Tom entrò nell’appartamento aspettandosi di trovare una suite di lusso, però la casa di Red era una casa di media grandezza, ben arredata ma solo con l’essenziale: l’ingresso dava direttamente nella sala con due divani di pelle bianca posti ad angolo retto, al centro un tavolino di legno chiaro e un televisore LCD posto sulla parete di fronte ai divani. A sinistra dell’ingresso c’era una parete con due porte, una per il bagno, socchiusa, e l’altra per la camera degli ospiti. Sul lato destro della casa invece c’erano la cucina, divisa dalla sala solo da due porzioni di muro senza porta e, più all’intero, in corrispondenza della camera degli ospiti, c’era la camera da letto di Red. L’unico elemento non essenziale era una grossa scaffalatura stracolma di libri sul lato sinistro, posta all’angolo dell’appartamento, poco prima dell’enorme finestrone che fungeva da parete che dava sulla strada; per il resto l’appartamento era piuttosto asettico, come se il proprietario non ci vivesse davvero.

“Ti va qualcosa da bere? Tè? Caffè?” chiese Red, interrompendo Tom e il suo guardarsi attorno.

“Un tè non sarebbe male, Grazie”

Red Annuì appena e scomparve nella cucina; si sentirono rumori di cassetti che si aprono e di quella che doveva essere una macchinetta per bevande calde e, in un paio di minuti, Red tornò nella sala con in mano un vassoietto con due tazze di tè fumante.

“Che ci fai in piedi? Prego, siediti” disse Red, quasi in difficoltà a trattare con l’ospite.

“Come mai tutta questa cortesia, adesso?” chiese ridendo Tom, sedendosi sul di un divano. Red poggiò il vassoio sul tavolino e si sedette sul secondo divano, all’angolo attiguo a quello sui cui si trovava Tom: “Pensavo che tu fossi un altro di quei mostri che continuano ad attaccarmi e sono stato particolarmente aggressivo… per cui…”

Tom fece un gesto noncurante con la sua mano destra e, prendendo la sua tazza di te, disse: “Lascia perdere, ero stato avvisato della tua situazione…”

Lo sguardo di Red si vece più acuto e, dopo un primo sorso di tè, disse: “Allora, domatore dell’Acqua, chi sei?”

“Te l’ho già detto, sono Tom, Tom Harvest! Certo che sei strano… e non mi riferisco solo al fatto che ti esca fuoco da ogni poro della pelle! Non riuscire a ricordarsi un vecchio amico alla tua età è piuttosto grave!” concluse ridendo il ragazzo.

Red fece una smorfia: “Ho girato mezza America e conosciuto centinaia di miei coetanei, miei presunti vecchi amici. Non ho la necessità di ricordarli tutti”

“Ehi, ma noi eravamo grandi amici alle elementari!”

“Comunque – tagliò corto Red – non mi riferivo al tuo nome… chi sei tu, realmente? E, cosa che più mi interessa, sei mio alleato o mio nemico? Evidentemente non sei alleato con quei mostriciattoli di sabbia, ma questo non esclude il fatto che ora tu possa provare ad uccidermi con una scheggia di ghiaccio o qualcos’altro”

“Beh, la questione è più complicata di quanto tu possa immaginare” disse Tom, un po’ in difficoltà. Red si sporse in avanti e fissò intensamente l’ospite: “Non credo tu abbia idea di cosa io abbia passato in questi miei ventitré anni di età. Ora voglio solo sapere cosa diavolo siete tu e quei cosi e cosa dannazione volete da me!”

La voce di Red si incrinò leggermente in una nota di amara disperazione e sul suo viso Tom ebbe modo di leggere, anche solo per un secondo, un’espressione di profonda angoscia, rimanendone terribilmente sorpreso.

“Tu… quindi tu non ne sai niente? Nessuno ti ha mai parlato di cosa sta per succedere? Dell’Armageddon e del tuo ruolo in tutto questo?”

Red sbarrò gli occhi: “Armageddon? Quella cosa… quella profezia, come l’hai chiamata, parla di me e di cosa farò alla fine del mondo?”

Tom poggiò la tazza sul tavolino: “Ascolta… la questione è molto complicata, ma si, è più o meno questo il succo della questione. Vedi, io sono un…”

“Nephilim. Ho sentito che quei cosi di sabbia ti hanno chiamato così…” disse pensieroso Red.

“Non so se tu sei cristiano o…”

“Sono cattolico” rispose Red.

“Bene, questo potrebbe semplificare le cose… io non sono mai stato molto religioso e ci ho dovuto pensare molto prima di capire cosa fossi in realtà”

“Sei un mezzangelo” concluse Red, sorpreso.

“E come diavolo fai a saperlo?!” rispose Tom, ancora più sorpreso.

