Salve a tutti Scriptiani, oggi parleremo di Ambientazione di Genere: il Giallo. Scusate la duratura assenza, ma il mio pc ha deciso di abbandonarmi. Così solo da poco ho ripreso un nuovo portatile e rieccomi qui a parlarvi di ambientazione.

Con questo termine voglio indicare la “Specificazione dei Principi” visti finora in base al macro-genere in questione.

 

Iniziamo subito: il Genere Giallo

Il genere dell’intrigo, degli enigmi e dei crimini. Sherlock Holmes; la Signora in Giallo; Poirot; ma anche, nei suoi sottogeneri, C.S.I.; Law and Order; La Grande Truffa (John Grisham).

Insomma abbiamo bene in mente di cosa sto parlando.

Il Giallo con tutti i suoi innumerevoli sottogeneri, di cui anche alcuni maggiori come il Thriller (considerato da alcuni anche un genere a parte), è uno dei maggiori filoni della letteratura mondiale. Questo suo successo è dovuto in gran parte alle sue componenti principali, ovvero l’Intrigo, la Ricerca della soluzione, il Crimine. Queste sono le componenti da tenere bene a mente durante la costruzione di una ambientazione di genere giallo. Infatti saranno gli elementi sui quali i nostri principi andranno a confluire.

Ma direi che è arrivato il momento di andare a vedere come mettere in pratica tutto ciò.

 

Come Facciamo?

Per prima cosa partiamo da due articoli passati di questa rubrica. “Veicolare con l’ambiente” dove parlo di come rendere una data atmosfera/informazione attraverso la “scenografia. E “vivere l’ambientazione”, qui invece spiego come rendere fluide e più potenti le descrizioni (ambientali e non). Avendo questi due articoli come base andiamo a specificare quei concetti generici.

Il primo elemento, in quest’ottica, da tenere in considerazion è appunto il genere che racchiude in sé una schiera di componenti importanti da tenere perfettamente a mente. Pensiamo all’Horror che fa della paura il suo nucleo. Oggi analizziamo il Giallo quindi vediamo quali sono gli elementi da tenere a mente: il mistero, che si tratti della risoluzione di un omicidio o della risoluzione di enigmi per avere salva la vita; la tensione, anche minima ma sempre presente; indagine/ricerca, intesa come ricerca di indizi/informazioni per risolvere il problema centrale.

Avendo in mente questi tre cardini del genere pensiamo alla nostra ambientazione. Anche se molto spesso questa è il mondo reale ciò non significa che il nostro lavoro sia minore o maggiore. Una volta attuata la ricerca sul luogo in questione (New York, Miami, Roma, “Vigata”) dobbiamo pensare a come ricreare certe sensazioni. E anche vero che elementi come la tensione sono molto legati alla storia e ai personaggi, ma possiamo rafforzarle attraverso le nostre scenografie.

Per capire come fare immaginiamoci un film o una serie televisiva, come esempio pensiamo a C.S.I. Miami. I luoghi sono quelli della città americana, ma la costruzione delle immagini, la fotografia, ma anche i luoghi specifici, sono scelti e strutturati appositamente per lo scopo della puntata. Il gioco di luci e ombre, l’ordine o meno di una data stanza, insomma possiamo giocare con tutti questi elementi per rafforzare le caratteristiche del genere.

Veicolare con l’Ambiente

In questo articolo dicevo di scegliere una sensazione da voler trasmettere in quella scena. Questo concetto lo possiamo traslare, secondo me, anche all’intera ambientazione, ovvero scegliamo un pattern di 3/4 sensazioni e ci atteniamo a queste come base per la nostra creazione. Vogliamo che la storia sia pregna di mistero? Il mondo narrativo deve rispecchiarlo.

Quindi, usando gli stereotipi in modo intelligente, andremo a rafforzare quelle sensazioni che dovranno essere trasmesse in primis dalla storia stessa. Ecco allora degli ambienti un po’ scuri. I grandi capannoni di produzione di droga, durante un inseguimento sono solitamente bui e quasi labirintici, mentre durante una retata secondaria sono sempre ben illuminati e in spazi ampi. Insomma usiamo il nostro mondo per rafforzare questi concetti: mistero, tensione, indagine. Per quest’ultimo potremmo usare la disposizione ambientale per dare un indizio o per creare nella mente di chi legge una determinata idea sul personaggio in questione, che sia un’idea corretta o volutamente fuorviante.

Vivere l’Ambientazione

La cosa importante da ricordarci è che stiamo lavorando a un’opera di fiction. Questo significa che deve avere una parvenza di realtà, o meglio verosimiglianza, ma siamo noi a dover veicolare certe informazioni. Qui vi spiegavo come secondo me creare delle buone descrizioni, per riassumere:

  1. Utilizzare più sensi contemporaneamente, quindi non focalizzarci su di un unico senso;
  2. Sparpagliare i dettagli attraverso la narrazione e quindi utilizzare la tecnica dello “Show Don’t Tell”;
  3. Non inserire tutti i dettagli del soggetto descritto, bensì pochi dettagli ben ponderati;
  4. Quei pochi dettagli scelti dovranno essere importanti come veicolo di sensazioni/emozioni che il lettore deve provare.

Come potete vedere nell’elenco qui sopra, uno dei punti fondamentali è che siamo noi a dover decidere cosa trasmettere (punto 4) e una volta deciso usiamo i tre punti precedenti per farlo. Vale ovviamente anche in generale, quando costruiamo la nostra ambientazione dobbiamo pensare a cosa vogliamo rafforzare e far passare e poi usare i tre punti per farlo, quindi usiamo tutti i sensi, se vogliamo la tensione usiamo i suoni, sono un ottimo modo per far agitare un personaggio e quindi il fruitore della nostra opera, magari il gusto di qualche forte profumo può essere un indizio per l’investigatore, un’ombra sfuggente in lontananza rafforza il mistero.

 

Insomma arriviamo anche oggi alla conclusione di questo articolo. Come potete vedere il discorso non cambia, i nostri concetti generali, possiamo applicarli più nello specifico, focalizzandoci su alcuni aspetti.

 

Spero che questo articolo sia stato interessante.

Con questo concludo e vi auguro Buona Creazione!