Creature straordinarie. La storia umana è costellata di miti e leggende cui spiccano eroi e individui dotati di facoltà straordinarie; a prescindere dall’epoca e dalla collocazione geografica, le varie mitologie presentano alcuni esseri ricorrenti, quali:

  • Semidei
  • Giganti
  • Draghi

I loro attributi possono intrecciarsi tra loro: Orione e Crisaore sono semidei di dimensioni gigantesche; Arthur Pendragon, grazie alle gesta del padre Uther (il quale, seguendo la profezia di Merlino, ottenne l’autorità regale mediante l’uccisione di un drago), riuscì a creare il regno di Camelot; Kiyohime, ossessionata dall’amore verso il monaco Anchin, pur di raggiungerlo dall’altra riva del fiume, si trasforma in un mostro serpentiforme sputafuoco.

Per poter comprendere al meglio (e sfruttarlo in ambito letterario) ciò che il mito può offrire, è necessario conoscere il significato delle varie definizioni.

I Semidei

Per semidio si intende un essere vivente di origine ibrida, in cui convivono attributi mortali e divini.
Per quel che riguarda i semidei dall’aspetto umano, essi presentano alcune caratteristiche distintive rispetto ai mortali (forza sovraumana, poteri sovrannaturali, carisma irresistibile, ecc.), ma a differenza di un comune individuo, un semidio possiede delle debolezze peculiari (come il tallone d’Achille o i capelli di Sansone), spesso sfruttate dagli avversari per ucciderli o renderli inoffensivi.

I semidei più famosi sono spesso individui dall’aspetto umano; sovente ricordati per le loro imprese straordinarie (Romolo, figlio di Marte e Rea Silvia che fondò l’impero Romano, o Gilgamesh, leggendario re di Uruk, figlio della dea Ninsun e del re divinizzato Lugalbanda), altri per il loro straordinario talento di guerrieri o sterminatori di creature leggendarie (la mitologia greca offre innumerevoli esempi, da Teseo ad Achille, da Eracle a Perseo, ecc.).
Spesso i semidei agiscono per la gloria dei loro padri, ne è un esempio la genesi e la fine dell’impero romano; Roma, nata dal figlio di Marte, è caduta per mano di Attila, detentore della “spada del Dio della guerra”. Volendo interpretare, Roma nacque nelle grazie di Marte, ma nel momento in cui la decadenza e la corruzione impedirono ulteriori conquiste, il Dio pose fine all’impero.

Vi sono casi in cui, per via della grandiosità delle loro imprese, alcuni semidei sono stati elevati al rango di divinità (come Eracle e Dionisio).

I Giganti

Per gigante si intende una creatura dalle origini divine o semidivine, caratterizzata da dimensioni considerevoli e dotata di una forza sovrumana (tale da far tremare la terra) e una considerevole longevità (possono vivere anche per ottantamila anni).

I giganti sono un esempio emblematico: non solo sono un elemento comune a molte religioni e leggende, ma quasi sempre sono rappresentati come antesignani della razza umana. È interessante notare come le culture più disparate nel tempo e nello spazio mostrino molti più punti in comune di quanto possa apparire; ciò che le lega è proprio la figura dei giganti.

Le varie mitologie e cosmologie si dividono sull’origine di queste creature straordinarie: chi li identifica come i creatori del cosmo (mitologia norrena e induista su tutte), altri come semidei (nella tradizione giudaico-cristiana, i Nephilim sono figli di emissari del volere divino e donne umane), altri ancora come rappresentanti del caos primordiale (mitologia greca) in conflitto con l’ordine divino.

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Nephilim

Un esempio di creazione mediante il sacrificio è il Puruṣa (uomo cosmico) vedico, il quale fu sacrificato dai deva per creare l’universo. Lo stesso destino è toccato al gigante Ymir, il figlio dell’abisso cosmico, esistente ancor prima della genesi dell’universo; un individuo empio dal quale hanno avuto origine le divinità che lo uccisero.

La vittoria degli dèi sui giganti è un tema ricorrente, la si trova nella gigantomachia greca, nei Rākṣasa induisti, o nel diluvio universale cristiano contro i Nephilim.

Da notare inoltre che le origini della guerra tra giganti e divinità sono le stesse: i giganti sono creature caotiche, orgogliose e depravate e rifiutano l’autorità divina. L’immoralità dei giganti è descritta anche nel Canone Pāli, quando il Buddha Siddharta racconta che novantun eoni orsono, la Terra era popolata da esseri giganteschi e che il Beato Vipassī decise di diffondere il Dhamma al fine di salvare gli individui della sua epoca, ripristinando l’etica.

I Draghi

Per drago si intende un rettile di origine semidivina dotato di grande intelletto (sono capaci di comunicare con gli esseri umani mediante i poteri psionici), una forza sovraumana, la capacità di emettere soffi (dal classico fuoco ai miasmi più disparati) e sono dotati di scaglie resistenti come l’acciaio.

Come i giganti, i draghi possono essere emissari del volere divino o figli di divinità draconiche; se i primi sono visti in genere come creature empie, i draghi godono di una reputazione eterogenea.

In occidente sono considerati alla stregua di creature demoniache: arroganti, avidi e simbolo delle forze del male, per questo solo gli eroi dotati di equipaggiamenti leggendari o coloro che sono benedetti da Dio possono sperare di sconfiggerli.

San Giorgio e San Michele (arcangelo) sono baluardi della cristianità, possessori di armi leggendarie (Ascalon e la Spada della verità), entrambi sono ricordati per aver sconfitto i draghi.

