Il Destino della Chiave

Il Destino della Chiave: Capitolo 4

15-12MINUTI PER LEGGERE
by Vittorio Grimaldi

“Tre uomini – disse Jessica facendo delle virgolette con le dita – giovani e in piena forma che non riescono a liberarsi di quegli scarti di spiaggia!”

“Parla per te, io non mi sento proprio in forma!” ironizzò John, esausto.

“Stone, l’ultimo alleato che volevo incontrare! Avrei voluto avere più tempo per preparami alla tua faccia! Come mai anche tu nella città degli angeli?!” domando Tom, mettendo una certa cattiveria nell’ultima parola.

“Che problema hai, Harvest? Ti ho appena salvato le chiappe, se non l’hai notato!”

“Onestamente, non pensavo che i demoni si uccidessero a vicenda così, a sangue freddo… a quanto pare siete capaci di molte bassezze!” disse acido Tom.

A quel punto Jessica non ci vide più e, impugnando due spade corte comparse dal nulla nelle sue mani, assaltò l’altro Nephilim , gridando per la furia. Tom, prontamente, fece comparire anche lui una spada da un flusso di acqua brillante e parò i primi assalti della ragazza.

Red, che da poco aveva scoperto come percepire le energie, per così dire, spirituali degli altri Nephilim, cominciò a provare una nuova sensazione: nel furore del combattimento, le energie impiegate dai due Nephilim aumentarono esponenzialmente e, oltre a capire che Tom non aveva fatto assolutamente sul serio quando lo aveva aggredito, Red sentì come un peso sul petto, sempre più pesante, opprimente, man mano che i due si scatenavano.

Frank cadde in ginocchio, senza riuscire più a prendere fiato: “Se continuano così, è probabile che ci mandino altri di quei cosi, oltre a lasciarmi qui a terra morto stecchito!” bofonchiò.

Red allora cercò di concentrarsi e, ben presto, la sensazione sgradevole dovuta all’energia di Tom e Jessica svanì, rimpiazzata da una massa incredibilmente grande di energia proveniente dal corpo di Red stesso. Il ragazzo concentrò tutta l’energia nel palmo della mano, ben teso verso i due sfidanti, e ruggì tutta la sua rabbia: “Ora basta!”

Una potentissima onda d’urto impattò contro i due contendenti, allontanandoli tra loro e sbalzandoli diversi metri lungo la strada.

Jessica fu la prima a rialzarsi ma, come presa da furia cieca, urlò contro Red e gli caricò contro, le due lame corte pronte a colpire.

“Stone! Lui non sa ancora usare la sua spada!” urlò Tom, ma la ragazza era ormai sul punto di colpire. Le lame calarono, ma uno scoppio di energia bianca accecò chi le impugnava e Jessica, appena riuscì a rimettere a fuoco, poté vedere due mani luminescenti stringere nella loro morsa le sue due spade.

“Ho scoperto la maggior parte dei miei poteri per puro caso – disse sogghignando Red – e sono ormai anni che riesco a riutilizzarli anche senza capire perché ce li ho. È un mio punto di forza, Jessica…”

La ragazza fu sorpresa dalla potenza del ragazzo e anche dal fatto che conoscesse il suo nome.  Red liberò le spade e la ragazza si allontanò di qualche passo, pronta a continuare il suo attacco, ma gli occhi del suo avversario si illuminarono nuovamente di una luce rosso sangue e fu come se ogni briciolo di forza abbandonasse il suo corpo. Per puro miracolo la ragazza non cadde a terra bocconi, ma si rimise in posizione e disse: “Non credere di poter fermare le mie spade così facilmente, il potere del fulmine dà loro un tocco in più!” e la ragazza sembrò menare un fendente a vuoto. Fu con grande sorpresa che Red vide la lama della spada destra diventare di pura energia e allungarsi fino ad arrivare alla sua portata. Red alzò il braccio sinistro per parare il colpo, pensando che il potere che avvolgeva l’arto bastasse a proteggerlo. Sebbene l’impatto con la lama fu attenuato, Red dovette subire una scarica elettrica terrificante che gli attraverso tutto il corpo e che lo fece letteralmente saltare di qualche metro più a lato.

Red scosse la testa e aumentò ancora la sua energia, il suo corpo sembrava avvolto da un’aura biancastra, poi scattò in avanti dandosi una spinta con una grossa folata di vento, si sollevò e poi, alzando la gamba, cercò di piazzare una tallonata dritta in testa alla ragazza. Jessica repentinamente scartò indietro e il colpo andò a colpire l’asfalto, distruggendolo in decine di grossi frammenti.

