Salve Scriptiani, eccoci tornati sul nostro worldbuilding, oggi parliamo di come creare un’ambientazione fantasy. So bene che l’intera rubrica sin dai suoi albori tratta della costruzione di “mondi narrativi”, ma oggi voglio tornare indietro. Infatti dopo due anni di articoli, tra consigli e elementi specifici, volevo riproporre un articolo sui fondamentali, ma leggermente specifici di un mondo Fantasy.

Prima di vedere le basi però andate a recuperarvi i 4 Errori da Evitare nella creazione di un mondo fantasy.

Creare un’Ambientazione Fantasy: Fasi

  1. Principio base;
  2. Nucleo;
  3. Strutture;
  4. Catena di Dettagli.

Fase 1: Principio Base

Quando parlo di principio base o Idea Centrale mi riferisco a quel qualcosa intorno al quale ruota tutto ciò che riguarda la nostra ambientazione. Ovvero un concetto, spesso astratto, che non verrà mai contraddetto dalle regole del nostro mondo. Per esempio, nell’ambientazione che sto creando, come detto nel primissimo articolo, questa Idea è l’ Equilibrio. Questo comporta che le regole del mio cosmo e fisiche del mio mondo tendono a equilibrarsi, tipo la magia, tutti possono praticarla, non esistono prescelti. Oppure un’idea che potreste avere è il Bizzarro, così le vostre regole saranno assurde e strane, le creature saranno fuori da ogni logica… Insomma credo che abbiate capito.

Il Principio Base sarà quel perno intorno al quale costruire la nostra ambientazione, il nostro primissimo punto di riferimento, in pratica un’àncora. Perché è una cosa necessaria lavorare con dei binari che guidano la nostra mente. Se la lasciassimo totalmente libera avremo una quantità enorme di distrazioni e illogicità.

Fase 2: Nucleo

In questa fase iniziamo a prendere quelle decisioni di “costruzione” che andranno a restringere i nostri binari dandoci modo così di creare qualcosa di solido. Detto questo il Nucleo parte dal Principio Base a cui andremo ad aggiungere qualche elemento che sarà il cardine della nostra ambientazione. Per rimanere sull’esempio sopracitato, il mio mondo narrativo è sorretto dal rapporto tra i “4 elementi”, tutta la mia ambientazione poggia su questo. Ecco che vedremo crearsi un nucleo (per l’appunto) intorno al quale costruire il nostro mondo, un tassello per volta.

Anche qui gli elementi da prendere in considerazione, sono principalmente astratti, come concetti, o emozioni, o simili… Questo ci porterà a legare il nostro mondo a dei pattern di atmosfere, di situazioni e di realtà che sono diversi tra loro, ma accumunati da un filo conduttore. Questo è un buon metodo per creare un’ambientazione fantasy con un’identità forte, iconica e unica.

Fase 3: Strutture

Ecco qui iniziamo a entrare nel vivo della creazione, queste strutture altro non sono che lo scheletro del nostro mondo narrativo. A differenza del nucleo e del principio, queste nascono tutte da domande specifiche, tipo:

  1. Esiste la Magia?
  2. Genesi divina o “scientifica”?
  3. Esistono le divinità?
  4. La fisica e la scienza del nostro mondo funzionano?

La risposta a questo tipo di domande ci porterà a pensare a elementi macroscopici che però influenzeranno direttamente e praticamente tutta la costruzione del nostro mondo. Prendiamo come esempio la magia, se decidessimo che non esiste dovremmo pensare ai possibili scenari tecnologici. Mentre se invece esistesse dovremmo affrontare il modo in cui cambia la società. E quindi l’impatto che ha sull’ambientazione. Questi elementi che, in un modo o nell’altro, impattano così in profondità nel nostro mondo sono le Strutture. Detto ciò andiamo a vedere l’ultima fase, quella forse più complessa e divertente della creazione.

Fase 4: Catena di Dettagli

Eccoci al punto più divertente, ma anche più difficile perché è proprio qui che vengono fatti gli errori maggiori. La Catena di Dettagli è un susseguirsi di scelte e domande che si concatenano tra loro e vanno a creare l’iconicità della nostra ambientazione. E quindi quando aggiungiamo tasselli, Dettagli, andremo a dar vita a un domino di “questo che impatto ha sull’ambientazione?” e così via.

La prima domanda, a parer mio, da doverci porre è la seguente: Quanto è grande il nostro mondo narrativo? Perché questo quesito va a creare delle dinamiche di creazione a seconda della risposta. Infatti un conto è dover dar vita a una città che, per tutta la storia è il nostro palcoscenico principale, un conto un continente o addirittura un mondo intero.

Una volta scelta la grandezza, altrettanto importante è capire il periodo storico di riferimento, parliamo di “fantasy medievaleggiante” o di “Steam-Fantasy”? O magari di Science Fantasy (futuro)? Ovviamente scegliere il periodo storico di riferimento implica scegliere una serie di cose gia di base, come la tecnologia e l’architettura, o i trasporti, ecc… Scelto il periodo storico andiamo a capire come le cose nel nostro mondo sono diverse.

Quindi in un Fantasy ispirato al medioevo europeo andiamo a inserire la magia, i draghi e due gradi razze, nani e elfi, senzienti e civilizzate. Quello che dobbiamo chiederci è “Come impatta il mio sistema magico?”, “gli elfi come cambiano le carte in tavola?”, “e i nani?”. E così per qualunque elemento noi andiamo a inserire.

Questa azione ha due vantaggi. Primo ci permette di controllare la coerenza interna del nostro mondo narrativo. In più crea degli spunti narrativi importanti, molto iconici e spesso molto forti, nonché sempre legati imprescindibilmente alla nostra ambientazione.

Conclusioni

Prima dei saluti finali volevo fare una precisazione. Questo che ho esposto è il mio metodo, funziona per me. Un sistema che ho maturato con il tempo, la pratica e, soprattutto, l’informazione e il confronto. Quindi i termini che ho usato sono quelli che uso con me stesso, “coniati da me” per avere un imput mentale diretto. Il mio consiglio è questo, prendete da questo metodo ciò che considerate buono, adattatelo a voi, informatevi finché non trovate un’altro metodo. Allora anche da lì prendete il meglio per voi. Alla fine sintetizzerete qualcosa di vostro che è perfetto per la vostra Forma Mentis.

Adesso però è ora di chiudere e salutarci. Spero che questo articolo sia stato stimolante per voi quanto per me.
Ora vi saluto e vi auguro Buona Creazione!