Salve a tutti Scriptiani, oggi torniamo con la rubrica Worldbuilding, dato il salto della scorsa settimana.

Nello specifico volevo portarvi un articolo-riflessione sul come farsi ispirare da ciò che abbiamo intorno a noi.

Questa idea mi è venuta durante una piccola escursione verso la Rocca di Calascio (AQ), circondato da un panorama davvero meraviglioso, che mi ha dato una buona ispirazione per una zona del mondo che sto creando, cosa che mi succede spesso e che spesso ricerco volutamente.

Così mi sono detto che sarebbe potuta interessare anche a voi lettori. E ora, quindi, andiamo a vedere nel dettaglio questo argomento.

Cosa intendiamo?

Quando parliamo di farci Ispirare da ciò che ci circonda ci riferiamo, chiaramente, sia ai paesaggi naturali che a quelli urbani, dai più incontaminati alle zone più degradate delle città.

L’ispirazione potrebbe essere nel colpo d’occhio dell’intera scena, così come potrebbe essere anche un minimo dettaglio, un suono o ancora un odore.

Tutto può ispirarsi e spesso accade così all’improvviso che ci sorprende, però in questo articolo vorrei approfondire dei metodi, che io utilizzo, per far nascere questa ispirazione.

Andiamo a vedere come funziona.

Come possiamo farlo?

Il mio primo consiglio è quello di usare i propri sensi attivamente, cercate con gli occhi, state li ad annusare l’aria, camminate e sfiorate una panchina, o una pianta, ascoltate ciò che succede intorno a voi, ma fatelo attivamente.

Quando uso il termine “attivamente” intendo di prendere coscienza dei nostri sensi, quindi osservare con attenzione come l’immagine viene registrata dai nostri occhi, cosa vediamo prima (una luce in un tunnel buio, una ragazza vestita di rosso in una giornata grigia, ecc) e questo è valido anche con gli altri sensi, cercate di acuirli in modo attivo e così avrete una diversa esperienza di ciò che vi circonda.

Un altro consiglio è quello di perdersi, sì, proprio perdersi, andare in una zona della nostra città che non conosciamo, o conosciamo poco, girare per quelle strade e stradine (chiaramente facendo attenzione, meglio se in compagnia e non in una zona malfamata), oppure fare una escursione in un posto nuovo, visitare una spiaggia nuova, ecco sorprenderci con qualcosa di nuovo. Cercando sempre di usare i nostri sensi attivamente.

Un altro consiglio è quello, nel caso di un aspirante scrittore di fantasy, di popolare ciò che vediamo con la nostra immaginazione, quindi magari guardare la piazza centrale della nostra città (borgo, paese, simili) e vederla animata di razze diverse, razze coerenti al nostro mondo, ed ecco che ci sono gli elfi che curano la fontana e il verde della piazza, il nano che gestisce il bar all’angolo, l’orco che chiede l’elemosina li vicino.

Magari le automobili divengono piccoli draghi senza ali e, per i più ricchi, carrozze trainante magicamente.

Insomma, lasciate fondere la realtà con la fantasia cercando spunti, funziona benissimo anche all’aria aperta, in una escursione in montagna o nei boschi (sempre mantenendo la massima attenzione questo è chiaro).

Invece, per coloro che si vogliono addentrare nel mondo reale con le loro storie, vi consiglio di guardarvi intorno e cercare di capire come si muove la realtà, un esempio è la stazione della metro di Roma, osservate come viene tenuta, quanto è sporca o meno, sentite il rumore del treno che arriva e come cambia l’odore nell’aria.

Osservate come si muove la gente, quali borse porta ognuno di loro, ascoltate brandelli di conversazione e fate vostri i modi di parlare delle persone reali, la ragazza di 16 anni parlerà in modo diverso dall’uomo d’affari di 57 anni.

Imparate a copiare la realtà è a prendere spunto da essa.

Una delle mie tecniche preferite è fare una istantanea mentale, con ciò intendo un vero e proprio “fermo immagine” del primo colpo d’occhio, dell’immagine nel suo insieme.

E quindi appena alzo gli occhi sul corso della mia città cosa vedo nel primo istante? Vedo i palazzi quasi indefiniti a destra e sinistra, vedo i più piccoli alberi che costeggiano la zona pedonale, vedo i 3 gazebo fissi (2 a sinistra e 1 a destra), e delle macchie indefinite che sono le persone, qualcuna più scura di altre.

Quelle più vicine meno indefinite e il tutto condito dalla luce del momento, quella estiva che rende meglio i contorni, oppure quella tenue e metallica tipica invernale, con tutto quel suo freddo alone.

Ecco, questo è il colpo d’occhio e devo dire che mi aiuta molto, soprattutto per quanto riguarda le descrizioni di luoghi indefiniti, come le piazze affollate, e mi ispira particolarmente in quei casi, soprattutto, quando posso avere una posizione atipica, quindi una piazza vista dall’alto oppure in trasversale, e soprattutto mi aiuta a capire come riuscire a trasmettere una emozione piuttosto che un’altra.

La tecnica opposta a quella sul colpo d’occhio è “l’attenzione al dettaglio”.

In pratica ci focalizzato su un unico dettaglio della scena facendo sfocare tutto il resto, magari una porta particolare, un bambino che gioca, una mamma che sorride a suo figlio, un ragazzo prestante che fa esercizio, una donna sensuale, ma anche un albero solitario, un fiore, una pietra particolare, la cima di un monte, un cane.

Qui possiamo sbizzarrirci, effettivamente tutto può essere un dettaglio rilevante, per esempio potremmo concentrarci anche su un suono, magari la cacofonia di 3 chiese che suonano le 12, o su un odore particolare, passando davanti a un forno avremo un buon profumo di pane appena sfornato. E questo si estende a tutto.

Naturalmente tutti questi consigli li mettiamo già in pratica passivamente, infatti per esempio le ultime due tecniche, abbiamo un istante dove prendiamo la scena nel suo insieme e subito dopo ci focalizzano su un dettaglio che attira la nostra attenzione, per poi passare al dettaglio successivo.

Anche l’inserire la nostra fantasia, a volte capita di riflettere su “cosa succederebbe se…” e immaginiamo magari un incidente d’auto oppure come noi potremmo comportarci in una determinata situazione.

Diciamo che il consiglio generico è usare attivamente i propri sensi, chiaramente ci vorranno diversi tentativi e pian piano chi non lo ha mai fatto, ci riuscirà.

Però funziona, o meglio con me funziona e io credo che possa funzionare con chiunque. Per aggiungere una piccola postilla al consiglio generico direi anche che dovete cercare di sorprendervi.

 

Conclusioni

Bene, finalmente sono riuscito a finire questa serie di consigli, con il pc che mi si è rotto giusto il giorno prima dell’articolo ho avuto un bel daffare per riuscire a pubblicarlo.

Però ci siamo riusciti.

Spero che vi abbia interessato, io cerco sempre modi nuovi per ispirarmi, o addentrarmi nel funzionamento di alcune dinamiche che possano aiutare nel processo di scrittura.

Anche oggi vi saluto Scriptiani e vi auguro una buona ispirazione creativa!