Salve Scriptiani, rieccoci su questa rubrica con gli articoli a 4 mani miei e di Vittorio. Iniziamo subito con il suo intervento che andrà a spiegarci dove il professore potrebbe aver preso ispirazione per il vala Ulmo, il Signore delle Acque.

“[…] il levarsi del Re del Mare era terribile, a guisa di montante onda che s’avventi alla terra con scuro elmo crestato di schiuma e coperta di cotta svariante dall’argento alle tonalità del verde. […] la voce di Ulmo è profonda come le profondità dell’oceano che lui solo ha visto.”
(Silmarillion, Valaquenta, i “Valar”)

Salve a tutti, determinare le ispirazioni mitologiche di Ulmo e dei suoi Maiar servitori è di una facilità impressionante e, allo stesso tempo, estremamente complicato: Ulmo è il signore dei mari, ma è insieme il mare stesso, presentandosi spesso e volentieri sotto la forma di vere e proprie onde di dimensioni ciclopiche. Questo praticamente va a fondere due concetti diversi presenti nei due principali miti da cui Tolkien ha tratto ispirazione; se in effetti nel mito greco e in quello norreno c’è un dio del Mare che prende i domini dell’entità che rappresenta il mare in sé per sé, Ulmo unisce le due cariche.
Per essere più chiari, se nel mito greco Poseidone diventa il signore dei mari, prendendo il dominio che fu prima di Oceano e prima ancora di Ponto; e se nel mito norreno Njordr è semplicemente protettore dei mari e devi viaggi in mare laddove il vero signore degli oceani è il gigante Aegir con la sua consorte Ran e le figlie, le onde marine, nel mito di Tolkien Ulmo è contemporaneamente Signore e rappresentazione stessa del suo elemento.

Il suo essere anche il secondo più potente dei Valar e uno degli dei più riveriti dalle popolazioni di Arda è anch’esso un fattore derivato dal mito: tanto Poseidone quanto Njordr erano divinità estremamente rispettate, venerate e temute, poiché il mare è, per le due popolazioni che hanno originato queste mitologie, fonte di vita e ricchezza, ma anche latrice di sventura.

Il mare può essere amorevole e può essere crudele. Un po’ come dire che la mano di Ulmo “pò esse’ fero e po’ esse’ piuma”; un po’ volgare come definizione ma decisamente riassuntiva.

In quanto signore dei mari, Ulmo ha dalla sua parte una schiera quasi sterminata di Maiar custodi di laghi, fiumi e quant’altro, tutte creature divine minori che vanno palesemente a ispirarsi a tutte le divinità fluviali e acquatiche minori presenti nel mito greco. Antiche, forti e indipendenti, certo, ma tutte comunque sottomesse al re dei mari.
Ora ripasso la parola a Pietro, che mostrerà ciò che è Ulmo nel mondo di Arda.

Grazie Vittorio per il tuo intervento, ora tornando a noi, credo che possiamo iniziare dicendo che Ulmo è il Terzo Vala per potenza e maestà, dopo Manwë e Varda, ed è l’unico tra i Valar a non abitare a Valinor.

Egli infatti vive in Ekkaia, il freddo oceano che segna i confini di Arda, a Ulmonan (il suo palazzo), il suo dominio si estende dalle acque del confine a ogni singolo fiume e sorgente sotterranea, tanto che viene detto che Ulmo “vive nelle vene del mondo”. Questo gli permette di apprendere notizie da tutti i luoghi, soprattutto quelle riguardanti i figli di Ilúvatar.

Ulmo, insieme a Manwë e Mandos, è tra coloro che hanno meglio penetrato la Musica di Eru ed è per questo che molti elfi dicono si possa sentire in tutte le acque, ma maggiormente nei mari, una eco lontana della Grande Musica.

Molte volte il Signore delle Acque ha protetto e aiutato uomini ed elfi, per esempio fu proprio lui a salvare Elwig, moglie di Earendil, dal suicidio permettendo di tornare da suo marito con uno dei Silmaril, il quale sarà necessario per permettere alla coppia di raggiungere Valinor e parlamentare con i Valar per farli intervenire contro Melkor nella terra di mezzo.

Sicuramente i Maiar più conosciuti di Ulmo sono Ossë, Uinen e Uin.

Parlando di Uin in realtà non c’è molto da dire, sappiamo che ha le sembianze di un cetaceo e che traina, solo alcune volte, il cocchio di Ulmo, solitamente trainato da un narvalo e un’otaria, questo perché è tra le pochissime creature a poter vivere in Ekkaia.

Uinen invece altri non è che la consorte di Ossë, il suo ruolo principale è quello di tenere a bada l’umore del marito e calmarne le tempeste, nonché averlo riportato al pentimento subito dopo essere ammaliato da Melkor. Inoltre è patrona di tutte le creature marine.

Arriviamo finalmente a Ossë, il maggiore tra i Maiar di Ulmo e riconosciuto come uno dei Maiar più grandi in assoluto, quasi al livello di un vala. Tant’è che i Sindar lo considerano praticamente tra i Grandi. Egli è il protettore del mare intorno alla Terra di Mezzo, ha anche il dominio delle tempeste che si diverte, a volte contravvenendo agli ordini di Ulmo, a scatenare, in quei momenti è prezioso l’intervento della moglie.
Ossë lo ricordiamo sia per il suo intervento, insieme a Ulmo e Uin, nel traghettamento degli elfi verso Valinor, sia per l’innalzamento di Elenna, l’isola/continente che avrebbe ospitato il grande impero umano di Numenor, dalle profondità del mare, ponendola a metà strada tra la Terra di Mezzo e Valinor.
Ora Vittorio ci darà un ultimo riferimento mitologico proprio su quest’ultimo Maiar, a te la parola.

Grazie, Ossë rompe lo schema di ispirazione scritto poco prima: se difatti Ossë è un maiar sottomesso a Ulmo, e in quanto tale rappresenta di più l’idea della divinità fluviale o acquatica minore, riceve tuttavia da Ulmo il controllo e la custodia del mare che circonda la Terra di Mezzo. Ecco quindi che, in relazione a questo personaggio, Ulmo diventa solo rappresentazione del più vasto Oceano mentre Ossë diventa il dio custode di una parte di esso, come Poseidone e Njordr, ruolo che viene sottolineato dall’estrema importanza che hanno lo stesso Maiar e la sua consorte presso il popolo elfico.
Dopo questo piccolo appunto ripasso la palla a Pietro per le conclusioni.

Grazie Vittorio e con questo chiudiamo la panoramica su Ulmo e tutto ciò che a lui è collegato. Sperando che possa avervi aiutato ad avvicinarvi ancora un po’ al Legendarium.
Arrivederci al prossimo Vala.