Salve Scriptiani, data la recente uscita di “The Mayflower Foundation”, oggi ho pensato di parlarvi di Ambientazione di Genere Horror. Per rimanere in tema con la nuova ambientazione condivisa. Nonché per darvi qualche consiglio per creare il giusto ambiente delle vostre storie. E continuare il filone degli articoli sulle Ambientazioni di Genere, come quello per il Giallo.

Il Genere Horror

“L’orrore, detto anche con il termine inglese horror […] è un genere di romanzi, film o altri tipi di opere che mira a suscitare nel lettore o spettatore sentimenti di spavento e orrore. Tipici sono la letteratura dell’orrore e il cinema dell’orrore.”

[Wikipedia, Orrore (genere)]

Oggi quindi parleremo delle Ambientazioni Horror nelle loro caratteristiche fondamentali. Questo è il genere della paura, dell’inquietudine e della tensione. Un genere che si collega a una parte fondamentale dell’Uomo. La Paura. Intesa come paura atavica, come sentimento legato alla nostra sopravvivenza. E per questo così forte in ognuno di noi.

Anche nell’Horror, come in tutti i macro generi, abbiamo moltissimi sottogeneri. Dal Gotico all’Occulto, dal Surreale al Psicologico e molti altri. Invece i titoli maggiori che mi vengono in mente sono sicuramente: Until Dawn, per i videogame; Frankenstein, per i libri; Shining, sempre per i libri; Masters of Horror, per le serie tv.

La grande forza di questo genere, come dicevo anche prima, è il collegarsi a una componenti atavica del genere umano, per l’appunto la paura. Quindi possiamo dire che questo è il primo cardine del genere. Altro elemento caratteristico è sicuramente l’inquietudine, che è sempre presente anche in forme differenti. Quindi finora abbiamo Paura e Inquietudine, ma ci manca ancora un punto focale: la tensione. Nonostante parliamo di un’opera horror e non di una thriller, questa rimane comunque quel qualcosa che ci permette di portare il lettore dove desideriamo.

Parlando di Horror, quindi, parliamo di un’opera che presenta sempre una forte componente paurosa, che genera inquietudine. E con una tensione narrativa che trascina il fruitore del nostro prodotto.

Come Lavorare con: Paura, Inquietudine, Tensione

Come nello scorso articolo sulle Ambientazioni di Genere, anche oggi andiamo a usare due vecchi articoli, ovvero “Veicolare con l’Ambiente” e Vivere l’Ambientazione”. 

Veicolare con l’ambiente

Nel primo parlo nel dettaglio di come la “scenografia” della nostra opera possa essere utile allo scopo di trasmettere un messaggio (informazione o sensazione). Quindi andiamo a cercare di capire come il palco dove si svolge la storia possa aiutare a creare quelle sensazioni di Paura, Inquietudine e Tensione.

Ecco allora che una casa stregata, di un racconto di fantasmi, ha degli oggetti che si muovono inspiegabilmente. O la foresta percorsa dai nostri protagonisti è piuttosto buia e quegli alberi che creano quasi un labirinto intorno al campo base. Tutti questi elementi possono concorrere a ricreare la giusta atmosfera per la nostra trama. Quindi se vogliamo portare il fruitore a provare inquietudine e paura e tensione dobbiamo capire come declinarli. Cosa significa questo?

Beh, per esempio in una storia di Zombie magari ricreare la situazione di “barricati” in un luogo, con il pericolo terribile alle porte. È una scena che puoi avere solo in un luogo che si può effettivamente barricare. E che, quindi, raggruppa più persone che così sono costrette a collaborare. Ed ecco che una struttura crea elementi di narrazione e sensazioni, o nasce dagli elementi di narrazione.

Vivere l’ambientazione

Nel secondo articolo parlo di come una descrizione ambientale possa rafforzare la narrazione, ma nello specifico del modo di creare una descrizione forte. Quindi vediamo come usare i sensi, tutti loro, per ricreare l’horror anche nell’ambiente. Così il buio di una casa, magari dopo un blackout, porta a una sensazione di ignoto e quindi pauroso. Oppure sempre il buio che però “si appiccica addosso”, crea quella sensazione di viscido e orribile.

Tutto questo ricordandoci i quattro punti chiave dell’articolo in questione. Ovvero:

  1. Utilizzare più sensi contemporaneamente, quindi non focalizzarci su di un unico senso;
  2. Sparpagliare i dettagli attraverso la narrazione e quindi utilizzare la tecnica dello “Show Don’t Tell”;
  3. Non inserire tutti i dettagli del soggetto descritto, bensì pochi dettagli ben ponderati;
  4. Quei pochi dettagli scelti dovranno essere importanti come veicolo di sensazioni/emozioni che il lettore deve provare.

Analisi dei punti

Allora vediamo come il numero 1 ci indica di usare tutti i nostri sensi, dalla vista al tatto, ma anche udito, olfatto e gusto. Quindi potremmo usare i suoni per far crescere la tensione, o magari potremmo far percepire un odore molto forte di putrefazione. Insomma qui l’unico freno è la nostra fantasia.

Un messaggio molto importante è invece il passaggio numero 2. Infatti è fondamentale capire di non esagerare con i dettagli descritti, soprattutto, in un horror. Questo è un genere che fonda quasi tutto se stesso sull’evocatività delle descrizioni e sulle intime interpretazioni del fruitore. Quindi mi raccomando di prestare molta attenzione su questo punto. Disperdete i pochi elementi descritti attraverso la narrazione.

Anche il 3 punto, un po’ sull’onda del secondo, ci dà un consiglio interessante. Non è necessario, anzi io lo sconsiglio fortemente, descrivere minuziosamente un’ambiente (o altro). Questo perché un fruitore comunque adatterà alla sua mente l’immagine descritta. E soprattutto più dettagli ci saranno più gli sarà difficile farlo. Ecco perché dobbiamo ricordarci di trattenerci dal descrivere minuziosamente. Ancora una volta questo vale anche di più per il genere che stiamo analizzando.

Infine arriviamo al punto numero 4. Questo è qualcosa che fin troppo spesso non si prende in considerazione. Ricordiamo che stiamo creando Fiction e che quindi le descrizione ambientali devono veicolare e rafforzare la storia. Non è la realtà. È Fiction, quindi i nostri ambienti dovranno essere utili alla trama e alle sensazioni che si vuole trasmettere.

 

Eccoci anche oggi arrivare alla fine di un nuovo articolo. Spero che questa piccola serie di consigli possa esservi d’aiuto per le vostre storie dell’orrore.

Ora vi saluto e vi auguro una Creazione da Brividi!