Legenda

–  I, II, III, IV…   Files redazione X

–  0, 1, 2, 3…    Files per il progetto “SIITEORA”

–  A, B, C, D…   Files della rubrica “Ma secondo te!? _La città delle opinioni_ ”


Ottobre ‘17, via Fossili 3 – aula XII. Sono le 11:00 e sono eccitato per via di una ragazza che non mi guarda. Continuerei a costruire le peggiori fantasie se qualcuno, ex abrupto, non mi chiedesse una penna. È un giovane pirla che vorrebbe prendere appunti su come compilare i questionari di gradimento del servizio di sostegno psichico offerto dall’università. «Ho solo questa : )» Ritorno all’elucubrazione.

Bimba sei bellissima

Sei proprio un angioletto

Ma per essere perfetta

ti manca un difetto


Mi ha guardato per un attimo! Scarabocchio filastrocche stile prima elementare, così, tanto per allenare il callo (ignaro tra l’altro di chiamare in causa il Kraus) e non riesco a sublimare questa specie di Tiepolo/Van Gogh, casta nelle forme ma prepotente con gli occhi, come se un candido velo finissimo trattenesse una grossa quantità di colore che sta per esplodere. Lo so, lo so… So essere fastidioso quando parlo. Va be’. La guardo di nuovo. Adesso mi sembra una gatta in calore. Ma, ma… A un certo punto le mie orecchie si drizzano e non perché la cagna si sia messa a mugugnare. Il prof. sta parlando di cose strane. M’interessa.

«Non m’interessano i soldi…»

Ah sì?

«M’interessa… Sciogliere nodi. E poi… La coltivazione diretta. Vi dirò… Ho l’hobby delle combinazioni. Di mestiere faccio il dosatore.»

Eh?

Il tasso di assurdità è superiore ai miei standard. Mi piace.

«Non voglio sentenziare. Non ne sono capace. Eppure userò spesso il verbo essere. Comunque… Cercherò semplicemente di sagomare alcuni concetti e lo farò lasciandomi trasportare dal flusso. Mi tuffo… Vado…»

Attimi di suspense.

«Dunque. Che avete fatto quest’estate oh miei pargoli?»

L’uditorio tira unanime un sospiro di sollievo. A turno parlano i gai studentelli delle loro estati culturali tra musei, campeggi e teatri.

«Bene, basta così. Ho ricevuto abbastanza stimoli per una lezione su… Per una lezione su…»

Eh sì, il professor Vantelsi è proprio un tipo strambo.

«La scrittura!»

Strano per un corso di agraria.


Prima della lezione di “botanica creativa” ho incrociato Lisa e devo ammettere che non aveva un bell’aspetto. Era scossa. D’altronde non me ne stupisco, data la particolare circostanza in cui si è trovata ieri sera. Pensavamo d’incontrarci con Mauro intorno alle 22:00 per parlare di una cosa abbastanza sconvolgente scoperta pochi giorni addietro ma alle 22:30 giocavamo ancora a letto. Snifff… E via di nuovo con le lotte di Venere. Pessimo amplesso l’ottavo. Mi sentivo un coniglio spossato, volevo uscire. La mia cara amica dalle guance rosse doveva essere di tutt’altro parere perché sorrideva e s’immergeva, sorrideva e s’immergeva. Quando però suonarono al campanello saltò giù e corse nuda fino alla porta.

«Che ragazza vivace.»

Qualche minuto dopo strisciava lungo il disimpegno, sanguinante in volto. Io non ci avevo capito nulla. Lei non parlava, barricata nel suo stato di semi-coscienza. Diceva solo “non mi ricordo”, alzava le spalle e ridacchiava, “eee… eheh”. Eravamo strafatti. Chi fu a suonare? Sospetto qualcosa… Comunque decisi che ci avrei rimuginato dopo. Intanto le diedi una mano a lavarsi e a riprendersi (la gaieté c’est fini); preparai con amore uno spinello per combattere la fase down che di lì a poco sarebbe sopraggiunta; la presi in braccio e l’adagiai sulle lenzuola dolcemente; la baciai sull’orecchio (tra l’elice e la conca, come mio solito); quasi mezzanotte e scendevo le scale. Ero stato in quel condominio una decina di volte senza mai fermarmi a leggere qualcheduna delle svariate scritte sui muri. Lessi.

Intellettuali di sinistra

Propensi alla pseudo-dittatura proletaria

Non avete considerato che il popolo

Non sa giudicare

Non sa riconoscere una libertà autentica

Perché la democrazia

È una gara

A chi si sforza di meno

 La mia rivoluzione, se permettete

È mangiare corteccia

E bere neve.

 

E bravo il poetello del 2° piano. Un po’ patetico, ma abbastanza bravo per essere un coglione.