro… Odino tutto il contrario.

Chiariamoci, Odino mira a portare l’Ordine nel cosmo e, dopo aver plasmato i mondo, arriva a scarificare un occhio alla fonte della conoscenza di suo zio Mimir e poi ad impiccarsi all’albero del mondo a testa in giù e con il costato trafitto pur di avere un’onniscienza e un’onnipotenza tale da poter evitare che l’universo cadesse in preda al caos… sempre però tenendo l’universo come suo dominio in quanto signore dei neonati dei di Asgard.

Tralasciando la guerra tra Aesir e Vanir, che potrebbe comunque essere terminata con un matrimonio dinastico se diamo adito alla teoria per cui Frigg e Freyja sono la stessa persona, il resto della vita di Odino è un continuo incedere di conoscenze rubate e violenza.

Alcuni dei suoi figli più famosi sono frutto di rapporti non solo extraconiugali, ma anche al limite della violenza vera e propria: Thor per esempio è figlio di Madre Terra, Jord; Vidarr invece è il figlio di una gigantessa a cui Odino voleva rubare una ricetta per la birra! Per poi arrivare a stuprare una gigantessa o una principessa umana per far nascere e crescere in un solo giorno il dio di nome Vali, da non confondere con l’omonimo figlio di Loki, per il solo ed unico scopo di uccidere il fratello Hodr e vendicare la morte di Baldr.

Odino inoltre non è il padre di tutti, per quanto il suo titolo sia di “All-father”: suoi figli sono solo Thor, Baldr, Hodr, Hermod (forse), Vidarr e Vali. Molte altre divinità, le più importanti, hanno solo stretto accordi con lui.

Odino è più che altro conosciuto per essere il dio della Guerra, della Furia combattiva, dello Spargimento di sangue e della Vittoria, e la cosa si spiega in pochissimo tempo: di base, è un dio guerriero, e il suo esercito è composto esclusivamente dalle anime dei morti in battaglia e valorosamente. Il suo corpo di guerrieri devoti è quello dei Berserkr e degli Ulfhetnar, due gruppi di guerrieri che, nel corso delle battaglie, si dedicavano ad odino e si facevano pervadere dalla furia, vestendosi solo di pelli d’orso e lupo rispettivamente per avviarsi in battaglia ebbri di furia, infischiandosene delle ferite e anzi traendone potere, fino ad arrivare, secondo la leggenda, a tramutarsi in Orsi e Lupi veri e propri. Inoltre Odino, che possiede tutto il potere magico e la conoscenza del cosmo, può infrangere qualsiasi arma e concedere la vittoria a chi è indicato dalla sua infallibile lancia, Gungnir. Anche se non se lo merita, anche se è un malvagio. Il capriccio di Odino regna in battaglia.

Per chiudere la parentesi violenta, Odino, essendosi impiccato a Yggdrasil, è il Dio della Forca e anche delle torture, avendo tramandato al genere umano alcune delle torture più raccapriccianti mai ideate, come la tanto famigerata “Aquila di Sangue”

Solo la sete di conoscenza potrebbe salvare Odino, sempre impegnato a girovagare per i mondi sotto forma del Grigio Viandante per acquisire quante più nozioni possibili… ma nel suo girovagare, il Grigio Viandante inganna, mente, ruba e bara per vincere sfide che, molto spesso, avrebbe perso.

Odino è insomma la dimostrazione lampante di un pantheon che, di base, non è morale. Ma in realtà Odino non era apprezzatissimo dalle popolazioni scandinave. Era pregato perché il folklore lo indicava come “colui che concede la vittoria in battaglia”, ma gli Scandinavi non si rivolgevano quasi mai a lui nelle preghiere, piuttosto adoravano Thor, Freyr, persino Baldr o addirittura Loki nella sua presunta identità di Sataere, strano e controverso dio della vegetazione e dell’agricoltura

Laddove Zeus, nelle sue esagerazioni, rimaneva pietra angolare di un sistema divino che doveva il suo mantenimento proprio dalla figura di un sovrano cosmico, Odino era la rappresentazione di quello che, molto probabilmente, era ed è la cinica visione dell’uomo disposto a tutto per raggiungere il potere, demandando l’ordine, la bontà e la giustizia ad altre versioni di sé, come per l’appunto il dio della gente Thor o il dio giusto Tyr.

Mi rendo conto che con queste parole non ho affatto reso giustizia a due figure divine tremendamente sfaccettate, ma il punto dell’articolo era differente, e spero si sia capito. Comunque vi rimando a due video belli corposi che spiegheranno con più calma le figure di entrambi questi Padri Celesti.

Per il resto, vi rimando al prossimo ciclo di articoli, si spera meno influenzato dalla mia personale passione videoludica!