Fantasy Classico: un sottogenere morente? - Scripta
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Fantasy Classico: un sottogenere morente?

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by Pietro Sgherzi

Salve Scriptiani, oggi un articolo un po’ diverso, infatti parliamo della possibilità che il Fantasy Classico abbia stancato i propri lettori.

Questa riflessione nasce da una domanda posta da Edoardo Stoppacciaro, doppiatore rinomato e autore esordiente per La Corte Editore, su una pagina Facebook di scrittori e lettori fantasy. Quindi un grazie va sicuramente a lui per l’input.

Premessa sui Sottogeneri

Allora innanzi tutto mi sembra doverosa una piccola premessa. Questo articolo parla del genere Fantasy e dei suoi svariati sottogeneri, ma cosa sono questi ultimi?

Un sottogenere è un filone di opere appartenenti a un unico genere principale, ma che in più è accomunato da specifici elementi d’ambientazione e non. Quindi il fantasy classico è accomunato da un mondo medievaleggiante (ovvero che si ispira al medioevo, fondendo dettagli anche lontani diversi secoli) di stampo europeo, che presenta al suo interno elfi, nani  orchi. In più abbiamo anche la presenza di temi ricorrenti come la lotta tra il bene e il male, l’onore cavalleresco.

Questo vale anche per altri sottogeneri, come il più inflazionato oggi Urban Fantasy, che presenta un mondo reale (il nostro) che però nasconde un’altra realtà, magica e misteriosa. Abbiamo sempre questo mondo nascosto in guerra, quindi due o più fazioni, sia tra “gli autoctoni” sia con gli umani più o meno inconsapevoli. Il/la protagonista appartiene a uno dei due mondi, ma passa nell’altro per necessità.

Ovviamente stiamo facendo due esempi facilmente riconoscibili che però valgono per tutti i generi. In più ho scelto proprio il fantasy classico e l’urban perché in essi abbiamo degli esempi grandiosi: Il Signore degli Anelli e Harry Potter. Eppure in questi due sottogeneri ci sono anche moltissimi esempi di bassissima qualità, solitamente dovuta a un terribile Worldbuilding scopiazzato male e a dei personaggi veramente pessimi.

Se avete letto i precedenti articoli, probabilmente, avrete notato che la discrimine iniziale per una determinata categorizzazione è proprio il “What if Fantastico“.

Nonostante le categorizzazioni dette finora, la vera premessa è questa: nessun’opera appartiene completamente a un unico sottogenere, forse nemmeno a un unico genere.

Fantasy Classico: un esempio autoritario

La domanda di Edoardo è stata importante proprio perché usa un sottogenere del fantasy che in realtà ne è il padre moderno. Certo fare una genealogia di un genere come il fantasy è probabilmente impossibile, ma nei connotati odierni è indiscusso che l’immaginario sia stato forgiato in gran parte da Tolkien e la sua Arda. Ed è proprio il sottogenere “Classico” che riprende gli elementi del padre, quindi elfi e vari.

Quindi il fantasy classico ha stancato? Ha raccontato tutto ciò che poteva? Secondo me la risposta è: sì e no.

perché rileggere dei soliti elfi immortali che odiano i nani barbuti e avidi perché è così che devono essere ha davvero stancato. Vedere l’elfo alto, bello, forte, veloce, magico, immortale, intelligente, saggio, *complimento x* è in effetti un punto a sfavore dell’opera.

No perché gli elementi classici in sé non sono sbagliati, ma è l’uso che ne viene fatto a essere banale. Infatti moltissimi usano quegli elementi senza donar loro una rinfrescata, anche lieve, o addirittura senza approfondirli. Perché Tolkien dice che elfi e nani si odiano? Perché un tempo c’è stato un atto di profonda violenza perpetrato dagli uni e dagli altri vicendevolmente ed entrambe le fazioni, longeve e dalla memoria lunga, accusano l’altra e l’odio reciproco è divenuto consuetudine e odio verso il diverso. Capite che c’è una profondità diversa dal: si odiano perché i nani sono avidi e tagliano i boschi, mentre gli elfi sono troppo “delicati”…

Insomma, a essere sbagliato non è il filone con i suoi elementi cardine, ma l’autore che se ne appropria perché gli piace senza, però, aggiungere o modificare in funzione del suo mondo, che spesso non è affatto caratterizzato. Questo, di contro, lascia molto spazio agli autori che ne attingono a piene mani per poi lavorarlo come fosse materiale grezzo da modellare per creare qualcosa di nuovo e migliore per la propria opera.

La Società

Certo è vero che alcuni sottogeneri vengono maggiormente apprezzati oggi piuttosto che ieri, ma ciò dipende dalle mode letterarie del momento. Questo però crea anche una reazione negli editori, che vedendo un testo di un determinato genere/sottogenere lo scartano a priori o quanto meno lo considerano in maniera inferiore in confronto alla moda del momento. Perché, semplicemente, essendo l’editore una impresa che si sostiene dalla vendita dei libri, deve per forza puntare su ciò che funziona maggiormente.

Anche il pubblico, il lettore medio, contribuisce alle scelte obbligate di queste imprese. Uno dei sottogeneri che risente in maniera più grande di queste scelte è sicuramente il fantasy classico, perché molti sono stanchi di leggerlo (dovuto ai motivi di cui sopra) e quindi pian piano la produzione di queste opere viene ostacolata.

Insomma, la questione è complessa come potete capire, la domanda alla fine permane: Dobbiamo continuare a scrivere fantasy classico o è meglio assecondare il mercato?

 

Siamo arrivati alla fine di questa lunga riflessione su un tema difficile, spero che questa possa avervi stimolato a riflettere sul tema.

Io vi saluto e vi auguro, questa volta, Buona Lettura!

  • Alessandro

    4 mesi ago

    Articolo interessante. A me invece ha stufato l’urban fantasy e quello che i giapponesi chiamano Isekai. I protagonisti sono più stereotipati degli elfi di derivazione tolkeniana. Io leggo spesso i vostri articoli e sto “costruendo” un mondo fantasy classico dove ci saranno Elfi Nani e Orchi, però con “storie” differenti rispetto a quelle tolkeniani. Mi sto sbattendo a costruire il mondo (anche grazie ai vostri consigli) prima di concentrarmi sulla trama.

  • Pietro

    4 mesi ago

    Alessandro, prima di tutto grazie mille!
    Sono davvero contento di averti aiutato con i miei articoli.
    Mi trovi d’accordo per quanto riguarda l’Urban Fantasy, anche se qualche prodotto migliore della media lo ho trovato.
    Detto questo sono molto curioso verso questo tuo progetto. Se ti interessano i nostri contenuti e tutto quello che ci gira intorno, ti consiglio di entrare nel nostro gruppo telegram, si fanno un sacco di chiacchiere e spesso anche chiacchiere a tema scrittura e lettura. Avresti molti con la tua passione con cui parlare.
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