Salve a tutti Scriptiani! Anche questa volta parleremo di Tolkien e la sua Creazione e nello specifico (come intuirete dal titolo rivelatore) degli Ainur. Ma prima se non sapete il motivo di questo cambio momentaneo di rotta vi siete persi lo scorso articolo che potrete, e io lo consiglio vivamente, recuperare qui.

Ma bando alle ciance e iniziamo.

-Gli Ainur

Ainur è una parola Quenya che significa letteralmente “Coloro che sono Santi/Spiriti Angelici“; si tratta di una traslitterazione della parola Ayanûz derivante dalla lingua Valarin. (cit. tolkienpedia)

Queste entità furono create da Eru prima di ogni altra cosa, tra essi ci sono Spiriti più potenti di altri. Essi dimoravano insieme a Ilùvatar nelle Aule Atemporali, un luogo aldilà del tempo e dello spazio. Qui spesso il Creatore chiedeva loro di cantare ed Essi cantavano separatamente o in piccoli gruppi, comprendendosi a vicenda, tutti meno Melkor il più potente tra di loro, impegnato costantemente nella ricerca della Fiamma Imperitura che in realtà risiede con Ilùvatar stesso.

-Ainulindale

A un certo punto Eru riunì tutti gli Ainur e fece loro ascoltare un tema musicale nuovo e grandioso, ed Essi si inchinarono alla sua maestosità, a quel punto Egli parlò loro, dicendo che potevano arricchire il suo tema e così fecero. I più grandi tra loro guidarono gli altri e Melkor su tutti contrastò il tema iniziale facendo nascere un caos di suoni, alché Ilùvatar si levò proponendo un nuovo tema e ancora Melkor lo contrastò mostrando nuovamente la sua potenza e allora Eru si levò una terza e ultima volta e con un unico accordo concluse la Grande Musica. Allora Ilùvatar portò i suoi primi figli nel vuoto e qui mostrò loro ciò che avevano creato cantando e raccontò loro molte cose del mondo e di come ogni aggiunta al suo tema , anche le dissonanze di Melkor, è parte del disegno. Così Eru parlò e il mondo venne all’essere.

 

Questa è una sintesi del mito cosmogonico tolkieniano, chiamato appunto Ainulindale che vuol dire “Musica degli Ainur”. Qui per la prima volta ci vengono presentati nuovi personaggi, quali Melkor, Manwe e Ulmo (per amor di sintesi ho eliminato gli interventi di questi ultimi) i nomi dei 3 maggiori ainur per potenza, che saranno fondamentali, insieme agli altri, per i primi eventi del Silmarillion.

Con la creazione di Ea, il “Mondo che E’”, assistiamo a un cambiamento all’interno dei ranghi celesti e alla prima divisione degli ainur. Da una parte abbiamo gli spiriti che rimarrano con Ilùvatar dall’altra quelli che, per amore di essa, scenderanno in Ea, legandosi alla creazione. Questi ultimi si dividono ulteriormente in Valar e Maiar, i primi sono i Grandi, le Potenze di Ea, i secondi invece sono il loro seguito, gli araldi, alcuni di questi sono più potenti di altri e avranno ruoli molto importanti negli avvenimenti futuri, basti pensare al Balrog di Moria che altri non è che un maiar corrotto da Melkor , come d’altronde lo stesso Sauron, o anche i cinque Istari o Stregoni che dir si voglia (Gandalf, Saruman e gli altri).

Ea, al principio della creazione

Queste entità hanno molte sfaccettature e molti sono gli studi che vengono fatti, alcuni su loro come figure archetipiche di divinità, altri sul loro aspetto trascendentale (che cozza con una visione politeista) e molteplici sugli aspetti all’interno dell’opera stessa. Questo vi fa capire quanto delle figure che, all’interno di SdA e di lo Hobbit, vengono nominate di rado siano in realtà fondamentali e complesse nell’opera del Professore, questo è in realtà uno dei principi maggiori dello scrivere bene e della creazione di ambientazioni in particolare, creare i dettagli, dargli un retroscena profondo e mostrare al lettore solo ciò che serve realmente ai fini della storia, lo posiamo definire “Principio dell’Iceberg” perché proprio come di quest’ultimo possiamo vedere solo la punta e il corpo che lo sorregge è sotto la superficie a rendere, non visto, tutto stabile così della nostra ambientazione dobbiamo mostrare solo i dettagli importanti e utili ai fini dell’opera, il resto servirà a dare spessore e stabilità al tutto.

 

Ed eccoci alla conclusione anche di questo articolo, spero sia stato per voi interessante avvicinarvi a queste figure quasi divine. Nel prossimo articolo sul Legendarium vedremo queste figure più nel dettaglio e cercheremo di capire meglio il loro ruolo nel mondo e nella storia di quest’opera.

 

Vi auguro una buona Tolkienizzazione.