The Mayflower Foundation: Tardi a Lavoro

Mi strofino le palpebre. Più che altro vorrei capire quanto tempo ci ho passato davanti al monitor. Oddio, ci lavori qui, dovresti saperlo, no? I turni, poi, sono di quanto? Otto ore? Il problema però è che il turno l’ho finito da almeno quattro ore, quindi quanto tempo ci ho passato davanti? Ti fa male la testa, ed è normale no? Vorrei vedere. Chiunque dopo dieci ore passate sedute davanti a un cazzo di computer […]

The Mayflower Foundation: A casa da sola

Si sveglia che è già giorno da un pezzo. La testa bruna con tanti capelli. Si vede da lì, da sotto le lenzuola sottili: fa troppo caldo per usare ancora il piumone. Il sole giallo illumina la stanzetta, le bambole allineate accanto alla porta, il poster di Frozen, i peluches e i vestiti sparpagliati sul pavimento, la scrivania bianca col pc ancora acceso. Non ha voglia di alzarsi, scivola piano piano dentro al letto, ancora […]

The Mayflower Foundation: Diletto

L’autopsia si concluse a tarda notte, era stanco, ma quel lavoro aveva l’assoluta priorità, su tutto. Il Dottor McSweeny, il gran capo, era entrato assieme a due uomini alquanto singolari, facce torve e lunghi cappotti neri, aveva insistito molto affinché tutto fosse svolto con minuziosa perizia, celerità e riservatezza. Roba da agenzia governativa molto probabilmente. Diamine, dovevano fargli una gran paura, non credeva di aver mai visto McSweeney così sudato. Si lasciò cadere a peso […]

The Mayflower Foundation: Dottie

Dottie spalanca gli occhi. La finestra, alle sue spalle, vibra forte. Ci vuole qualche secondo prima che la bambina si renda conto che è stato quel rumore a svegliarla. Un rumore come quello dei bicchieri sul lavello, quella volta che c’era stato il terremoto. Non è un terremoto però, perché nient’altro nella stanza vibra, e lei si sente ben salda nel suo lettino. Sente un vuoto nella pancia e brividi le percorrono le gambe. La […]

The Mayflower Foundation: Nuove, Vecchie Ferite

Il signor Westock gli stava davanti a battere a macchina, le dita tozze pestavano come martelli sui tastini. Se si ingrossa ancora un po’, la prossima volta che si siede la sedia gli rimane tra le chiappe. Adam, per contrappasso, batteva la suola della scarpa sul marmo del pavimento e tamburellava le dita sul bracciolo della poltrona, sempre più forte. Westock gli lanciò un’occhiataccia e lui si limitò a sorridere. «Ho annotato nella banca dati […]

The Mayflower Foundation: La cosa che ascolta

«Posso sedermi?» «Sì, certo. Si accomodi.» «Grazie, grazie! Uh, fa davvero caldo per essere Aprile, non crede?» «Già. Surriscaldamento globale, immagino.» «Fortuna che qui ci sono gli alberi a rinfrescare, eh sì. Come… com’è che si chiama quella ragazzina? Greta “qualcosa”. C’è voluta una bambina per far svegliare un attimo la coscienza a tutti quanti. Assurdo, non crede?» «Mah, sarà.» «Oh santo cielo… sì, sì. Lei, invece, lei è per caso un atleta? È vestito […]

A me gli occhi

Quince sistemò gli occhiali da sole sul naso. Attraverso le lenti il mondo assumeva una gradevole colorazione rosso rubino. Il signor Bartolemy tamburellò le dita secche sulla scrivania. «Si ricorda bene il piano?» «Mi pare ovvio, signore.» «Non sia tanto arrogante, Quince. La missione è delicata.» «Come tutte le missioni.» Quince spostò un po’ più in alto la frangia, scostandola dalla fronte. «La Soglia si aprirà alle nove e ventuno, come convenuto?» Il signor Bartolemy […]