Bentornati Scriptiani, rieccoci con il nuovo articolo sul mondo del nostro amato Professore. Oggi con Vittorio affrontiamo alcune figure molto importanti nell’economia del mondo tolkieniano, ovvero i “Feanturi”, le loro consorti e una piccola aggiunta. Ma adesso passo, come al solito, la parola a Vittorio che ci porterà a riflettere sulla possibile ispirazione del Professore.

 

Grazie e salve a tutti Scriptiani, iniziamo direttamente ad approfondire il possibile percorso che ha portato Tolkien ai Feanturi. Le ispirazioni mitologiche dietro Nàmo, detto Mandos, e Irmo, detto Lorien, sono principalmente di origine greca, più precisamente in tre figure legate all’oltretomba.

Mandos, essendo il signore dell’Oltretomba, per di più di un Oltretomba che non sembra presentare connotazioni particolarmente positive o negative, è palesemente e in primis ispirato ad Ade, signore degli Inferi, severo custode delle porte dell’Oltretomba. Probabilmente Mandos ne risulta una figura ancora più benigna ed edulcorata rispetto all’accezione, prevalentemente negativa, che Ade si è guadagnato nel corso dei secoli, ma è innegabile che nel suo ruolo va a chiudere la triade Tolkieniana composta, oltre che da lui, da Manwe e Ulmo, come è innegabile che, come Ade, è lui a punire con severità le anime dei più malvagi

È tuttavia da notare che, essendo le anime delle Aule di Mandos destinate, prima o poi, a rinascere, specie in occasione della Battaglia Finale, la Dagor Dagorath, questo Oltretomba potrebbe ricordare benissimo anche il Valhalla del mito Norreno.

Ma Mandos potrebbe essere ispirato anche a Thanatos, non tanto perché, come l’entità greca primigenia, rappresenterebbe la morte stessa, ma più che altro in relazione alla sua parentela.

Lorien, fratello di Mandos, è infatti signore delle visioni e dei sogni e in questo senso riprenderebbe il protogenos Hypnos, il Sogno, fratello gemello di Thanatos con il quale domina su buona parte dell’esistenza umana. Il fatto che Tolkien accomuni ancor di più i due, dando alla coppia di fratelli il nome di “Fëanturi”, Signori degli Spiriti, indica come la fonte di ispirazione sia innegabilmente la coppia greca delle entità di Morte e Sogno.

Per quanto riguarda le loro divine consorti, i discorsi si fanno leggermente più brevi.

Vairë la Tessitrice è la moglie di Mandos e, come dice il nome, è ovviamente colei che tesse la tela del Destino, che adorna come un gigantesco arazzo le Aule stesse; la sua ispirazione è palesemente il trio di dee chiamate Moire o Parche, le tessitrici del Fato nel mito classico, o della stessa Fata, dea del Destino nominata anche in opere omeriche; ma ovviamente potrebbe essere ispirata anche alle Norne, controparte norrena delle Moire.

Per quanto riguarda Estë, la Guaritrice, le sue fonti di ispirazione sono più fumose: di per sé, il suo nome indica la sua esistenza di Dea Madre (la radice Es/Is è inconfondibile); forse è ricollegabile con Idunn, la dea norrena depositaria dell’albero che produce le mele d’oro dell’immortalità degli Aesir, così come Estë è la guardiana di una fonte le cui acque leniscono i dolori e gli affanni.

Molto particolare è invece l’ispirazione di Nienna: questa dea, che piange per le miserie di ogni essere vivente, potrebbe essere un riferimento alla entità conosciuta come Achlys, figlia della Notte, abitante dell’Oltretomba, questa creatura rappresenta la Miseria e il Dolore. Rimane la piccola differenza che dove Nienna pare comunque essere “bella come una dea”, Achlys è invece così brutta e ripugnante che Eracle si fece scolpire una sua vaga rappresentazione sul suo scudo in modo che i nemici scappassero da lui in preda al terrore e al disgusto!

Bene con questo concludo e passo il testimone a Pietro, arrivederci al prossimo articolo Scriptiani.

 

Ed eccoci qui, dopo la spiegazione di Vittorio, ad affrontare cosa queste figure rappresentano nel mondo Tolkieniano, partiamo direttamente con i caposaldi di questo articolo: i Feanturi.