“Nella Bibbia, nel Libro di Enoch e in altri testi ebraici, i Nephilim sono citati più volte. Figli dei primi angeli caduti, alcuni di loro erano mostri malvagi, secondo altre versioni i più grandi eroi della storia umana erano Nephilim”

Tom lo fissò esterrefatto, al che Red sbuffò e disse: “Sono cresciuto in un orfanotrofio gestito dalle suore, finiti i libri delle favole mi rimanevano gli studi sulla bibbia! Ora possiamo andare avanti, per cortesia?!”

“Ok, cominciamo dalla cosa principale. Il ventuno dicembre prossimo, ci sarà l’Armageddon”

Red per poco non sputò quel sorso di tè che si era permesso di bere: “Ma è tra un mese! Credevo che fosse una cavolata!”

“Purtroppo non lo è, ma il mondo non finirà, perlomeno non subito”

“D’accordo. Cosa accadrà allora?”

Tom si gratto la nuca, mettendo mentalmente insieme le parole: “Ecco, l’Apocalisse è avvenuta più volte nel corso della storia umana, ma principalmente si tratta di un combattimento tra le forze del bene e del male che porterà alla restaurazione o alla distruzione del mondo a seconda di quale fazione vince lo scontro, se Dio e gli angeli oppure Satana e i suoi demoni”

“Dimmi che stai scherzando…” disse allibito Red.

“Lasciami finire… è ancora più complicato di come sembri – disse Tom, sempre più in difficoltà – Il punto è che sulla Terra, dopo le prime battaglie che si rivelarono davvero catastrofiche per il pianeta, Dio stabilì che non si sarebbero più scontrati direttamente angeli e demoni, ma dieci campioni, cinque Nephilim e cinque Lililm”

“Figli di Angeli e Figli di Demoni” sussurrò Red.

“Sai anche chi sono i Lililm?” disse sorpreso Tom.

“Letteralmente sta per Figli di Lilith e, visto che Lilith è quella che molti libri definiscono la consorte di Satana, con il termine Lililm si indicano i mezzidemoni” rispose, quasi recitando a memoria un passo di qualche libro, Red.

“Strabiliante, la tua infanzia deve essere stata davvero una pacchia!” concluse con sarcasmo Tom.

“Si, sono un traumatizzato, eccetera. Quindi, mezzangeli e mezzidemoni che si combattono. Quando uno dei gruppi vince, che succede?”

“Rompe l’equilibrio. La sconfitta di un gruppo influenza il potere della fazione a cui appartiene. Se i Lililm perdono, come è sempre successo, il sigillo che costringe i demoni a rimanere nelle profondità dell’inferno si rafforza e il mondo attraverserà un periodo di rinascita.  Se invece fossero i Nephilim a perdere, i demoni riacquisterebbero i pieni poteri e invaderebbero i cancelli del Paradiso. Le forze degli angeli, di contro, diminuirebbero e l’avanzata dei demoni diventerebbe alla fine uno scontro tra Lucifero e Dio per il posto di… non so come dire, il posto di Dio! E, tralasciando che lo scontro in sé distruggerebbe buona parte della realtà così come la conosciamo, puoi ben immaginare che cosa potrebbe succedere se alla fine il Diavolo vincesse”

Red cercò di riorganizzare tutte quelle informazioni nel suo cervello: tutto gli pareva così assurdo, voleva credere che Tom fosse solo un pazzo, ma d’altronde era un pazzo che poteva controllare l’acqua e lui stesso aveva poteri altrimenti inspiegabili.

“Allora – disse dopo qualche attimo di silenzio Red – io cosa sono?”

“Tu sei la Chiave, Red”

“E cosa significa? Avevo intuito di essere questa Chiave visto che ho questa voce malefica che me lo ricorda per ben tre volte ad ogni sua performance!”

“D’accordo… durante l’ultimo Armageddon, più o meno sul finire del Medioevo, un Lililm, in punto di morte, fece quella profezia che probabilmente ti ha tormentato per tutto questo tempo. In poche parole, egli predisse la nascita di una aberrazione, qualcosa di diverso da un mezzangelo o un mezzodemone, che già di per loro erano delle anomalie, addirittura mostri prima dell’entrata in vigore del Patto che ha stabilito questo scontro. Quel Lililm predisse che, poco prima dello scontro successivo, sarebbe nato un abominio, un essere che non avrebbe ragione di esistere: il figlio di un angelo e di un demone”

Red fece cadere la tazza che aveva malauguratamente preso in mano, rompendola sul pavimento; rimase completamente senza fiato, si sentì mancare come mai gli era successo prima di allora e Tom non fece fatica ad accorgersene, tuttavia sapeva che non poteva fermarsi e, seppur a malincuore, continuò la sua spiegazione.

“Fu predetto che questo essere avrebbe avuto un potere inimmaginabile, avendo nelle sue vene il sangue di entrambe le razze, ma che tuttavia avrebbe trascorso una vita molto, molto difficile…”

“Morte sarà tua compagna e Distruzione seminerà il tuo passo. Ombra sarà la tua vita, Terrore il baleno dei tuoi occhi…” sussurrò Red, come in trance.

