Salve Scriptiani, oggi siamo qui in compagnia del mio collega Leonardo, per parlare della bellezza di una mappa fantasy e di come crearla. Questo articolo è la prima di due parti che formeranno la “guida” alla creazione di una mappa. Nello scorso articolo sulla Creazione di un’Ambientazione Fantasy abbiamo accennato all’utilità della mappa per lo scrittore, ora vediamone la teoria dietro la costruzione.

Ora però lascio la parola all’esperto. Vai Leo.

 

Un saluto da parte mia. Con piacere partecipo alla rubrica di Pietro, contribuendo con questi articoli per tutti voi cartografi fantastici, ma iniziamo subito.

Indice

  • Introduzione a una Mappa Fantasy
  • Scegliere una scala
  • Dimensioni e Distanze
  • Distribuzione in una Mappa Fantasy
Mappa della Terra di Mezzo di Tolkien
Forse la mappa fantasy più famosa, quella della Terra di Mezzo.

Introduzione a una Mappa Fantasy

Quando si fa worldbuilding bisogna senz’altro curare la geografia del mondo che stiamo progettando, specialmente se andremo ad ambientarci storie ricche di viaggi. Anche solo per aiutare noi autori a creare il mondo che magari emergerà man mano da ciò che scriviamo, una mappa può essere uno strumento utile. In particolare, nella letteratura fantasy le mappe sono quasi un cliché,  le troviamo all’inizio o alla fine di quasi tutti i libri del genere. Eppure sono un “accessorio” quasi necessario per capire come ci si sta muovendo, assieme ai personaggi, in un’ambientazione magari grande quanto l’Europa o più.

Con questo articolo cercherò di dare qualche consiglio da non esperto a chi abbia voglia di infognarsi nella cartografia fantastica, focalizzandomi su mondi simili per gli aspetti geografici alla nostra amata Terra. A questo proposito trovo infatti necessario, per non rischiare di commettere errori, studiare anche certi aspetti del nostro pianeta. D’altronde, se vogliamo far camminare i nostri personaggi su un mondo retto da leggi fisiche simili a quelle terrestri, dobbiamo preoccuparci di imitarne, per esempio, le dimensioni. A meno che non stiamo scrivendo qualcosa di simile al Mondo Disco di Terry Pratchett, per cui potremmo pure infischiarcene di certe cose.

Scegliere una scala

È importante, quando si comincia a creare una mappa, sapere subito quali sono le dimensioni reali di ciò che si sta disegnando, sia per una questione di verosimiglianza che di coerenza con ciò che si scriverà. Così eviteremo, per esempio, che qualcuno vada da un luogo all’altro in mezza giornata quando sulla mappa i due posti sembrano distare mille chilometri o di creare altri tipi di sproporzioni. Per fare ciò, prima di mettersi a lavoro su un foglio, è bene scegliere una scala di rappresentazione che stabilisca il rapporto tra la distanza su carta e quella reale, sul terreno. È quella che si vede in fondo a ogni normalissima cartina geografica, per esempio 1:1.000.000 significa che un cm corrisponde a 1.000.000 di cm o 10 km. Con questo riferimento ci verrà più facile stabilire, non so, la distanza tra due città o la grandezza di un’isola.

Ovviamente la scala va scelta in base a ciò che si vuole disegnare. Più sarà grande l’area che vogliamo riportare su carta, più si ridurrà la scala. Per esempio se vogliamo disegnare un’isola delle dimensioni di Lampedusa, possiamo benissimo usare una scala 1:100.000 e farla entrare in un foglio di dimensioni A4, ma se dobbiamo rappresentare un intero continente dovremo rimpicciolire di molto la mappa e usare qualcosa come 1:20.000.000.

Nella normale cartografia la curvatura terrestre crea difficoltà nella riduzione in scala, si nota infatti che in una stessa cartina la scala cambia nelle zone più vicine ai poli, questo per non creare distorsioni. Direi di sorvolare su questa problematica e semplificarci il lavoro lavorando su un’unica scala anche qualora dovremmo disegnare un intero mondo.

Dimensioni e distanze

Il mondo che creeremo sarà fatto di continenti, isole, isolette, laghi, mari e oceani, e su questo mondo porremo imperi, regni, e paesi. Ognuno di questi elementi dovrà avere le giuste dimensioni sia per risultare verosimile che utile alle trame che ci vogliamo ricamare sopra. Se vogliamo disegnare la mappa di un intero regno, questa dovrà essere piuttosto grande, quanto per esempio una delle tante nazioni realmente esistenti, ma anche abbastanza contenuta da giustificare magari la presenza di un’unica cultura o una particolare etnia.

È probabile che ci verrà anche voglia di disegnare un intero continente in cui sono distribuite differenti zone climatiche, dal gelido nord al torrido e desertico sud. Basandoci su un mondo dalle dimensioni simili a quelle della Terra, prendiamo allora come esempio la distanza che c’è tra il Circolo Polare Artico e il Tropico del Cancro – una zona che spazia dai paesi scandinavi al Deserto del Sahara – essa misura quasi 4800 chilometri. Queste sono all’incirca anche le dimensioni di Westeros, il continente in cui si svolgono le principali vicende delle Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R. R. Martin. La Terra di Mezzo di Tolkien, invece, coprirebbe un’area simile all’Europa, andando dalle isole britanniche alla Grecia. Anche noi, quindi, faremo bene a tenere conto di queste misure.

Distribuzione in una Mappa Fantasy

Se vogliamo rendere la nostra mappa il più possibile realistica, dovremo anche usare certi criteri nella distribuzione dei vari elementi geografici: le terre emerse, le acque, i rilievi, climi, ecosistemi e aree antropizzate, e quindi anche le varie etnie o razze (nell’accezione fantasy del termine).

Sulle terre emerse non c’è molto da dire, cerchiamo innanzitutto di dare delle forme naturali ai nostri continenti (detto da gente che vive sopra uno stivale suona strano, lo so). Avrete notato che i continenti terrestri sembrano colare verso il Polo Sud, vero? Sono forme del tutto casuali, dettate dai cataclismi che hanno portato allo spaccamento della cara vecchia Pangea. Per il nostro mondo non sarebbe quindi male ispirarci alla teoria della tettonica a zolle per dare forme coerenti tra loro ai nostri continenti.

Riempite gli spazi vuoti con mari, oceani e laghi a piacere, ricordando che questi ultimi dovrebbero essere alimentati da qualche fiume per esistere.

Anche l’orografia della mappa risulterà più realistica e piacevole se seguirà una certa logica. Le catene montuose non spuntano a caso come l’acne sul viso di un quattordicenne, ma sono il risultato di cataclismi come lo scontro di placche tettoniche. Queste, assieme a fiumi e laghi, sono ottimi confini naturali utili a stabilirne di immaginari tra un regno/stato/paese e l’altro.

Il clima e gli ecosistemi del nostro mondo andranno più o meno a pari passo, mettiamo quindi alle giuste latitudini foreste, giungle, deserti e nevi perenni. Ciò ci aiuterà senz’altro anche alla distribuzione futura (questo riguarda un altro aspetto del worldbuilding) dei vari popoli che abiteranno il nostro mondo.

Io ho concluso per oggi, direi di passare la parola per la chiusura a Pietro.

 

Grazie dell’intervento Leo, non vedo l’ora di approfondire anche la seconda parte della guida.

Scriptiani, direi che arrivati a questo punto non mi resta che salutarvi e augurarvi Buona Creazione (Cartografica)!