Bentornati, scriptiani. Negli ultimi articoli mi sono fatto un po’ da parte, ma oggi ritorno con una chicca: “Come creare un’ambientazione fantascientifica“. Era da un po’ di tempo che non portavo il worldbuilding di un genere specifico, così ho pensato che fosse arrivata l’ora di parlare di questo grande filone futuristico.

L’ultima volta abbiamo trattato delle ambientazioni orrorifiche e quella precedente dei gialli, pian piano vedremo di scendere anche più nei dettagli con i vari sottogeneri. Oggi, intanto, saliamo sull’astronave e andiamo a visitare i pianeti dell’impero intergalattico.

Non avete idea da dove cominciare per la vostra opera fantascientifica? Alla fine dell’articolo potreste trovare la vostra risposta.

Indice

  • Il genere
  • Creare l’ambientazione fantascientifica
  • Specializzazioni

Il genere

La fantascienza ha come tema fondamentale l’impatto di una scienza e/o una tecnologia – reale o immaginaria – sulla società e sull’individuo. I personaggi, oltre che esseri umani, possono essere alieni, robot, cyborg, mostri o mutanti; la storia può essere ambientata nel passato, nel presente o, più frequentemente, nel futuro.

Il termine è usato, in senso più generale, in riferimento a qualsiasi tipo di letteratura di fantasia che includa un fattore scientifico, comprendendo a volte ogni genere di racconto fantastico; un certo grado di plausibilità scientifica rimane tuttavia un requisito essenziale.

(Wikipedia, “Fantascienza”)

Insomma, come possiamo vedere questo è il genere che si collega maggiormente alla scienza e ai suoi utilizzi. Specialmente vengono affrontati i temi della moralità del progresso, del suo costo, ma anche della colonizzazione e dello sfruttamento ambientale. A seconda del sottogenere poi ci sono una sacco di declinazioni e specifiche. Mi viene in mente il Cyberpunk per il “costo del progresso” e la Space Opera per il “colonialismo e l’esplorazione“.

Questo macro genere abbraccia molte declinazioni come le due citate prima o ancora altre tipo: viaggio nel tempoTerra morente; fantascienza hard o tecnologica; Ecc…

Di certo ci permette di muoverci nel campo della fantasia con molta libertà contrapponendola al nostro mondo ristretto. Partire da un elemento così pragmatico quale la scienza e le sue applicazioni può farci pensare a una forte limitazione, ma abbiamo avuto nel tempo grandi dimostrazioni di come ci sia un universo di sfaccettature e sfumature in ogni applicazione possibile. I robot di Asimov; gli alieni di Mass Effect; il mondo post apocalittico di Nausicaa della Valle del vento (animazione giapponese). Nulla è scontato e tutto è possibile proprio perché partiamo da una base solida che possiamo modellare a nostro piacere. Per i dettagli abbiamo tanti esempi proprio nei nostri articoli nella rubrica “Gli elementi del fantastico” a cura principalmente del nostro articolista Federico.

Ora però andiamo a farci un’idea di come muovere i primi passi nella creazione.

 

Come creare un’ambientazione fantascientifica

Come ogni volta dobbiamo partire dall’idea che abbiamo avuto, che può essere sia un’idea di partenza, come per esempio: “il mondo virtuale può essere visitato“, sia una di arrivo, come “Il personaggio che affronta una battaglia a colpi di laser con le truppe aliene nello spazio“. In entrambi i casi ci muoveremo per fare in modo che quella determinata cosa sia possibile. In primo luogo dobbiamo fare ricerca.

Nella fantascienza è necessario partire da questo passo perché dobbiamo trovare dei riferimenti scientifici che ci permetteranno di creare e arrivare a ciò che ci interessa. Per il primo caso, continuando l’esempio, mi dovrò informare sul concetto di web, come funziona e come è stato creato, ma non solo: dovrò trovare un modo in cui i miei hacker possano entrare nel mondo visuale, magari con uno spinotto alla Matrix o fisicamente con una sorta di destrutturazione in dati (come un fax) e ricostruzione all’interno del mondo digitale. Dipende dall’atmosfera che vogliamo dare alle nostre storie.

Modus operandi

Abbiamo fatto la nostra bella ricerca, abbiamo trovato gli elementi scientifici a cui ci rifaremo e ora dobbiamo capire come sfruttarli per arrivare alla nostra idea. Quindi facciamo delle prove, mantenendo in testa l’atmosfera e l’idea originale per non andarvi in contrasto. Ci facciamo domande del tipo: “Se volessi impiantare una spina alla base del cranio per collegarmi al mondo virtuale cosa accadrebbe?” Ecco che allora ci dobbiamo mettere a fare ricerca sul cervello e sulla sua biologia per inventare come potrebbe funzionare. Per esempio, una droga che inibisca certi ostacoli o un elemento simile. Ecco allora che, pian piano, stiamo aggiungendo dettagli passando dalla ricerca alla invenzione di metodi e dettagli che possono essere plausibili per quanto folli.

Ovviamente, un altro punto da tenere in considerazione è la “distanza temporale da noi”. Un conto è un cyberpunk ambientato a 100 anni da oggi, un altro è una space opera ambientata tra 2000 anni. La regola di base è: “più siamo vicini alla nostra epoca più lo sviluppo deve essere plausibile e giustificato“.

Detto ciò il procedimento base è quello che abbiamo sempre considerato, ovvero:

  • Idea e ricerca (in questo caso).
  • Domande e catena di dettagli.
  • Coerenza, dove gli elementi tra loro non contrastano in modo negativo o di annullamento reciproco.
  • Costruzione paziente e mattone per mattone.

Cominciamo

Creare un’ambientazione fantascientifica può essere molto simile a crearne una fantasy, ci sono gli elementi della tecnologia da bilanciare e da rispettare al posto della magia, ma potrebbero essere accomunati. Eppure, sono anche molto diversi, l’approcciarsi alla science fiction (come dicono gli anglofoni) è molto differente. Come notiamo dai passaggi precedenti, la ricerca la fa da padrona in questo genere perché dovendo collegarsi al suo fondamento con una base specifica, solida e scientifica fa sì che bisogna essere conoscitori di quel dato argomento. Questo chiaramente non significa che solo uno scienziato possa scrivere fantascienza, ma la ricerca che il web ci permette di fare è più che sufficiente come approfondimenti scientifici. Basta essere degli appassionati e visto che stiamo scrivendo fantascienza un minimo dovremmo esserlo, no?

La cosa importante è iniziare a buttare giù le vostre idee di base per questa opera. Pensate al “Ciclo della Fondazione” di Asimov o a “Star wars“, o ancora alla “Guerra dei mondi” di H.G. Wells. Grandi di questo genere sono partiti tutti da un’idea, alla quale hanno affiancato della ricerca scientifica, nei limiti delle proprie possibilità. Proprio il cercare informazioni gli ha permesso di arrivare così in alto, perché le loro sub-creazioni erano plausibili, dietro l’angolo, familiari. In un modo o in un altro forse il segreto di questo filone narrativo è proprio che nella sua distanza dal momento presente riesce a ricordarci casa.

 

Bene, anche oggi siamo arrivati alla fine dell’articolo. Spero vi sia stato d’aiuto.

Con questo vi saluto e vi auguro buona creazione!