“Ha usato il dominio sulla Terra per amplificare la sua forza… Red deve sempre andarci giù pesante!” disse ridendo John, che nel frattempo si era ripreso ed era andato ad aiutare Tom.

Red si diede un’altra spinta, avvicinandosi nuovamente a Jessica, poi diede tre pugni; Jessica evitò nuovamente il colpo indietreggiando, ma Red, furbescamente, fece partire una palla di fuoco dalle nocche ad ogni colpo che aveva scagliato e Jessica fu costretta a parare con le due spade. Red però fu troppo sicuro di sé, pensando che Jessica impiegasse più tempo per riprendersi, ma la ragazza fu molto più veloce del previsto e colpì nuovamente il ragazzo con la lama allungata della sua spada, parata fortunosamente da Red con il braccio, ma la difesa non bastò a prevenire i danni di un’altra potentissima scarica elettrica, che lasciò il ragazzo tramortito.

Ormai completamente indifeso, Red era un bersaglio perfetto per l’ennesima carica di Jessica, quella che lei pensava fosse l’ultima. L’unico pensiero di Red in quel momento, oltre il cercare di rimettere in sesto i nervi sovraccarichi, erano le parole di Tom “Lui non sa ancora usare la sua spada!” e volle ardentemente saperla usare, qualsiasi cosa significasse di preciso.

E nel momento in cui le lame stavano per andare a segno, istintivamente Red mise le due mani chiuse intorno ad una impugnatura immaginaria, poi uno scoppiò di luce bianca anticipò il clangore del metallo che colpisce altro metallo: le due lame corte di Jessica furono bloccate da uno spadone gigantesco, lungo quanto era alto il ragazzo, la lunga impugnatura e la guardia crociata bronzea, ben stretta fra le mani di Red, davano origine ad una lama lunghissima e molto larga, con lungo il filo cinque piccole pietre equidistanti, di diversi colori e con all’interno delle rune; sull’elsa c’erano poi due pietre, un’ametista ed un diamante, combinate in una specie di simbolo simile allo yin e allo yang.

Red gridò e, facendo forza sulla spada, respinse Jessica di qualche passo. Osservò la spada con interesse e, con un sorrise malefico, disse: “Non male…”.

Lo sguardo di Red si fece serio, la spada cominciò ad emettere bagliori rossastri poi, con una poderosa spinta del piede, Red si lanciò all’attacco, facendo roteare l’enorme spadone con la sola mano destra prima di schiantarlo contro Jessica. La ragazza parò il colpo con le spade, ma queste cedettero alla pressione e, alla prima incrinatura, scomparvero, lasciando campo libero alla lama di Red che si fermò a qualche millimetro dalla testa della ragazza, decretandone la sconfitta.

Tom e John rimasero letteralmente allibiti nel vedere come, in pochissimo tempo, Red non solo aveva imparato ad evocare la sua spada e ad utilizzarla, ma anche nel guardarlo manovrare con assoluta facilità una spada che, se fosse stata una semplice arma di metallo, sarebbe pesata quasi quanto il ragazzo stesso, viste le dimensioni.

Dopo qualche istante di calma glaciale, lo spadone scomparve e Red dovette appoggiare le braccia alle ginocchia tanto era stanco dopo l’evocazione di quell’arma.

Fissò intensamente prima la ragazza, esausta ed umiliata, e poi Tom e, ringhiando, disse: “Ora voglio qualche spiegazione…”

Red aveva conosciuto Jessica quando era molto piccolo ma il loro contatto più prolungato avvenne all’inizio delle scuole superiori, dove frequentavano la maggior parte delle lezioni insieme.

Red era appena tornato dall’ultima famiglia che lo aveva adottato, una coppia di anziani genitori di San Francisco, e ovviamente aveva perso contatto con la maggior parte delle conoscenze che aveva a Losa Angeles, non avendo ancora conosciuto né John né Tony.

Jessica era già allora una bellissima ragazza, i bei capelli castani, gli occhi di un verde particolare, un corpo che faceva sbavare tutti i ragazzini stracolmi di testosterone adolescenziale e, cosa che Red detestava, lei era pienamente consapevole di questo. Percepiva, ogni volta che la incontrava, una strana sensazione, come un segnale di pericolo inconscio, anche se non riusciva bene a capire il perché. Jessica, dal canto suo, sembrava contraccambiare l’antipatia di Red per un qualche motivo mai ben precisato e i due continuarono pacatamente e mal sopportarsi finché, al secondo anno, non si ritrovarono insieme per un progetto di chimica.

