Salve Scriptiani, oggi parliamo delle Leggi “Fisiche” nel nostro Worldbuilding. Ogni Mondo avrà le sue, gravità e spazio-tempo sono degli esempi, oggi vediamo quali dovrebbero essere quelle della nostra sub-creazione. O meglio ancora, quali che siano quelle che scegliamo, come renderle importanti nel nostro mondo. A questo punto prendete il vostro taccuino e iniziate a prendere appunti… Perché avete letto l’articolo sugli strumenti per Scrivere un’Ambientazione Fantasy, vero? In caso contrario andate a recuperarlo!

Detto questo, addentriamoci nell’argomento di oggi: le Leggi Fisiche.

Cosa intendiamo?

Bene, quando parliamo di Leggi Fisiche nel Worldbuilding intendiamo quegli assunti che regolano il mondo narrativo. Prendiamo per esempio la gravità, se essa non ci fosse nel nostro mondo narrativo, non ci sarebbe differenza tra il sopra e il sotto. Le case galleggerebbero, ogni superficie è “pavimento”, i combattimenti si svolgerebbero anche in aria quasi come se ci fosse un’ulteriore dimensione. Insomma, il mondo cambierebbe drasticamente, ecco, le Leggi Fisiche sono questo: assunti che cambiano in profondità il mondo che creiamo.

Chiariamoci, non è necessario essere degli scienziati, ma bisogna farsi qualche domanda. Prima tra tutte: Quanto è diversa la mia ambientazione dal mondo reale?
Questa domanda porterà alla risposta più importante… Perché è così importante? Semplicemente perché sapere la base da cui partiamo sarà la gabbia, le fondamenta, in cui andremo a inserire il resto. Se è simile al nostro mondo significa che c’è alternarsi di giorno e notte e quindi animali diurni e animali notturni, maree, e bla bla bla. Immaginate ancor di più il mondo senza gravità o senza lo scorrere del tempo… Insomma, capite che il realismo (o meno) della nostra sub creazione sia importante per stabilire il modello iniziale.

Magia e Worldbuilding

Ora andiamo però a confrontarci con il fantasy, in questo genere troviamo l’eterna presenza della magia, anche se in un’infinità di salse differenti. Questa componente è da considerarsi sempre come una “legge fisica” dell’ambientazione e quindi un qualcosa che impatta massicciamente su ogni aspetto e dettaglio della nostra narrazione. Sapere che un mago può lanciare una, famigerata, “Palla di Fuoco” quando vuole e come vuole, cambia totalmente il modo di vivere dell’intero mondo.

Questa legge fisica è particolarmente difficile da gestire e da creare, perché bisogna calibrarla in modo tale che accresca l’iconicità e l’identità della nostra ambientazione. Pensiamo prima di tutto all’origine e al come funziona, in modo da avere i limiti e le possibilità della magia e come questa possa interagire fisicamente con il mondo naturale (quindi non antropico e antropizzato). Una volta che questa fase di domande e risposte si conclude abbiamo in mano una prima bozza approfondita di come il mondo reagisce a questa energia. Da qui poi facciamo la stessa cosa per il mondo antropico e quindi il modo in cui questa magia possa effettivamente contribuire all’evoluzione e alla civiltà umana.

Ancora una volta è la Catena di Dettagli a farla da padrona, possibile solo attraverso le giuste domande. Nel worldbuilding la coerenza interna è una componente fondamentale e per mantenerla e rispettarla l’unico modo è porci delle domande che ci permettono di concatenare i dettagli che si rafforzano vicendevolmente e rendono il nostro mondo più profondo e unico, come dicevamo nell’articolo sull’identità.

Conclusione

Bene, arriviamo anche oggi alla fine di un articolo che, molto probabilmente, in futuro amplierò con articoli specializzati su un dato argomento. Oggi mi accontento di avervi lanciato questi input nella speranza che vi possano essere d’aiuto.

Insomma, ora non mi resta che salutarvi e augurarvi, come al solito, Buona Creazione!