Il maggiore di questi due fratelli divini è conosciuto come Mandos, ma il suo vero nome è Namo “Colui che Giudica/Ordina” già da questo possiamo capire qualcosa sul suo ruolo nel mondo, l’altro indizio lo abbiamo dal suo soprannome ovvero, per l’appunto, Mandos che lo identifica con il nome della sua dimora “le Aule di Mandos” (fortezza, prigione, aule di attesa). Questa dimora altro non è che il regno dei morti tolkieniano, dove le anime attendono, quelle degli elfi di potersi reincarnare, mentre per quelle degli uomini è l’attesa per andare in un luogo oltre, infine i nani qui sono ospiti, le loro anime infatti non hanno un vero luogo di riposo dato che sono creature create non dalla mente di Eru bensì da quella di Aule. Mandos quindi altri non è che il signore dell’oltretomba, ma il suo ruolo nell’economia del mondo non è solo questo, infatti essendo il giudice e anche il signore del destino è il Vala che, insieme a Manwe, più conosce il pensiero di Iluvatar e i suoi rari giudizi sono preannunciazioni di ciò che accadrà nel futuro. Egli è una figura dal carattere severo e rigido, taciturno e spassionato solo in un’occasione fu mosso a compassione, quando Luthien cantò al suo cospetto il dolore di elfi e uomini per chiedere di poter rivedere lo spirito del suo amato Beren, per il resto le Sentenze di Namo sono tutte inamovibili e severe, ma mai ingiuste. Egli è anche colui che ha maledetto Feanor e la sua gente quando questi commisero i crimini durante la fuga e ci fu il Fratricidio ad Alqualonde. Vediamo come il Giudice è una figura neutrale e silenziosa che viene tenuta in alta considerazione nel concilio dei Valar e dallo stesso Manwe. È sposo di Vaire la tessitrice, della quale vi parlerò più avanti ora andiamo a parlare del fratello minore di Namo, ovvero Irmo detto Lorien.

Questi è il fratello minore di Namo e insieme a lui e la sorella Nienna compone i Feanturi “Signori degli Spiriti”, partiamo analizzando l’etimologia dei suoi due nomi più conosciuti ovvero Irmo e Lorien, quest’ultimo termine significa “Terra dei Sogni” ed è appunto il luogo ove dimorano Irmo e sua moglie Este, si tratta dei Giardini del Riposo che sono conosciuti come il luogo più pacifico di tutta Arda, mentre Irmo invece significa in Quenya “Signore del Desiderio”. Con questi due indizi pian piano possiamo provare a desumere quale sia il suo ruolo principale, in    questo caso vediamo come un elemento che ritorna è la visione/desiderio e il riposo nei suoi giardini ameni, ed ecco che ciò che questo Vala “gestisce” è il riposo in molte delle sue forme, i suoi giardini sono luoghi di pace e serenità frequentati da una pluralità di spiriti, egli e la moglie, all’oscuramento di Valinor, si battono per ottenere la “notte” in modo da permettere ai figli di Iluvatar di riposare.

Bene adesso possiamo parlare delle Valier protagoniste di questo articolo. Inizierei parlando di Vaire la Tessitrice, moglie di Namo, il suo compito altri non è che quello di tessere la storia di Arda e nel tempo ha adornano con i suoi arazzi le Aule di Mandos fino alla fine dei tempi. La sposa di Irmo invece, Este, ha il compito di Guaritrice, nome con la quale è conosciuta, e di donare il riposo a coloro che ne hanno bisogno. Ora terminiamo la nostra disamina con due parole sulla Valier Nienna, sorella di Irmo e Namo e con essi forma i Feanturi “Signori degli Spiriti”,  lei non ha sposo e vive ai confini occidentali delle terre immortali nelle Aule di Nienna, dedica la sua esistenza al dolore e al pianto, essa infatti sente tutte le ferite e il dolore della terra e piange per questo, insegna la speranza e la saggezza dietro al dolore, molto raramente si reca nelle terra di Valmar la città dei Valar, ama visitare però il fratello Mandos e portare conforto alle anime dei morti che in quelle Aule attendono. Furono le sue lacrime insieme al potere di Yavanna a dare alla luce i due Alberi di Valinor, e sempre grazie alle sue lacrime fù possibile far germogliare e fruttare i due alberi morenti in modo da avere ciò che poi sarebbero stati la luna e il sole.

 

Bene Scriptiani, con questo si conclude l’articolo di oggi vi saluto nella speranza di avervi messo un po’ di curiosità verso questi argomenti, i quali vanno approfonditi con le parole del Professore.

Vi saluto e al prossimo articolo.