Solo allora, quando i rapporti si fecero più stretti e forzatamente cordiali, che Red si accorse del lato umano della ragazza; scoprì che non era una semplice mantide religiosa ma che anche lei provava dei sentimenti piuttosto confusi e si lasciava quella scia di ragazzi alle spalle quasi come a voler compensare una sua mancanza e assecondare una specie di cliché impostole da chissà chi.

In breve, i due prima divennero amici, poi lui si innamorò di lei. Red tuttavia era certo che lei non lo avrebbe mai ricambiato e quando vide che la sua amicizia con lei la faceva allontanare dal folto gruppo di amici e le faceva avere dei problemi persino con la famiglia, che a quanto pare non voleva avere tra i piedi un orfano dal passato piuttosto burrascoso, decise di fare una scelta drastica: finse un litigio per un motivo banale e disse che non voleva parlarle più. Era il penultimo anno di superiori quando i due smisero di frequentarsi e anche solo di salutarsi, l’anno seguente Jessica fu trasferita in qualche scuola privata, lontano da Los Angeles, e Red non la vide più fino alla sua furiosa battaglia di quella mattina.

Tom usò una strana magia e un grande ammontare di energia per riparare i danni provocati dagli scontri e John fu costretto a sorreggerlo per farlo entrare in casa sua, una villetta malandata posta proprio al termine di quella strada, sostanzialmente un vicolo cieco.

I quattro si sedettero su dei divani consunti e polverosi nel piccolo soggiorno della casa e Red, tamburellando le dita sulle sue ginocchia, aspettava le sue risposte da Tom, che stava bevendo dell’acqua e cercava di riprendersi dalla stanchezza. Il fatto che Jessica si era seduta accanto a lui non migliorava l’atmosfera.

“Allora – disse Tom – che vuoi sapere?”

“Le spade… cosa sono?” esordì Red.

“Hai mai visto una rappresentazione di angeli con spade fiammeggianti?”

“Certo, molto spesso”

“Ecco, quelle spade non sono semplicemente armi forgiate da riporre in un fodero, sono letteralmente armi fatte dalla nostra energia. Ogni angelo ne ha una, di solito fiammeggiante, ma chi riesce a controllare gli elementi, può infondere il loro potere nella lama. La cosa straordinaria è che tu sia riuscito ad usare la tua senza che nessuno ti insegnasse come evocarla”

“Perché, a voi chi l’ha insegnato?”

“I nostri genitori angelici, no? Non ti è mai capitato di sentirlo?”

“John – interruppe Tom – lui è la Chiave… come hai fatto a non accorgertene visto che sa usare tutti gli elementi?!”

“Ero troppo impegnato a respirare!” scherzò John.

“Comunque, non è colpa mia se non so nulla di tutto questo, i miei sono morti in un incendio quando ero ancora molto piccolo”

“Si certo! – disse Jessica, sarcastica – un angelo e un demone che si fanno ammazzare da un incendio… Harvest, perché non gli dici cos’è successo ai suoi genitori?”

Tom sbiancò, ma lo sguardo di Red era inequivocabile: “Red… era proibito a qualsiasi angelo anche solo di pensare di fare un figlio con un demone. Non so i particolari, ma so che la loro morte non fu un incidente. Furono totalmente annichiliti dall’esistenza, cancellati dalla forza divina, come se non fossero mai esistiti, quando però tu eri già nato”

Red corrugò la fronte: “Ma se era stato profetizzato, non era destino che io nascessi comunque?!”

“Gli angeli e i demoni hanno evitato questa eventualità per secoli… se tu non fossi esistito, nessuna delle due fazioni avrebbe avuto un vantaggio”

Red sbuffò: “Più che uno scontro per la salvezza del mondo, sembra l’assurda partita a scacchi tra due dei”

“Tornando alle spade – disse Tom, cercando di evitare l’argomento – Mio padre mi spiegò per sommi capi come fare, è comunque una cosa difficile”

“Mia madre non voleva spiegarmelo, è sempre stata convinta che l’avrei usata per le mie risse da strada”

“Potrebbe aver avuto ragione!” esclamò Red, con un mezzo sorriso, ricambiato da uno ben più sfolgorante di John-

“L’unica che avrebbe potuto insegnartelo sarebbe stata Archel…” intervenne a sorpresa Jessica.