“Tuttavia, il tuo ruolo in questo conflitto è importantissimo. Tu sei la Chiave del conflitto, l’ago della bilancia. La tua scelta influenzerà pesantemente non solo la tua vita, ma il destino dell’universo, del Paradiso e dell’Inferno… in definitiva dovrai scegliere per chi patteggiare, Angeli o Demoni…”

“Perché io sono la Chiave” concluse Red, ancora molto scosso.

“Senti, amico… mi dispiace averti dovuto dire queste cose così all’improvviso… a me sono state dette da mio padre molto tempo fa, e lui non è mai stato il tipo da volermi rivelare molto di questa storia!”

“Tuo padre?”

“Si… mio padre, una bravissima… persona, mi parlava continuamente, anche quando ero a scuola! Credo che tu lo conosca, è l’arcangelo Gabriele”

Red sollevò improvvisamente lo sguardo e disse: “Ora mi ricordo di te! Sei quello che parlava da solo durante la ricreazione!”

Tom scoppio a ridere: “Ti ho appena detto che mio padre è un arcangelo e tu ti ricordi di quel particolare!”

“Eri un tipo bizzarro, mi stavi simpatico” ammise con semplicità Red.

“Tornado seri, adesso, – disse Tom – lo scontro non comincerà prima del ventuno di dicembre e anche se tu non dovessi accettare la mia proposta, non ti attaccherò ora. Io sono stato inviato qui da colei che mi ha contattato circa una settimana fa per avvisarmi dell’approssimarsi dello scontro. Lei è un angelo e, attraverso me, ti invia questa sola richiesta: vuoi unirti a noi Nephilim e lottare per la conservazione e il rinnovamento di questo mondo?”

Red non sapeva che dire: ricevere tutte quelle informazioni su di sé nell’arco di pochi minuti, per di più informazioni così surreali che bene si conciliavano con tutte le tragedie e le strane capacità che aveva padroneggiato solo dopo numerosi anni di sforzi costanti. Tuttavia la proposta di proteggere il mondo non lo toccava molto… il mondo lo aveva abbandonato, disprezzato e trattato come un rifiuto della società. Quale legame aveva con il mondo se non un sordo disprezzo e un desiderio di vendetta che si era appena appena sopito dopo la sua rivalsa nel mondo economico? Non aveva senso aiutare un mondo che lo aveva condannato ad una sofferenza che pochissimi potevano comprendere.

Eppure sentiva una stretta al cuore e contemporaneamente nella sua testa vorticavano immagini del volto gentile di Suor Maria, l’unica che lo aveva sempre accettato, che gli aveva voluto bene nonostante tutto, poi i volti dei pochi amici più stretti, tra cui figurava anche l’immagine di un giovanissimo Tom, conosciuto solo per una manciata di anni e poi scomparso dalla sua vita dopo il primo incendio… incendio provocato dal fuoco che non riusciva a controllare e che continuava ad uscire dal suo corpo senza controllo. E poi gli scontri continui con gli uomini di sabbia lo avevano costretto ad allenarsi, a diventare più forte…

“I Lililm sono quelli che mi hanno inviato quei mostri nel corso degli anni?”

“Si – rispose Tom – crediamo che sia un loro perverso modo di farti allenare, di tenerti abbastanza forte da poterti trovare già pronto. In più, come assicurazione affinché tu ti unissi a loro, lei pensa che abbiano fatto qualcosa ai tuoi poteri, soprattutto a quello del fuoco…”

Red riprese improvvisamente colore: “Cosa?!”

“Sospetta che abbiano fatto in modo che i tuoi poteri andassero di tanto in tanto fuori controllo così da farti distruggere qualsiasi cosa tu avessi costruito di buono intorno a te nel corso degli anni…” disse Tom prima di essere costretto a balzare dietro al divano mentre Red scaraventava il tavolino e scattava in piedi, preso da una furia cieca, gli occhi rossi come carboni ardenti.

“SONO STATI LORO A FARMI QUESTO!?” urlò Red.

“Il piano per noi Nephilim era avvisarci al momento giusto, poco prima dello scontro così da prepararci per lo scontro senza doverci angustiare troppo per tutta la nostra vita… e così volevano fare con te, ma i Lililm hanno deciso di interferire e..”

“MALEDIZIONE!” ruggì Red, mentre il fuoco cominciava a circondargli il corpo, illuminandolo di una luce tetra.

“Ti faccio di nuovo la mia domanda, Red… Cosa vuoi fare?”

E finalmente nella mente di Red apparve un motivo valido per combattere al fianco di qualcuno che voleva proteggere il mondo… un motivo tuttavia ben poco nobile: “Io voglio solo la mia vendetta!” scandì con voce stranamente profonda e potente.

Tom sorrise e si avvicinò a Red, mettendogli una mano sulla spalla: “Allora, amico mio, ti do il benvenuto tra le fila dei Nephilim!”