Avendo parlato dell’eroe classico e di quello imperfetto e più “romantico”, è giunto il momento di parlare di quello che probabilmente è l’eroe che acquisisce più velocemente di altri un incredibile riscontro di pubblico: l’antieroe ingannatore e truffaldino.

Della categoria del Trickster Divino ne abbiamo già parlato, ma i Trickster, nella mitologia, non sono solo creature divine, anzi! Molti eroi rappresentano in pieno questo archetipo e molti dei diventano eroi popolari proprio perché essi appartengono a questa categoria.

Divinità come Loki o Susano’o sono categorizzate come eroi popolari proprio perché sconfiggono minacce con metodi ben poco ortodossi, e nel farlo, tra una burla e un inganno, hanno spesso salvato il genere umano da minacce mostruose e letali.

Ma sono molti gli eroi, mortali o semidivini, che grazie ai loro metodi a dir poco fantasiosi sono diventati gli idoli delle folle: Autolico, nonno di Odisseo, è un argonauta famosissimo che come talento aveva semplicemente quello di passare inosservato quando voleva essere furtivo. Il Principe dei Ladri del mito greco, non proprio rispettato dai suoi pari, è stato comunque un eroe di un certo rilievo; Gli eroi gemelli Maya, nati dal rocambolesco “rapporto” tra la loro madre, mortale, con la testa del dio Hun Hunahpu, che baciò la mano della fanciulla, e proprio per questo ritenuti inferiori dai propri pari, svilupparono poteri magici e trascorsero la loro lunga storia ad ingannare gli altri semidei e dei del rispettivo pantheon fino a sconfiggere la stessa morte, giocando una mortale partita a palla nello Xibalba, l’oltretomba Maya, una partita condita da imbrogli sopraffini che guadagnarono per i due ragazzi addirittura la divinità.

Questi sono solo pochissimi esempi provenienti dalla mitologia di quell’archetipo che poi diventerà l’antieroe moderno, eppure già in tempi antichi questi eroi avevano in sé il seme delle caratteristiche che ancora oggi permeano le figure di eroe più scorrette.

La fibra morale quasi inesistente è ovviamente la caratteristica principe, il fondamentale: un antieroe è scorretto, ancora più dell’eroe romantico, quasi del tutto scevro da dubbi sulla moralità. Il fine giustifica sempre i mezzi e non importa che le azioni che si intraprendono sono spesso quasi più malvage delle azioni che si vanno a combattere, l’importante è raggiungere lo scopo, che altrettanto spesso è positivo solo in via del tutto casuale ed incidentale.

L’uso della magia poi è un optional non da poco, visto che molti antieroi mitologici hanno dei particolarissimi poteri magici/divini ben conformi alla loro natura truffaldina: trasformazione, poteri legati all’assassinio lento e doloroso, mimetizzazione, inganno… la lista potrebbe andare avanti, e potrebbe benissimo includere capacità che rendono l’eroe praticamente immortale.

Uno dei due gemelli Maya, quasi fosse l’antesignano dell’antieroe Marvel Deadpool, ha vissuto per un paio di giorni senza la testa attaccata sulle spalle, per esempio, e non sarebbe la cosa più paradossale capitata ad uno di questi antieroi!

La scaltrezza è poi la seconda caratteristica principale, parimerito alla totale mancanza di scrupoli: la bugia, l’inganno e presa in giro fluiscono come le acque del Nilo in piena sulle labbra di questi figuri, scorretti fino all’ultimo e sempre disposto a prendersi gioco dei propri avversari, spesso aiutati (come nel caso di Susano’o) da una ingente quantità di alcol!

L’antieroe è sostanzialmente una figura che fa quello che normalmente fa un cattivo, ma nel farlo, in maniera quasi casuale, salvano la moltitudine del popolo che prende, nonostante tutto, ad acclamarli come eroi. Ma di base sono essi stessi dei malvagi, e molti sono anche motivo di grandi catastrofi, basti pensare allo stesso Loki.

Ma allora qual è il motivo del successo di questa categoria di eroi? Probabilmente è la natura umana stessa ad invogliarci verso l’eroe meno perfetto che esista. Capita spesso, infatti, di fare molti errori nel corso delle nostre vite e che tali errori ci inducano l’idea che potremmo non essere le brave persone che abbiamo pensato di essere.

Qui viene in soccorso la figura dell’antieroe: se anche un essere simile, scorretto quasi al limite del grottesco, può essere acclamato come un salvatore, allora c’è speranza per tutti! A ciò va ovviamente aggiunta la carica comica e paradossale intrinseca all’antieroe, che con le sue burle ridicole ed esagerate sicuramente si conquista molto più facilmente le simpatie del suo pubblico rispetto al molto più noioso e bidimensionale eroe classico e perfetto, senza macchia e senza paura!

Con questo, si conclude il ciclo di articoli sulle varie tipologie di eroe, con la speranza che quanto scritto qui possa aiutarvi nelle vostre future imprese letterarie. Buona scrittura a tutti, e continuate sempre a cercare l’eroe giusto per voi!