I miti narrano spesso di creature straordinarie (talvolta alleate, spesso ostili) contro le quali gli eroi si battono e donano risalto alle loro gesta; spesso però, per poterle affrontare, non bastano le doti innate dei combattenti a sancire la vittoria (a meno che non si tratti di Beowulf, il quale distrusse le proprie spade per via dell’eccessiva forza con cui menava i propri colpi).

Non di rado i protagonisti delle leggende ricevono equipaggiamenti e armi dotate di particolari proprietà (maledizioni, poteri esorcizzanti, straordinarie doti di taglio, infallibilità/fatalità dei colpi, resistenza che può raggiungere l’invulnerabilità, capacità di sovvertire le leggi di causalità, poteri distruttivi apocalittici, ecc.) dai loro mentori (Scáthach, leggendaria guerriera del ciclo dell’Ulster, consegna al discepolo Cú Culainn la temibile lancia Gáe Bulg), da divinità (Shiva ritiene Arjuna degno di brandire Pashupatastra, l’arco divino, una delle armi più potenti della mitologia induista), oppure sono le armi a scegliere i loro proprietari (è il caso di Caliburn, la spada della roccia che si fece estrarre da Artù).
La natura sovrannaturale di questi equipaggiamenti dipende in gran parte dalla loro composizione, non di rado si parla quindi di metalli leggendari.

I Metalli Leggendari

La mitologia greca offre due esempi: il primo è l’Adamantio, un metallo che dispone della straordinaria durezza del diamante. Zeus ne fece uso per creare le porte adamantine del Tartaro, all’interno del quale sigillò Crono e i Titani; di Adamantio era composta la Harpē, la spada con cui Perseo uccise Medusa.
A livello fumettistico, l’Adamantio ha ottenuto grande risalto: la Marvel ne ha fatto uso per creare una lega e sviluppare lo scheletro dell’X-Man Wolverine, inoltre ne ha sviluppato una miriade di varianti adatte ai vari personaggi (da Deadpool a Battlestar, ecc.).
Il secondo metallo proveniente dai miti greci è l’Oricalco, menzionato da Platone come fortificazione delle mura di Atlantide; dell’Oricalco si evidenziano tre caratteristiche: il colore rosso, il suo essere estremamente prezioso (il suo valore è secondo solo all’oro) e la sua incredibile resistenza. Nessun’arma convenzionale sembra essere efficace, tant’è che fu considerato come metallo perfetto per la realizzazione di scudi e strutture difensive.
L’Oricalco è stato ampiamente sfruttato a livello di letteratura e nel mondo dell’intrattenimento: videogiochi come Age of Mythologies, Soul Calibur e Dragon Quest ne fanno largo uso.
Lo stesso si può dire per opere di animazione come Spriggan, I Cavalieri dello Zodiaco, Black Cat, Slayers, ecc.
Un metallo nato dalla fantasia di Tolkien è il Mithril, caratterizzato dalla tipica lucentezza dell’argento, da una straordinaria leggerezza e da una resistenza paragonabile alle scaglie di drago (per siffatte caratteristiche è sfruttato per la realizzazione di corazze e cotte di maglia e gli elfi, i quali, pur non essendo una razza particolarmente robusta, sono in grado di forgiare equipaggiamenti in Mithril e poterli utilizzare).
Il Mithril è il metallo per antonomasia delle grandi saghe fantasy e giochi come Dungeons & Dragons, Final Fantasy, Warcraft, Lineage, Kingdom Hearts e molti altri.
Tra i metalli immaginari è da annoverare il Vibranio, presente nell’universo Marvel e rappresentato da Black Panther e Captain America, il cui scudo è diventato un simbolo di fama mondiale. Del Vibranio sono menzionabili alcune caratteristiche: è di origine extraterrestre, è virtualmente indistruttibile, pesa un terzo rispetto all’acciaio ed è in grado di assorbire qualsiasi tipo di energia emessa.

Black Panther indossa un’armatura costruita interamente in Vibranio

Volendo riallacciarsi al mito, nell’universo Marvel si sostiene che Mjöllnir, il leggendario martello di Thor, fosse composto dall’Uru, il metallo proveniente da una stella morente. Solo i nani sono in grado di poterlo lavorare e ricavarne armi per il Dio.
La natura sovrannaturale di molte armi leggendarie probabilmente risiede in metalli realmente esistenti come il ferro meteorico, elemento presente in natura ma di origine extraterrestre, grazie al quale si forgiarono le prime armi destinate a personaggi illustri.
Ne è un esempio la daga di Tutankhamon, realizzata in ferro meteorico. Il materiale era considerato così prezioso da superare il valore dell’oro; nella tomba del faraone sono state rinvenute armi, monili e amuleti realizzati attorno al 1300 a.C., un secolo prima dell’età del ferro.

metalli leggendari e immaginari
La daga di Tutankhamon

La spada del Dio della guerra utilizzata da Attila (menzionata nell’articolo precedente) era stata forgiata utilizzando ferro meteorico.
L’argento (dal quale il Mithril prende ispirazione) è un metallo al quale venivano riconosciuti grandi attributi: essendo un metallo caro alle divinità della luna (Iside, Diana, Selene, Lucina, ecc.) detiene un potere esorcizzante contro creature come mannari e vampiri, di conseguenza è adatto alla creazione di amuleti.
Viviane, la Dama del lago del ciclo arturiano, donò Excalibur (la spada leggendaria) ad Artù; si narra che la spada fosse forgiata utilizzando l’argento come metallo. Excalibur diviene quindi un simbolo di giustizia e di vittoria contro le forze del male.

L’universo dei metalli leggendari non si conclude qui: nel prossimo articolo verranno trattati gli equipaggiamenti degli eroi e di altri esseri straordinari (armi, protezioni, oggetti particolari, cavalcature, ecc.), soffermandosi sulle loro incredibili proprietà.