Santa Marta di Betania invece, tramite la forza della preghiera, è riuscita ad ammansire il temibile Tarasque, rendendolo innocuo e riducendone le dimensioni.

Nel Canto dei Nibelunghi, Sigfrido, detentore della spada leggendaria Balmung, uccide il drago Fáfnir e, bagnandosi col suo sangue, acquisisce un corpo pressoché invulnerabile.

Beowulf è uno sterminatore di draghi atipico, nonostante abbia avuto diverse spade (da Hrunting a Nægling a spade di uno jǫtunn), raramente risultarono efficaci contro quelle creature; perciò dovette affidarsi quasi esclusivamente alla propria forza.

In oriente i draghi, al contrario, sono considerate creature benevole; in Cina sono il simbolo del potere imperiale ed emissari divini, altre tradizioni li vedono come dispensatori di conoscenza e guardiani di antichi tesori. In India sono spesso associati ai Naga, rettili leggendari presenti anche nella tradizione buddhista.

In Sudamerica vi è Quetzalcóatl (o serpente piumato), una delle divinità più importanti dell’intero pantheon Azteco.

Nell’immaginario collettivo il drago è concepito come un gigantesco rettile alato munito di quattro zampe; è bene ricordare che i draghi che possono volare (non sempre sono alati, come nel caso dei draghi cinesi e giapponesi) costituiscono un terzo della specie. Nonostante la vastità e la notevole presenza di queste creature nelle varie leggende e mitologie, è possibile suddividere i draghi in relazione all’elemento di appartenenza.

Esistono quindi:

  • Draghi del cielo, gli unici capaci di volare e di muoversi nel suolo più lentamente, la loro corazza è la più leggera rispetto alle altre tipologie.
  • Draghi della terra, incapaci di volare, ma sono i più veloci sulla terraferma (alcuni possono muoversi anche sottoterra, causando terremoti), la loro corazza è mediamente robusta.
  • Draghi acquatici (o marini), gli unici in grado di nuotare e immergersi ad alte profondità, si muovono lentamente sulla terraferma, la loro corazza è la più robusta rispetto alle altre tipologie.

La letteratura fantasy ha ulteriormente suddiviso i draghi in relazione ad alcune peculiarità estetiche, fisiche e ambientali, i draghi possono essere:

  • Cromatici, il colore è il fattore determinante, es: i draghi rossi, blu, bianchi, ecc.
  • Metallici, le scaglie presentano caratteristiche tipiche di un determinato metallo o lega, es: draghi dorati, di bronzo, di platino, ecc.
  • Gemmati, le cui scaglie presentano caratteristiche tipiche di determinati agglomerati rocciosi, es: draghi di cristallo, di rubino, di smeraldo, di opale, di ametista, di ossidiana, ecc.
  • Pseudo, appartengono a questa categoria le specie draconiche non pure (come la viverna) o frutto d’incrocio con altri esseri, come il dracolisk (unione di un drago e di un basilisco) o il drago-trartaruga, in alcuni casi frutto di una maledizione, come il dracolich (drago non morto) o addirittura di una creazione magica come il drago meccanico.
  • Simbiotici, draghi fortemente legati all’ambiente naturale in cui vivono e ne presentano alcune caratteristiche estetiche, come i draghi delle montagne (la cui schiena è sormontata da un’imponente catena montuosa), delle paludi (i cui corpi sono ricoperti da vegetazione di palude), delle foreste, dei ghiacci, ecc.

Tali peculiarità possono associarsi, è possibile trovare un drago pseudo simbiotico, o un gemmato simbiotico, uno pseudo metallico, ecc.

Ciascuna specie di drago dispone di un soffio che lo contraddistingue, dal classico alito infuocato del drago rosso, ai miasmi putrescenti di un dracolich, fino alle saette di un drago delle tempeste. I draghi policefali in genere dispongono di potenti urli in grado di terrorizzare a morte le vittime.

Come tutte le creature semidivine, i draghi hanno debolezze peculiari. Oltre a essere vulnerabili contro le armi leggendarie o divine, ciascun drago, in relazione alla tipologia, può soffrire di debolezze specifiche: un drago legato al fuoco risulterà sensibile all’acqua, un drago marino avrà come debolezza i fulmini, un drago che vive in ambienti freddi difficilmente tollererà il calore, ecc.

Come i rettili, i draghi nascono da un uovo e la crescita è in relazione al loro stadio di maturità. La longevità è una prerogativa della specie, alcuni draghi possono vivere fino a diverse migliaia di anni, in altri casi beneficiano dell’immortalità.

In genere esistono sei fasi distinte della crescita:

  • Cucciolo
  • Giovane
  • Adulto
  • Maturo
  • Anziano
  • Dragone leggendario

Nel caso in cui, come menzionato nell’articolo sui poteri magici e mistici e i fruitori, un drago decida di stabilire un legame empatico con un fruitore mistico, la crescita sarà accelerata e dipenderà dall’esperienza e dalle capacità acquisite del dragoniere; non è infrequente che alcuni draghi affidino la propria progenie a mistici mortali, affinché possano crescere più rapidamente e sviluppare i propri poteri latenti.

Un evento di eccezionale rarità avviene in cui il legame empatico tra dragone leggendario e dragoniere raggiunge il culmine, in quel caso avviene un’assimilazione e ne scaturisce un essere di natura divina presentante le caratteristiche di entrambe le creature straordinarie, un ibrido dai poteri incomparabili.