Salve a tutti Scriptiani, oggi andiamo a vedere il personaggio più iconico del mondo tolkieniano, esatto, sto parlando di Gandalf! Sicuramente la figura della compagnia più riconosciuta e amata de “Il Signore degli Anelli”. Prima di scendere nel dettaglio vi invito a recuperare l’articolo sugli Istari e su Saruman.

Detto questo, ora andiamo ad affrontare l’approfindimento di Gandalf.

Indice

  • Chi è Gandalf?
  • Cosa può fare?
  • Da dove deriva la figura di Gandalf?

Chi è Gandalf?

Storia

Olorin è un maia della schiera di Manwe e  Varda, passa molti dei suoi giorni nel giardino di Lorien a Valinor e nello specifico con la Valie Nienna, dalla quale apprende la pazienza e la compassione. Passa del tempo anche sulla Terra di Mezzo, approfondendo la conoscenza di Elfi e uomini, ma non visto, o come fosse uno di loro. Quando i suoi Signori lo convocarono per entrare negli Istari lui in effetti rifiutò in quanto non si sentiva all’altezza del compito, oltre al forte timore delle arti del Nemico. Eppure alla fine, proprio per la sua umiltà, fu scelto e partì per la TdM.

Arrivò come secondo, in quanto sottoposto solo di Saruman il Bianco, e si presentò con grige vesti trasandate a Cirdan il Carpentiere, colui che vedeva più lontano di tutti. Questo elfo era il portatore di Narya l’anello di fuoco dei grandi anelli elfici, vide in Olorin/Gandalf il più saggio degli istari e così affidò a lui il grande potere del suo anello.

Durante la Terza era egli non fece altro che girovagare per la Terra di Mezzo e conoscere i popoli che la compongono, venne chiamato in molti modi “Mithrandir” per gli elfi e Tharkun per i nani, in entrambi i casi significa il “Grigio pellegrino”, “Gandalf” fu per gli uomini ovvero “Colui che cammina con gli elfi”. Insomma, aveva condiviso la sua saggezza con con tutti i popoli imparando a conoscerli e ad apprezzarli, in particolar modo gli hobbit. Fino ad arrivare alla storia de “lo Hobbit” e de “il Signore degli Anelli”.

Aspetto di Gandalf

Il nostro caro stregone è in effetti molto riconoscibile anche dal punto di vista meramente “estetico”. Sotto la forma di Grigio Pellegrino veste con abiti trasandati e, per l’appunto, grigi. Anche se questo in realtà non è totalmente vero, infatti stivali e cappello non corrispondono a questo colore. I primi sono neri mentre il secondo è blu.

Quando ascende veste invece gli abiti del capo del suo ordine: il bianco, spodestandolo a tutti gli effetti effetti. Questo cambio non è solo di colore, ma anche di ordine e raffinatezza, determinando anche un mutamento nella sua “personalità”.

Per quanto riguarda il suo aspetto fisico vero e proprio sappiamo che egli è un uomo avanti con gli anni, ma ancora vigoroso nel corpo. Una lunga e fluente barba bianca gli arriva alla vita e le sue sopracciglia superano addirittura la tesa del cappello. Eppure non è particolarmente alto.

Personalità

Qui abbiamo poco da dire in effetti. Gandalf risulta essere un uomo bonario, che ama la tranquillità di una buona compagnia e dal forte amore per l’erba-pipa degli hobbit. Sappiamo però che si dimostra essere anche facile agli scatti “d’ira”, nel senso che non lesina mai rimproveri anche molto duri alla stupidità di qualcuno. Oltre alla sua compassione e saggezza non sappiamo altro della sua personalità.

Cosa può fare?

Olorin, essendo un maia, di sicuro risulta essere molto potente, anche se non è mai palese ed esplicita la reale estensione di questi poteri. Ciò che sappiamo è che lui riesce a instillare nelle menti sogni di speranza, nonché a rimuovere la disperazione dai cuori degli uomini.
Sappiamo che conosce incantesimi in tutte le lingue della terra di mezzo e che può affrontare un Balrog di Morgoth alla pari. Per quanto riguarda i Nazgul, sappiamo che riesce a tenere testa a quattro di loro (avviene a Colle Vento) e lo stesso Re dei Neri Cavalieri non riesce a sconfiggerlo.

Da dove deriva la figura di Gandalf?

Da dove nasce Gandalf nella mente di Tolkien? Beh, questa domanda non è semplice a partire dal nome stesso di questo personaggio, infatti nell’Edda poetica questo è uno dei nomi dei nani che nascono da Ymir. Direi che possiamo identificare due aspetti fondamentali di Mithrandir, aspetti che vengono ispirati da ambienti differenti.

Il Grigio Pellegrino prende molti dei suoi elementi dalla mitologia nordica. Iniziando proprio dal suo aspetto e da questo appellativo, infatti il “viandante coperto di grigie vesti” altri non è che uno degli aspetti con cui il padre dei cieli Odino cammina su Midgard, conosciuto come “Barba Grigia” e vestito in modo trasandato (non sempre, ma in molte occasioni).

Quando però Gandalf ascende a “Bianco” i connotati d’ispirazione sono ben diversi, a parer mio, eppure quando questo accade, lo stregone prende dei connotati più serafici, quasi fosse un santo cristiano. Abito bianco e puro, atteggiamento meno goliardico e più saldo davanti al nemico, come un baluardo spirituale. Fa della compassione il suo strumento più grande (questo già presente nella sua forma precedente, quasi fosse un’anticipazione).

Eccoci alla fine di un altro approfondimento, spero che questo in particolare vi abbia trasmesso l’interesse in quest’opera. Personaggi così densi e profondi come Gandalf non se ne vedono spesso, nonostante i tentativi di emularlo.

Io vi saluto alla conclusione di questi articoli sugli Istari.

Alla Prossima!