“E lei ha deciso di lasciarti in pace in questi ultimi anni in cui ti sei dato all’economia!” concluse Tom.

“Archel sarebbe la fantomatica Lei” chiese Red e Tom annuì.

“Ma te lo sei portato dietro spiegandogli metà delle cose che dovrebbe sapere?!” sbraitò Jessica contro Tom che era sul punto di rispondere.

“Ora qualcuno mi spiega perché quei due si odiano così tanto!?” urlò Red, zittendo i due litiganti, John fece spallucce, Tom si rabbuiò.

“Perché sono una Convertita” disse infine Jessica, ma Red non fu soddisfatto dalla risposta.

“Ovviamente, io so perfettamente cosa voglia dire, visto che sono informato di tutta questa storia della fine del mondo da circa dodici maledettissime ore!”

“In poche parole, io ero una Lililm. Dopo aver conosciuto una persona, ho deciso di cambiare schieramento. C’è voluto un po’, ma alla fine Archel ha detto che potevo entrare tra le fila dei Nephilim”

Red la guardò stranito: “Per una persona?”

Jessica lo guardò storto: “Non sono affari tuoi!”

Red sorrise, poi si rivolse a Tom: “Tom, che ti risulti, i demoni, che sono i cattivi ragazzi e tutta quella roba lì, sanno usare la magia per, come dire, ammaliare le persone?”

“Non ne sono certo, ma credo possano farlo” disse Tom.

“Certo che possono, lo posso fare ancora oggi, se lo volessi! Ma come ti è venuta in mente…” sbraitò Jessica, ma finalmente riuscì a riconoscere il ragazzo che aveva davanti agli occhi, soprattutto grazie a quel sorrisetto compiaciuto che gli stava comparendo sulle labbra.

“Tu sei QUEL Red?! Red Fox?!”

“Cioè, tu conoscevi già un tipo di nome Red Fox e pensi che ce ne siano molti altri in giro per l’universo! Andiamo, è un nome assurdo! Senza offesa, amico!” disse John, scherzando.

“Ora capisco cos’era quella sensazione sgradevole quando ti incontravo… io percepivo quella specie di magia, ne ero immune!”

“Stai zitto, lurido…” disse tra i denti Jessica, ma Red continuò.

“Non è che quella persona a cui ti riferivi…” ma Red non poté concludere la sua provocazione: la mano di Jessica gli colpì il volto con grande ferocia, suscitando da una parte lo sgomento e l’ilarità degli altri due Nephilim, dall’altra facendo infuriare Red, le cui iridi erano nuovamente del colore del sangue.

“Brutto errore, Jessica… Brutto errore”

  • Jacopo Armini

    1 anno ago

    Allora, l’idea e l’esecuzione non sono male, però la scrittura, personalmente, mi sembra un po… poco fluida, non so spiegarlo bene, ma i dialoghi e le azioni non scorrono facilmente, inoltre le descrizioni sono corte ed al contempo molto dettagliate (per esempio la spada), quindi opterei per uno stile un po più sintetico ed aggiungerei più congiunzioni ed un po più diversificate.
    Nota mitologica: apprezzo moltissimo la scelta della mitologia abramica, però i poteri elementali, secondo me, stonano un po, ed i nephilim ricordano tantissimo i semidei di Percy Jackson. Se posso darti un consiglio in merito, prova a far si che i loro poteri vengano da uno o più spiriti in loro custodia, per esempio, Nathanael è l’angelo del fuoco, un valido accompagnatore per Red, con cui è anche accomunato dalla personalità “scoppiettante” (se non ricordo male viene citato nel Talmud come uno che brucia gli infedeli).
    apprezzo molto il tuo lavoro e spero nel successo di questa tua impresa, inoltre spero che questo mio commento, dal profondo della mia incompetenza, possa esserti utile.
    scusa per il disturbo e grazie per l’attenzione.
    Jacopo Armini

    • Tiziano Ottaviani

      11 mesi ago

      Ciao Iacopo! I commenti come i tuoi sono sempre ben accetti! Scripta nasce principalmente per permettere agli autori di testarsi, di allenarsi e di avere un primo riscontro da parte di una platea di lettori, verso quelle che sono a tutti gli effetti delle “beta version” delle loro opere!
      🙂

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